RASSEGNA STAMPA
Il capo dello Stato durante il discorso alle alte cariche: «Davanti a noi altre prove pesanti». Poi loda la riforma del Lavoro e definisce «improvvidi» i contrasti emersi sull’articolo 18
«La situazione economico e sociale resta critica, il cambiamento non è più rinviabile». Giorgio Napolitano si rivolge alle alte cariche dello Stato nel tradizionale discorso di fine anno per ribadire la necessità di lavorare sul fronte delle riforme con in vista «altre sfide pesanti».
L’APPELLO AI SINDACATI
Il capo dello Stato promuove la riforma del Lavoro, definisce «improvvidi i contrasti sull’articolo 18» e rivolgendosi ai sindacati li invita «a rispettare le prerogative delle decisioni del governo e del Parlamento con uno sforzo convergente di dialogo anche su questioni vitali di interesse generale». E ancora: «Ci deve preoccupare un clima sociale troppo impregnato di negatività, troppo lontano da forme di dialogo e sforzi di avvicinamento parziale che hanno nel passato spesso contrassegnato le relazioni sociali e politico sociali».
L’URGENZA DELLE RIFORME
Napolitano loda poi la «laboriosità» dimostrata da deputati e senatori e insiste sulla necessità di non ostacolare le riforme istituzionali. «Chi dissente non deve farlo con spregiudicate tattiche emendative». continua. «Tornare indietro alla ormai sancita trasformazione del Senato significherebbe solo vulnerare fatalmente la riforma. Rispettare la coerenza delle riforme in gestazione, anche quella elettorale, è un dovere di onestà politica e di serietà».
SUPERARE IL BICAMERALISMO
Parlando a proposito del superamento del bicameralismo perfetto Napolitano è tornato indietro nel tempo ricordando gli appunti di personalità come Meuccio Ruini e Leopoldo Elia che anni fa posero il problema della differenziazione del funzionamento delle due Camere. Tema che, anni dopo, hanno ripreso sia Enrico Letta che Matteo Renzi affrontando una riforma che riflette «qualcosa di attuale e concreto in merito all’agibilità del processo legislativo e non un tic da cultori».
L’IPOTESI DEL VOTO ANTICIPATO
Un passaggio del discorso è stato dedicato all’ipotesi di un ritorno alle urne: «Non possiamo essere ancora il Paese attraversato da discussione ipotetiche, se e quando e come si voglia e si possa puntare su elezioni anticipate» su «scissioni. È solo un confuso agitarsi che torna ad evocare lo spettro della instabilità».
GRASSO: “IN PERICOLO LA COESIONE SOCIALE”
Il discorso di Napolitano era stato preceduto dalle parole del presidente del Senato Pietro Grasso: «Urgenti appaiono le riforme del sistema economico, della pubblica amministrazione, della scuola e della giustizia. Quest’ultima chiamata a correggere il vulnus della eccessiva durata dei processi». «Confidiamo che il Consiglio Europeo del 18 dicembre approvi il piano di investimenti» da 300 miliardi ha aggiunto Grasso. «È stato un anno complesso e impegnativo, la crisi economica si è aggravata con un ulteriore calo dell’occupazione e il crescere delle diseguaglianze. Fenomeni che mettono in pericolo la coesione sociale». (La Stampa.it)
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