direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Donne e culture in movimento: la storia di emigrazione di Giulia, 28 anni, residente a Londra, nella prima puntata del podcast “Del Mondo”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Iniziativa del Servizio informazione e comunicazione dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna realizzato insieme alla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

 

BOLOGNA – Nella prima puntata del podcast “Del Mondo”, format del Servizio informazione e comunicazione dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna realizzato insieme alla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, la giovane Giulia Bonetti, residente a Londra, racconta la sua esperienza di emigrazione, cominciata all’indomani della sua laurea in Finanza all’Università di Bologna.

“Mi sono laureata a 24 anni e ora ne ho 28. In questi ultimi 4 anni ho vissuto in 4 paesi diversi – Italia, Francia, Spagna, Regno Unito – e sono in procinto di trasferirmi a Bonn, in Germania – spiega. Giulia, originaria di Forlì, attualmente  lavora allo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, agenzia che si occupa del monitoraggio ambientale del pianeta, un lavoro in linea con la sua formazione e il suo impegno sul fronte del cambiamento climatico, e che l’ha portata anche a partecipare alla Cop 26 di Glasgow.

“Non sono una scienziata – spiega la ragazza, – ma, anche se mi occupo del lato finanziario l’aspetto scientifico del mio lavoro è prevalente”. E dell’esperienza al summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici segnala in particolare l’atmosfera “effervescente”; “c’era tanta voglia di fare – ammette e, soprattutto, “mi ha stupito positivamente perché c’è stata grande attenzione a temi come le minoranze e i diritti delle donne, per la ricerca di soluzioni sostenibili dal punto di vista umano”. “Credo sia stata una svolta culturale e una scelta molto intelligente perché – aggiunge – solo tenendo conto dei bisogni delle persone le soluzioni proposte possono essere efficaci. Questa è la chiave per cui le cose che si decidono poi possano avere successo”.

Sulla sua scelta di lasciare l’Italia, Giulia sottolinea che “già prima di sapere quale professione volessi fare, sapevo che volevo andare all’estero e vivere in diversi paesi”. “Ho sempre viaggiato molto, ma viaggiare è diverso che stabilirsi in un posto, lavorare e vedere veramente com’è la vita lì. Ho pensato così di farlo subito, appena laureata, perché temevo che se avessi cominciato a fare stage o a lavorare in Italia poi sarebbe stato sempre più difficile partire – osserva.

E definisce il Regno Unito il Paese “con più contraddizioni” in cui ha vissuto, dove “con la Brexit tutto sta diventando ancora più complicato”, anche se “è un posto molto fluido: se puoi portare valore, lavorare e ti dai da fare puoi entrare e uscire, e se lavori sodo un angolino puoi sempre ritagliartelo – dice. In particolare Giulia apprezza la libertà della vita all’estero e il ritmo di Londra, a volte “stancante”, ma sicuramente “creativo”. Dell’Italia invece sente nostalgia del cibo e degli affetti. Non esclude inoltre un possibile rientro, ma solo “se potessi fare lo stesso lavoro e crescere come sto facendo ora”.

Nel racconto anche i suoi hobby e le sue passioni, tra le più disparate – come quella dei club dei giochi di ruolo e i corsi online di biologia marina– e curiosi aneddoti legati agli spostamenti dentro e fuori Schengen.

Protagoniste di questa nuova edizione del podcast “Del Mondo”, dedicato alle nuove migrazioni sono le expat dell’Emilia-Romagna: imprenditrici, ricercatrici, talenti internazionali.

Secondo i dati della fondazione Migrantes, richiamati anche dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, sono soprattutto i più istruiti a lasciare il nostro paese, anzi, le più istruite. Il report sui ‘Cittadini europei in movimento dentro l’Unione’, racconta che il 30 per cento degli italiani all’estero ha una laurea e la percentuale sale al 35 per cento se si parla di donne. Il 74 per cento dei giovani che ha scelto di andare a vivere all’estero rientrerebbe se potesse trovare uguali o migliori condizioni di lavoro in Italia.

La Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo è l’istituzione di rappresentanza sull’esperienza migratoria regionale. Oltre a promuovere incontri e iniziative sui temi dell’emigrazione, studia il fenomeno migratorio e mantiene i rapporti con le comunità all’estero. L’obiettivo è quello di tutelare e rappresentare i diritti degli emiliano-romagnoli nel mondo, ma anche mantenere vive, nelle comunità di corregionali all’estero, le caratteristiche linguistiche, storiche e culturali dell’Emilia-Romagna. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform