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Costa Rica, nuovo e-book dell’Ambasciata italiana: questa volta volume dedicato ai partiti politici locali

RETE DIPLOMATICA

 

SAN JOSE’ – Il nuovo e-book predisposto dall’Ambasciata d’Italia in Costa Rica ripercorre la storia elettorale del Paese, illustrando le norme costituzionali in materia di struttura dello Stato, le ideologie dei principali partiti politici storici e le caratteristiche e peculiarità dei partiti attualmente rappresentati in Parlamento. Un testo importante  per comprendere la storia, la politica e l’attualità del Costa Rica. Le fondamenta politiche dell’attuale Repubblica di Costa Rica – si spiega nell’e- book – si trovano nella Costituzione, più volte riformata, del 1949. La Costituzione stabilisce la divisione e l’indipendenza dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Il Costa Rica è una Repubblica presidenziale ed il titolare del potere esecutivo è il Presidente della Repubblica, che è Capo di Stato e Capo di Governo. Il potere legislativo viene esercitato dall’Assemblea legislativa, un organo unicamerale composto da 57 deputati eletti ogni 4 anni. Il Paese, dall’emanazione della Costituzione del 1949, ha tenuto elezioni regolarmente e ciò fa del Costa Rica uno dei pochi Paesi dell’America Latina che ha mantenuto una regolare alternanza politica, senza interruzioni, per tutta la seconda metà del XX secolo. Il Costa Rica ottenne l’indipendenza dall’Impero spagnolo il 15 settembre 1821; nel 1825 si celebrarono le prime elezioni, a suffragio limitato, per eleggere il Capo dello Stato. Tra fine ‘800 ed inizio ‘900 sorsero una serie di partiti: il Partito Nazionale (Partido Nacional) di tendenza liberale, il Partito Indipendente Democratico (Partido Independiente Demócrata) di orientamento socialista, il Partito Civile (Partido Civil) ispirato dal personalismo politico del leader Rafael Castro, il Partito Repubblicano (Partido Republicano) di tendenza liberal-repubblicana da cui negli anni ’30 nascerà il Partito Repubblicano Nazionale (Partido Republicano Nacional). Negli anni ’20 una tra le principali novità politiche del Costa Rica fu la nascita del Partito Riformista (1923) di Jorge Volio Jiménez. La Guerra Civile portò alla sconfitta delle forze governative e ad una nuova Costituzione (1949) che vietò de facto la partecipazione del Partito Comunista (ora chiamato Partito d’Avanguardia Popolare) alle elezioni successive. In questo inedito scenario, il partito che emerse fu quello dei vincitori della Guerra Civile: il Partito di Liberazione Nazionale (Partido Liberación Nacional), guidato dal leader della lotta José Figueres Ferrer. Quelle del 1953 furono le prime elezioni generali dopo la Guerra Civile del 1948. L’attuale Assemblea legislativa è composta da sei partiti, da sinistra a destra: Fronte Ampio (Frente Amplio), Partito di Liberazione Nazionale (Partido Liberación Nacional), Partito del Progresso Social Democratico (Partido Progreso Social Democrático), Partito di Unità Sociale Cristiana (Partido Unidad Social Cristiana), Partito Liberale Progressista (Partido Liberal Progresista), Partito Nuova Repubblica (Partido Nueva República). L’elettorato costaricense è, per lo più, centrista e teme gli estremismi ideologici. Nell’elettorato costaricense permane il concetto di “voto utile”, inteso come voto strategico. Per comprendere in maniera chiara il concetto basti pensare alla storia del Paese: l’elettore costaricense ha votato a favore o contro il calderonismo, a favore o contro il liberazionismo a favore o contro le politiche neoliberali. Dunque un voto “anti”, storicamente, è parte della tradizione politica dell’elettorato costaricense. (Inform)

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