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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dedicata a “mobilità e diritti” la prima parte della sessione di sabato mattina del convegno “Il Pd per gli italiani all’estero. Una legislatura feconda”

ITALIANI ALL’ESTERO

Tra gli interventi quelli dei deputati Marco Fedi (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), Francesca La Marca (Nord e Centro America) e Alessio Tacconi (Europa)

Fedi: “Le nuove mobilità ci hanno aiutato ad affermare un obiettivo per noi centrale: la parità di trattamento per tutti i cittadini italiani, ovunque essi si trovino; per questo abbiamo inserito in tutte le grandi riforme fatte da questo governo il tema degli italiani all’estero”. La Marca si sofferma sulla presenza italiana in Canada, Tacconi sui servizi consolari

 

ROMA – Dedicata a “mobilità e diritti” la prima parte della sessione di sabato mattina del convegno organizzato dal gruppo Pd della Camera dei Deputati “Il Pd per gli italiani all’estero. Una legislatura feconda”, riflessione su quanto raggiunto nel corso di questa legislatura che sta volgendo al termine in materia di politiche per gli italiani nel mondo e sulla complessità del mondo dell’emigrazione italiana. A richiamarne gli aspetti la moderatrice dei lavori svolti nella sede nazionale del Pd a Roma, Lucia Nasel Fioravanti, presidente del Pd Ginevra, che, rispondendo all’interrogativo “chi sono oggi gli italiani all’estero?”, ha ricordato l’emigrazione di più vecchia data, “coloro che sono ormai ottantenni o più, ma anche quella dei miei genitori, emigrati negli anni Cinquanta, poi espulsi e infine richiamati, coloro che hanno respirato la polvere di fabbrica o di cantieri, quando non sono morti lavorando, come a Marcinelle; quelli di seconda generazione, come me, che sono nati e cresciuti all’estero e che, nonostante ciò, mantengono un legame forte con l’Italia; e infine, i giovani, i nuovi italiani arrivati in questi ultimi anni che – rileva Fioravanti – non lavorano tutti al Cern, nelle università o nelle multinazionali, che forse non subiscono più il razzismo degli anni Sessanta e Settanta che ci ha lasciato la traccia di una ferita profonda, ma sono giovani i cui diritti vanno tutelati e l’integrazione aiutata”. Questi dunque i diversi volti dell’emigrazione che il Pd si prefigge di tenere insieme e rappresentare.

Sul “mutevole panorama dei diritti sociali degli italiani all’estero” si è soffermato Marco Fedi, deputato eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che, tra gli obiettivi raggiunti nel passato e fortemente voluti e difesi anche dal Pd cita per primo il voto all’estero, chiarendo come la legge che ha consentito l’ingresso in Parlamento di rappresentanti eletti tra e dai connazionali all’estero non è stata la concessione di un diritto, ma abbia riguardato piuttosto la “modalità di esercizio in loco” del voto. Guardando alla crescente difficoltà di formare maggioranze ampie e stabili, in grado di concretizzare gli impegni assunti nelle campagne elettorali – e che non riguarda solo il nostro Paese – l’esponente democratico definisce l’Italicum come “una formula magica” “che ci siamo giocati”, riferendosi al dibattito attualmente in corso in Parlamento. Rivendica quale successo del Pd “il voto dei temporaneamente all’estero, che dovremmo quanto meno recuperare” nell’attuale discussione sulla riforma elettorale, difendendo la legge 459: “oggi sentiamo che altre forze politiche vogliono mettere in discussione tutto l’impianto della legge – afferma Fedi, evidenziando come invece il Pd sia per il miglioramento dell’attuazione di quella legge, mantenendo due punti fermi “il voto per corrispondenza e la residenza degli eletti all’estero”, “due capisaldi solidi con cui dovremmo uscire da questa due giorni”.

