SINDACATI
SPI, Sindacato di lotta e di memoria
ROMA – E’ uscito il numero 2/2014 di SPInternazionale, notiziario del dipartimento internazionale dello Spi, Sindacato Pensionati della Cgil.
In questo numero: Spi, sindacato di lotta e di memoria; La Ces: un nuovo corso per l’Europa; Il 4 aprile manifestazione a Bruxelles; La nuova banconota da 10 euro; Notizie dal mondo:
SPInternazionale si può leggere e scaricare dal sito www.spi.cgil.it.
Qui di seguito, l’articolo che rappresenta il contributo dello Spi al Congresso Cgil: “Spi, Sindacato di lotta e di memoria”.
Non poteva chiamarsi che così: La forza del nostro viaggio, il documento con il quale lo Spi offre il suo contributo al dibattito congressuale, riassumendo la storia e l’impegno di una generazione che ha saputo riscattare con il lavoro condizioni di miseria ataviche.
La forza del nostro viaggio, quindi, per uscire dalla più grande crisi degli ultimi cinquant’anni con meno povertà, meno diseguaglianze e più giustizia sociale. Ma per questo è necessario che il lavoro diventi volano di crescita economica e civile.
Lo Spi-Cgil deve organizzarsi per dare uno specifico contributo alla “ricostruzione” civile e morale del Paese, accettando la scommessa sul terreno dei diritti di cittadinanza, per affrontare le nuove emergenze sociali: l’invecchiamento della società, la precarizzazione del lavoro, l’ondata migratoria. Ciò richiede un nuovo e più forte sistema di welfare, perché è su questo terreno che si misura la qualità e la civiltà del nostro ordinamento sociale, la sua capacità di inclusione e di universalizzazione dei diritti.
Il documento guarda quindi ai giovani che devono essere la forza del nostro presente e del nostro futuro e, in particolare, al lavoro come primo diritto, perché senza lavoro e senza diritti c’è solo sfruttamento, precarietà e nuovo schiavismo, che sono i nemici di giovani e di anziani.
La connotazione dello Spi ad essere sempre di più un sindacato paritario si traduce anche nella piena realizzazione a tutti i livelli della democrazia nel coinvolgimento e nella rappresentanza di uomini e donne.
E dobbiamo lasciarci alle spalle questi anni tristi che hanno visto la povertà raggiungere livelli allarmanti, assumendo la responsabilità di far pagare ai grandi redditi e alle grandi rendite i costi della crisi.
La contrattazione sociale diventa perciò il terreno per praticare concretamente il ruolo di Sindacato generale, dal territorio al livello nazionale, affrontando le tante questioni legate alla condizione materiale delle persone pensionate e anziane.
Non autosufficienza e previdenza sono sempre al centro dell’azione, per dare risposte ai bisogni delle famiglie, modificare le parti più odiose della Riforma Fornero e ripristinare il sistema di rivalutazione delle pensioni.
Uno Spi fortemente radicato nel territorio, dunque, in grado di dialogare con tutti, forte della sua confederalità e in stretto rapporto con l’Auser, sede di una vera democrazia partecipata, dove informazione e formazione concorrono ad alzare la qualità della riflessione e del dibattito.
La forza di un viaggio che guarda all’Europa, ai suoi anziani e ai suoi migranti, al rafforzamento della Ferpa e della Ces, in un contesto fortemente unitario, con le radici ben salde nei suoi valori, perché lo Spi è un Sindacato di lotta e di memoria. (SPInternazionale /Inform)