CAMERA DEI DEPUTATI
Il provvedimento è stato illustrato dal relatore Fabio Porta che ha chiesto al Governo al Parlamento di ratificare anche l’accordo firmato dall’Italia con l’Uruguay nel 1998 in materia di sicurezza sociale
ROMA – E’ in discussione nell’Aula della Camera della Camera la ratifica dell’Accordo fra la Repubblica italiana e la Repubblica orientale dell’Uruguay sullo svolgimento di attività lavorativa da parte dei familiari conviventi del personale diplomatico, consolare e tecnico-amministrativo. Il provvedimento, l’accordo è stato firmato a Roma il 26 agosto del 2014, è già stato approvato dal Senato.
In apertura della discussione generale il relatore Fabio Porta ha ricordato come questa intesa fra Italia e Uruguay, che si prefigge di consentire l’esercizio di attività lavorative ai familiari e ai conviventi del personale delle rispettive missioni diplomatiche e rappresentanze consolari nonché delle delegazioni presso la Santa Sede, sia elaborato sulla base di un modello standard, che ricalca altri accordi recentemente approvati, come ad esempio quello relativo all’Argentina.
Il deputato del Pd, eletto nella ripartizione America Meridionale, ha anche spiegato come il testo sia finalizzato a rafforzare le relazioni tra Italia ed Uruguay, che sono particolarmente sviluppate, come dimostrato dal Forum parlamentare Italia-America latina, a cui ha preso parte una significativa delegazione uruguaiana.
“L’accordo, nello specifico, – ha poi precisato Porta entrando nel merito dei contenuti – è inteso a facilitare la partecipazione dei familiari dei diplomatici alla vita sociale del Paese che li ospita, senza con ciò venire meno al ruolo istituzionale che sono chiamati a svolgere in qualità di familiari del personale accreditato e senza configurare alcuna forma di privilegio a favore di persone che non godono di immunità. L’intesa si applica ai coniugi non separati, ai figli a carico di età compresa tra i 18 e i 26 anni e ai figli diversamente abili a prescindere dall’età”.
Nell’auspicare una rapida approvazione del provvedimento Porta ha poi evidenziato come dall’attuazione dell’intesa non derivino oneri o minori entrate a carico del bilancio dello Stato. Porta, nel ricordare i forti vincoli amicizia e legami storici e politici che lo legano a questo paese sud americano, ha infine sollecitato Governo e Parlamento a ratificare l’accordo firmato con l’Uruguay nel 1998, quindi quasi vent’anni fa, in materia di sicurezza sociale. Un’intesa già ratificata dall’Uruguay ma non ancora dal Parlamento italiano. Il seguito del dibattito è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)