Il parlamentare democratico passa poi a considerare le “nuove mobilità” che “chiedono diritti e servizi e che ci hanno aiutato ad affermare un obiettivo per noi centrale: la parità di trattamento per tutti i cittadini italiani, ovunque essi si trovino”. Fedi ribadisce dunque come sia per onorare questo principio che “abbiamo inserito in tutte le grandi riforme fatte da questo governo il tema degli italiani all’estero”, operando “un cambiamento culturale” che è “ancora in corso” ed è testimoniato dalla “risposta data dal Pd alle esigenze delle nostre collettività”. Richiama quindi alcune delle norme approvate includendovi le istanze dei connazionali, quali la Buona scuola, la legge sul sostegno all’editoria, la voluntay disclosure, la semplificazione delle procedure burocratiche in campo pensionistico, le detrazioni per i carichi di famiglia, le agevolazioni fiscali per chi rientra in Italia. “Non abbiamo di certo risolto tutto, ma abbiamo lavorato per trovare soluzioni e raggiunto importanti risultati – prosegue Fedi, ricordando anche l’esenzione di Imu e Tasi per i pensionati italiani residenti all’estero – anche se ricorda come in materia di tassazione degli immobili persistano disparità di trattamento che devono ancora essere colmate, – lo stop alla chiusura dei consolati e la riapertura della sede di Santo Domingo, l’impegno sulle percezioni consolari il cui reinvestimento nella rete deve, a suo avviso, essere ulteriormente implementata, gli accordi rinnovati o stipulati per il contrasto all’evasione fiscale (cita in particolare quelli con Svizzera, Canada, Giappone e Israele), la discussione ancora in corso sull’attuazione della convenzione tra Maeci e patronati, che “svolgono un ruolo fondamentale ma devono fare un salto di qualità” e “lavorare in base a convenzioni che ne garantiscano le attività e i cittadini che vi si rivolgono”. Tra i propositi non ancora assolti, Fedi cita la richiesta che il fondo destinato alla promozione linguistica e culturale di 150 milioni di euro su 3 anni venga utilizzato anche per gli enti gestori e la legge sulla cittadinanza italiana. “Pagheremo un prezzo di credibilità se non approveremo la legge sullo ius soli in questa legislatura – afferma il parlamentare democratico, che auspica si giunga ad una “soluzione politica della questione, coerente e non demagogica”. Infine, un invito a promuovere l’unità del partito, attraverso il dialogo e l’apertura e a non disperdere intelligenze e professionalità presenti nei circoli Pd nel mondo.

Sulla promozione dell’unità del partito si sofferma anche Erina Reggiani, delegata dell’assemblea nazionale, che ritorna poi sul tema delle nuove mobilità segnalando come oggi l’emigrazione sia anche una questione di scelta e non per lo più un obbligo, come invece in passato, e rileva come “non andrebbe disperso il valore di questa esperienza, perchè la collaborazione potrebbe arricchirci, come Paese e come partito” e auspica la creazione di una sorta di “commonwealth italico nel mondo”.

Francesca La Marca, deputata della ripartizione Nord e Centro America, segnala come il suo sia l’unico caso di deputata eletta all’estero di seconda generazione nel gruppo Pd alla Camera e si sofferma sulla collettività italiana presente in Canada – circa 1,5 milioni di persone con background italiano e 150 mila iscritti all’Aire, – fortemente integrate, perché insediate “in un Paese che ha fatto del multiculturalismo il proprio brand”, ma anche molto legate al Paese di origine e la cui vivacità è testimoniata anche da un forte tessuto associazionistico. Per La Marca il legame tra i due Paesi, oggi affini anche per il colore del loro esecutivo – è destinato a rafforzarsi ulteriormente con l’entrata in vigore dell’accordo Ceta sul commercio, anche se non nasconde difficoltà emerse in particolare per la diminuzione del numero dei permessi di soggiorno rilasciati dal Canada e per il taglio dei fondi destinati agli enti gestori, “che fanno un lavoro prezioso di promozione e diffusione della nostra lingua e cultura”, tagli che potrebbero mettere a rischio corsi che nella sola provincia dell’Ontario contano circa 8 mila studenti. Si tratta di una difficoltà a cui La Marca assicura la sua attenzione, lanciando poi un appello ai vertici di Maeci e Governo anche per il miglioramento dei servizi consolari, specie nel contatto con l’utenza. Tra le iniziative che hanno contraddistinto il suo impegno parlamentare ricorda infine la sua proposta di legge per l’istituzione di una giornata dedicata agli italiani nel mondo che auspica possa essere approvata entro la fine della legislatura.

