IMMIGRAZIONE
I risultati dell’indagine verranno presentati a settembre. Per sviluppare il progetto è stato realizzato un ciclo di 16 convegni, denominato “IN.CO.NT.RO”. Ciascuno appuntamento ha affrontato le realtà delle comunità più significative presenti nel nostro Paese
ROMA – Dopo la serie di impegni che hanno coinvolto il Centro Studi e Ricerche IDOS Dossier Immigrazione nell’arco di questo anno, l’équipe, in collaborazione con Prime Time Productions e con la Direzione Generale dell’Immigrazione del Ministero del Lavoro, si lancia in una nuova impresa: pubblicare tra qualche mese una mappatura delle associazioni di immigrati, con caratteristiche e missionsdi diverso tipo, che si muovono sull’insieme del territorio nazionale.
Tra le istituzioni nazionali promotrici e sostenitrici del progetto: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dell’Interno, gli organismi internazionali rappresentati attraverso l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, le istituzioni diplomatiche tra cui Ambasciate e rappresentanti diplomatici delle collettività invitate a partecipare al progetto ed infine amministrazioni locali.
Per sviluppare questo progetto è stato realizzato un ciclo di 16 convegni, chiamato IN.CO.NT.RO. Ciascuno è stato dedicato alle comunità più importanti e significative presenti in Italia. A chiusura di questo ciclo si è poi deciso di tirare le somme fissando un incontro, il sedicesimo, cui partecipassero collegialmente tutti i rappresentanti delle comunità precedentemente coinvolte.
Ogni convegno ha consentito non solo di presentare le politiche ufficiali, ma ha anche lasciato la parola ai rappresentanti delle associazioni.
In tale contesto è stato presentato il Portale Integrazione Migranti del Ministero del Lavoro, attivo on-line con una miniera di informazioni utili per introdurre la collettività protagonista del convegno, che è stata presentata grazie al supporto di dati statistici relativi alle caratteristiche demografiche, la distribuzione territoriale ed altri aspetti connessi alla collettività immigrata in questione. Hanno partecipato ai convegni anche gruppi di artisti musicali originari dello stesso paese delle collettività intervenute ed è stato possibile degustare alcuni dei loro prodotti tipici.
La tavola rotonda con rappresentanti delle collettività immigrate ha consentito di prendere visione dei punti di forza e delle criticità da affrontare.
Questi incontri sono serviti anche a un’indagine di campo sulle numerose collettività di immigrati, che sono intervenute rispondendo ad un questionario sulla rilevazione dei bisogni delle collettività di appartenenza. Questo formulario è stato consegnato durante i convegni ai rappresentanti delle collettività presenti ed inviato ai contatti, contenuti nella mailing list del centro IDOS. Nel complesso sono state coinvolte nell’indagine svolta dal centro IDOS circa 416 persone delle 15 collettività intervenute e sono state censite 2.114 associazioni di immigrati presenti in tutta Italia.
Per individuare le associazioni di immigrati non si è trascurato lo svolgimento di ricerche su Internet, sono stati consultati i registri nazionali o locali delle associazioni gestite da immigrati e si sono presi in considerazione i registri privati di alcune associazioni, che in passato avevano collaborato con il centro IDOS.
A chiudere questa indagine sono state effettuate delle telefonate per attestare l’esistenza delle associazioni intervenute nell’ambito di questo progetto, arrivando a porre delle domande relative alla natura, alle finalità e altri aspetti legati alle associazioni coinvolte, per provare la veridicità di quanto risposto nel questionario.
A fronte di questo progetto sono emersi alcuni dati significativi, in primis la buona partecipazione del pubblico, dei rappresentanti delle associazioni e gli innumerevoli interventi delle istituzioni coinvolte in questo ciclo di convegni.
Di fatto, questa iniziativa ha rappresentato un trampolino di lancio e un buon palcoscenico in quanto ha permesso di sottolineare i problemi affrontati dalle associazioni di immigrati. Ma è soprattutto stato un modo per lasciar loro spazio e quindi consentirgli di raccontarsi al pubblico presente nei vari convegni. Elemento che ha sicuramente suscitato l’interesse dei mass media.
Sul Portale Integrazione Migranti è possibile rivedere video brevi, per conoscere i momenti più rappresentativi di ciascun convegno attuato, raggiungendo un totale di 17 video contenenti complessivamente un’ora di filmati audiovisivi montati.
E’ inoltre emerso dal lavoro svolto con la collettività senegalese, che quest’ultima vorrebbe sviluppare un progetto simile, promosso dal Centro IDOS, coinvolgendo istituzioni e immigrati di origine senegalese che fanno parte o meno di organizzazioni a supporto dei nuovi arrivati, affinché si possano sviluppare iniziative volte a coinvolgere la propria comunità nazionale.
Alla luce dei dati emersi da questo progetto sarebbe forse utile in futuro cercare di creare le condizioni necessarie per avere spazi o tavole rotonde che consentano di esporre, dibattere e capire i problemi legati al tema della rete associativa gestita dagli immigrati. Quindi sarebbe interessante trarre vantaggio dalle esperienze degli immigrati per poter costruire reti di accoglienza e di gestione del fenomeno migratorio partendo da uomini e donne, che in prima persona hanno sperimentato l’esperienza della mobilizzazione e dello spostamento verso nuovi orizzonti. Ciò significa quindi che è altresì opportuno promuovere analoghe iniziative, affinché si creino legami sociali e di conseguenza si attuino attività di mediazione tra associazioni, enti promotori e organi istituzionali. L’obiettivo oltre a cercare di comprendere i problemi e gli ostacoli affrontati dalle collettività migranti nell’ambito dell’esperienza associativa, consiste nel mettere in risalto le capacità effettive di rappresentanza di queste associazioni.
Per questo motivo gli incontri realizzati e la mappatura sulle associazioni dovrebbero costituire un punto di partenza, finalizzato ad attribuire più importanza ai sistemi associativi degli immigrati ed allo stesso tempo incentrare un maggiore impegno da parte delle istituzioni : insomma, una specie di finestra sul futuro.
A settembre quando verranno presentati i risultati della mappatura e dell’indagine sul campo, si potrà ritornare con maggiore concretezza su questi aspetti. (Chiara Motta – Inform)