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Il Ministro Guerini alla commemorazione del centenario del terremoto in Garfagnana e Lunigiana

DIFESA

“Il dovere della memoria delle vittime. Migliorarsi per assicurare sempre pronta risposta in caso di calamità”

 

LUCCA – “A distanza di 100 anni dal sisma, sentiamo forte il dovere della memoria e il nostro pensiero va a chi perse la vita e alle loro famiglie. Straordinaria fu la prova di umanità e di impareggiabile solidarietà da parte di coloro che intervennero per portare supporto e assistenza alle popolazioni colpite”.

È quanto ha detto il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini intervenendo alla commemorazione per le vittime a causa del terremoto della Garfagnana e della Lunigiana, che si è svolta nei giorni scorsi a Villa Collemandina (Lucca).

Cerimonia in ricordo delle 171 vittime e degli oltre 600 feriti, alla quale hanno preso parte diverse autorità civili, militari e religiose. Tra gli altri, il Senatore Andrea Marcucci, il Prefetto di Lucca Francesco Esposito, il Presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, il Presidente dell’Unione Comuni Garfagnana e Sindaco di Castelnuovo Garfagnana Andrea Tagliasacchi, il Sindaco di Villa Collemandina Francesco Pioli.

“Le Forze Armate furono in grado di garantire efficacemente il primo soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite, svolgendo un ruolo chiave nella gestione dell’emergenza. Oltre alla Difesa, giunsero numerose squadre dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa di Firenze e le tante dimostrazioni di solidarietà, spirito di collaborazione e senso civico, furono antesignane di quello che sarebbe diventato il concetto di Protezione Civile” ha affermato il Ministro aggiungendo poi “il loro esempio e la loro tenacia deve continuare ad essere per le Istituzioni l’esortazione a migliorarsi e imprimere il massimo impegno nell’assicurare – in occasione di pubbliche calamità – una risposta sempre più rapida e adeguata”.

A Villa Collemandina alle 7.56 di quel 7 settembre 1920 vi fu l’epicentro della violenta scossa sismica che sconvolse la Garfagnana, la Lunigiana e più in generale gran parte della Toscana settentrionale, causando gravissimi danni nelle province di Lucca e Massa. A causa degli scarsi sistemi di comunicazione dell’epoca, solo un telegramma inviato nel pomeriggio dall’allora Prefetto Bodo “Disastro sempre maggiore. Comuni con case crollate inabitabili, richiesta soccorsi urgenti” evidenziò la violenza e la gravità della scossa.

Dalla vicina Liguria e dalla Spezia in particolare, furono infatti organizzate le prime squadre di soccorso e inviati – dal Comando Piazza di Spezia – i marinai della nave da battaglia “Conte di Cavour”, per lo sgombero delle macerie, il disseppellimento dei cadaveri e il salvataggio di eventuali superstiti.

Durante le operazioni di primo soccorso, insieme ai marinai della Cavour, intervennero anche le squadre della pubblica assistenza, i soldati del 83° Reggimento “Venezia” con due plotoni di fanteria e un plotone di zappatori, oltreché militari provenienti da Piacenza, Bologna e Reggio Emilia, che operarono alternandosi fino al primo dicembre 1920.

A seguire poi il Ministro, accompagnato da Angelo Borrelli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, ha visitato il centro di protezione civile “Orto Murato” a Castelnuovo di Garfagnana. (Inform)

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