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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Da “America Oggi.info” Nardella invita de Blasio a Firenze

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

 

 

 

NEW YORK – Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha invitato il suo omologo Bill de Blasio a visitare la capitale toscana in autunno durante un incontro ieri a City Hall, al quale era presente anche l’assessore alle Relazioni internazionali Nicoletta Mantovani.

“Ho invitato il sindaco di New York a partecipare in novembre a un meeting importante tra i sindaci di alcune città del mondo dedicato ai temi della pace e dell’intercultura, così come sessanta anni fa, proprio a Firenze il grande sindaco Giorgio La Pira fece in quella occasione e molti sindaci da tutto il mondo si ritrovarono”.

Molti i temi di attualità che saranno discussi a Firenze dove nei giorni precedenti l’incontro arriverà anche Papa Francesco.

“In questo periodo di guerre, di grandi tensioni sociali sia il contesto nel quale i sindaci possono portare la loro voce e quella anche dei cittadini e spero davvero che il sindaco de Blasio con i suoi tanti impegni qui a New York possa trovare il tempo, così come in qualche modo mi ha anticipato”, ha aggiunto Nardella.

È stato un lungo incontro nella Blue Room quello fra i due sindaci, evidentemente de Blasio e Nardella si sono trovati in sintonia su parecchi punti.

“Devo dire che è stato un lungo incontro, abbiamo parlato anche delle nostre comuni origini del sud Italia, poiché io sono nato a Napoli e mia mamma è della Basilicata e il sindaco de Blasio ha ancora un legame molto forte con quella regione del nostro Paese”.

Ma non solo rimembranze, anche progetti, in particolare sul piano della cultura.

“Abbiamo parlato anche di progetti che possiamo sviluppare sul fronte della cultura, visto che molte istituzioni culturali newyorkesi e fiorentine sono già in contatto, sul fronte della formazione dell’educazione, poiché a Firenze – ha sottolineato Nardella – abbiamo più di quaranta università americane e la New York University è un’università storica presente a Firenze. E poi sul fronte dell’economia e delle relazioni indUstriali, visto che queste due città hanno degli ambiti industriali economici molto sviluppati, nel campo immobiliare, nel campo della meccanica”.

Il sindaco Nardella per le relazioni tra le due città ha scelto un nome noto su entrambe le sponde dell’Atlantico.

“Ho suggerito il nome di Verrazzano per il progetto di relazioni tra le due città, visto che Verrazzano è stato questo grande geografo fiorentino che per primo ha scoperto la baia di New York ed abbiamo due ponti, uno a New York ed uno a Firenze che ricordano questo patrimonio storico. Insomma, ci sono molti aspetti in comune, incluso anche quello dell’emergenza sociale in cui città, anche piccole città come Firenze, si confrontano proprio perché è la vocazione internazionale della nostra città è molto spiccata e abbiamo anche una presenza di stranieri estremamente rilevante”.

La tre giorni a New York è definita soddisfacente dal sindaco Nardella.

“Abbiamo seminato molto, dovremo raccogliere e questo dipenderà dalla costanza con cui seguiremo i filoni che abbiamo attivato, incontri ai massimi livelli con istituzioni culturali come la Nyu e il Metropolitan Museum. Incontri con molti investitori americani dai quali ho percepito un rinnovato interesse verso l’Italia, anche grazie alle rifgorme che il governo Renzi ha prodotto ed ha messo in cantiere per il futuro”.

Agli investitori statunitensi il sindaco di Firenze ha proposto un progetto ambizioso.

“Abbiamo presentato questo piano di investimenti immobiliari per la nostra città, la prima volta dopo venti anni che approveremo un regolamento urbanistico che consentirà un investimento su il patrimonio fiorentino per un miliardo e mezzo di euro attraverso il progetto di ricostruzione e ri-generazione di immobili abbandonati e abbiamo trovati molti investitori newyorkesi interessati a tornare a Firenze”

Nardella ha concluso l’incontro con America Oggi assicurando che “è un bel segno questo ritorno a Firenze da parte di importanti gruppi di investitori americani”. (Riccardo Chioni-America Oggi.info del 5 marzo/Inform)

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