Su rete consolare e servizi interviene nello specifico Alessio Tacconi, deputato eletto nella ripartizione Europa, che rileva come il Pd stia “lavorando per soddisfare le esigenze dei connazionali rispetto alla rete diplomatico-consolare”, lamentando una carenza di comunicazione “su questi argomenti e su tutti gli sforzi che si stanno facendo per migliorare”. Tacconi rileva come i tagli dovuti alla spending review e che hanno determinato negli anni passati la chiusura di 33 tra consolati e IIC siano stati “una decisione che non ci è stato possibile contrastare e a cui l’amministrazione non era pronta. Per questo – aggiunge – queste chiusure sono state in alcuni casi molto dolorose e hanno provocato una sensazione di abbandono da parte di connazionali”. Tuttavia, “da quando il Pd è al Governo non ci sono state più chiusure, si è lavorato per una migliore organizzazione, efficienza ed efficacia del servizio e, grazie alla nostra pressione sull’amministrazione e ai servizi digitali, i risultati sono stati buoni, si è registrata un’inversione di tendenza, anche se non per quanto concerne le risorse, ma nei servizi”. Tacconi precisa di riferirsi soprattutto all’area europea e sottolinea gli interventi avvenuti in aree in cui è cresciuta la nuova emigrazione, o importanti per la diplomazia economica, o in aree particolarmente sensibili come il Venezuela e la Gran Bretagna con l’avvio del negoziato sulla Brexit. “Abbiamo partecipato ad una riunione dell’Intercomites in Svizzera in cui i dati forniti hanno testimoniato un miglioramento nell’erogazione dei servizi – prosegue Tacconi, rilevando anche come con l’aumento dei funzionari itineranti e dei consoli onorari l’amministrazione abbia dimostrato la volontà di venire incontro alle esigenze dei cittadini. Analoga considerazione viene fatta in merito alle iniziative adottate per le nuove mobilità, per la presenza sui social media e la digitalizzazione dei servizi. “Crediamo che questi risultati raggiunti siano anche per merito nostro, del nostro lavoro parlamentare, dell’impegno di Comites e Cgie che hanno mantenuto alta l’attenzione su questi temi e grazie alla guida del Pd – afferma il parlamentare, esprimendo la sua soddisfazione per quanto compiuto. “Per il futuro il nostro obiettivo è di continuare a soddisfare le aspettative delle persone e fare in modo che chi è rimasto deluso possa constatare che è stato fatto ogni sforzo possibile per migliorare”. Il deputato democratico annuncia infine che prosegue l’impegno dell’amministrazione consolare sul fronte della digitalizzazione dei servizi, con la piattaforma “Secoli” – che cambierà la sua denominazione in “Fast it”, – della loro dinamicità e reattività. Infine, richiama l’impegno per il reinvestimento di parte delle percezioni consolari, che potrebbe essere aumentata e anche resa più prontamente disponibile con un intervento legislativo.

Di seguito anche l’intervento di Maurizio Valente, presidente del circolo Pd delle Isole Canarie, dove vi è una collettività di emigrati di età media dai 30 ai 40 anni, seconda collettività straniera presente in loco da circa 10 o 15 anni. Da parte di Valente, la sollecitazione al partito relativa alla messa a disposizione un sistema social di interconnessione tra gli iscritti, canale che consente la comunicazione personalizzata preliminare o ausiliare al raduno di persone in un luogo fisico e alla partecipazione ad iniziative che riguardano i connazionali nel mondo. (Viviana Pansa – Inform)

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