ESULI ISTRIANI
ROVIGNO (Istria,Croazia) -L’amore per il luogo natio non sfiorisce mai e per questo motivo gli esuli dell’Associazione “Famìa Ruvignisa” hanno festeggiato il 57.esimo incontro nell’amata Rovigno, in occasione delle festività di Sant’Eufemia. Il raduno annuale dell’Associazione che riunisce gli esuli rovignesi, si è concluso con un pranzo conviviale all’hotel “Eden”, cui hanno partecipato pure la vicepresidente della Regione Istriana, Viviana Benussi, il vicesindaco Marino Budicin e il direttore del Centro di Ricerche Storiche, Giovanni Radossi. Intervenuto pure il giovane Alessio Giuricin, che ha presentato il suo scritto dedicato alle storie che suo nonno gli raccontava in dialetto rovignese, che gli è valso il premio speciale “Famìa Ruvignisa” al Concorso Mailing List Histria 2014. Ai convenuti, un centinaio, sono stati distribuiti il vocabolario italiano-rovignese scritto dal prof. Libero Benussi e il libro “Svolta dolorosa – nuova svolta”, della prof.ssa Franca Dapas. L’incontro è stato arricchito da un suggestivo concerto di Nives Veggian Budicin e Sergio Preden – Gato, che hanno presentato diverse famose bitinade rovignesi. Si è concluso con il brano che è considerato l’inno della città, “La viecia batana”, intonato da tutti i presenti con l’accompagnamento musicale al pianoforte del maestro Massimo Brajković.
Quattro giorni intensi
Nei quattro giorni di permanenza, gli esuli hanno organizzato un programma veramente ricco e intenso, che è iniziato con la partecipazione alla “Serata in famiglia” presso la Comunità degli italiani. Una serata che il presidente dell’Associazione, l’ing. Francesco Zuliani, ha definito superlativa sia per l’organizzazione che per la bravura del coro della “Marco Garbin” e dei giovani cantanti del sodalizio rovignese, che hanno dato vita a un bellissimo spettacolo musicale.
Gli esuli hanno visitato pure il cimitero cittadino per una cerimonia di commemorazione dedicata a tutti i caduti rovignesi della Seconda guerra mondiale, a coloro che sono stati deportati nei campi di concentramento, alle vittime delle foibe e a tutti gli esuli che sono morti lontano dal luogo natio. I discendenti delle famiglie Manzin e Rocco hanno donato al cimitero due lapidi, rispettando la volontà dei propri cari. L’Associazione ha pure deposto tre corone di fiori in ricordo del grande maestro Piero Soffici, del pentatleta rovignese Silvano Abbà e di tutti i caduti.
Nella ricorrenza della giornata patronale, come ogni anno si è svolta la messa solenne nella chiesa di Sant’Eufemia, che riveste un significato particolare per tutti gli esuli rovignesi, perché è lì che molti di loro hanno ricevuto i primi sacramenti.
Tra i vari incontri, pure quello con lo storico e giornalista Guido Rumici, che ha presentato le sue ultime ricerche sull’Istria dal 1940 al 1952, e una visita alla città di Pola con due guide d’eccezione, come la prof.ssa Claudia Milotti e Lino Vivoda, che hanno presentato l’enorme patrimonio storico romano della città.
2015 dedicato a Piero Soffici
Momento molto atteso, l’Assemblea annuale, che ha visto l’approvazione delle linee guida per il futuro, basate sulla divulgazione della storia dell’Istria alle generazioni più giovani e sulla continuità della collaborazione con i “rimasti” perché, come ha sottolineato più volte il presidente dell’Associazione, i rovignesi sono un popolo unico, unito da una storia comune ma diviso dal destino. L’Associazione continuerà a lavorare pure sulla promozione e valorizzazione dei personaggi storici di Rovigno. In particolare, il prossimo anno verrà celebrato in modo adeguato il decimo anniversario della scomparsa del maestro Soffici, che ha musicato in maniera impareggiabile l’amore che ogni rovignese nutre per la sua città. L’ing. Zuliani ha inoltre esortato i membri dell’Associazione a seguire il suo esempio e a portare i propri familiari a Rovigno per far conoscere da vicino le bellezze naturali e la storia di questa città.
“Questo raduno mi rimarrà nel cuore soprattutto per aver portato i miei nipotini, Luca di 15 anni e Marco di 7, a conoscere il mare e la costa della mia Rovigno e far sentire loro le nostre bitinade, affinché comprendano quanto questa città sia un luogo indimenticabile”, ha rilevato Zuliani. (Sandro Petruz-La Voce del Popolo” /Inform)