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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Da “Le 12 Stelle”: 2014: un anno di cambiamenti

COMMISSIONE EUROPEA

Newsletter della Rappresentanza a Milano

MILANO – Nel 2014 si parlerà molto di Europa.

Lo si farà perché sarà un anno ricco di appuntamenti europei che coinvolgeranno direttamente tutti noi cittadini nel rinnovamento delle istituzioni UE.

Si inizia il 22-25 Maggio con le elezioni dei 751 parlamentari europei, eletti direttamente dai cittadini europei ogni 5 anni. Il numero dei parlamentari è distribuito tra i vari Stati membri in ragione della loro popolazione, con una correzione matematica a favore degli Stati meno popolosi. All’Italia spettano 73 parlamentari europei e la data fissata per le elezioni è il 25 maggio.

L’importanza delle elezioni europee risiede nel ruolo del Parlamento stesso. Unica istituzione ad essere eletto direttamente dai cittadini, il Parlamento ha il ruolo di co-decisore assieme al Consiglio (ossia i Ministri dei 28) sulla gran parte delle “leggi europee”. In altre parole, su temi cruciali come la sicurezza alimentare, la protezione dei consumatori, la tutela dell’ambiente, l’occupazione e le politiche sociali, non si può legiferare in Europa senza l’accordo del Parlamento.

Inoltre, il Trattato di Lisbona del 2009 ha stabilito che il nuovo Parlamento vedrà ulteriormente ampliati i propri poteri. Una delle principali novità è un vincolo politico più stringente tra il Parlamento e l’esecutivo europeo. Finora il presidente della Commissione e i Commissari stessi erano nominati dagli Stati membri. A queste elezioni, invece, ogni “famiglia” politica europea dovrà indicare un candidato alla presidenza della Commissione europea e i risultati elettorali guideranno la scelta del successore di Barroso. Questo processo porterà alla nomina della nuova Commissione europea – il mandato dell’esecutivo in carica scade a Novembre.

Un secondo momento cruciale del 2014 sarà il semestre di presidenza italiana del Consiglio dei Ministri dell’Unione europea, che inizierà il 1° luglio. La Presidenza del Consiglio, assunta a rotazione da ogni Stato membro per un periodo di sei mesi, non è solo un aspetto procedurale per garantire equità tra i vari Paesi. È soprattutto un potente strumento politico che permette al Paese che presiede i lavori del Consiglio di fissarne l’agenda e le priorità di azione. Anche se ancora in via di definizione, diverse fonti giornalistiche riportano che l’Italia lavorerà su temi come occupazione (soprattutto giovanile), migrazione e cooperazione con i Paesi del Mediterraneo. Inoltre, durante la sua Presidenza, l’Italia dovrà far fronte a numerose sfide: l’entrata in funzione dei programmi legati al nuovo quadro finanziario e la realizzazione della strategia di Europa 2020 per rilanciare l’economia dell’Unione.(Francesco Laera*-Le 12 Stelle/Inform)

*Rappresentanza a Milano della Commissione Europea

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