direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Convegno “Raccontare l’Italia oltre frontiera”: il panel sul tema “I media e i rapporti con gli italiani all’estero”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Il secondo panel del convegno “Raccontare l’Italia oltre frontiera” , che ha avuto luogo alla Camera dei deputati, è stato dedicato al tema “I media e i rapporti con gli italiani all’estero” è stato introdotto dal giornalista e moderatore della sessione Luca Esposito, che ha sottolineato: “L’attenzione dei media sulla emigrazione italiana non è mai stata alta come ci si saremmo aspettati, vista la dimensione del fenomeno” . Una narrazione però, ha rilevato il giornalista, che non è sempre precisa anche perché la tematica dell’emigrazione italiana non è molto presente nel dibattito pubblico, provocando una mancata analisi del fenomeno. Raffaele Nappi (Fatto.it) sul tema del racconto dell’emigrazione in Italia ha ribadito, ricordando i dati di una sua tesi di laurea in giornalismo , che “nel nostro paese nei giornali si parla poco dell’estero in generale e degli italiani all’estero”, trattando degli italiani emigranti solo in caso di gradi tragedie o in caso in cui ci sono dei meriti, ricercando la figura di chi si distingue all’estero. Nappi ha poi evidenziato come i connazionali nel mondo che ha intervistato “si dicono ancora molto legati all’Italia”. Fra questi vi sono anche molte persone di talento. Nell’intervento successivo Sara Sanzi (Expat – Rai Radio 3) ha invece sottolineato come dai servizi sugli expat emergano variegati sentimenti che non possono essere inquadrati nella sola categoria dei cervelli in fuga rappresentata dai media. Nelle storie degli italiani all’estero si evidenzia una gamma di emozioni fra cui il senso di appartenenza.

Il giornalista Claudio Rocco (Radio Fuori Campo) ha posto in evidenza la necessità di far conoscere in Italia le tante iniziative informative che si promuovono fra gli italiani all’estero. Per Rocco è importante promuovere il networking dei media per gli italiani all’estero per far arrivare le notizie a più persone. Un fare rete dei media che potrebbe essere anche supportata da parte dell’Italia. “Bisogna – ha aggiunto – rendere più visibili in Italia i mezzi di comunicazione all’estero, questo può cambiare anche il modo in cui dall’Italia vengono visti i connazionali all’estero”.

“La scelta del titolo della trasmissione Expat è stata istintiva perché più vicino all’emigrazione contemporanea e giovane ” ha poi spiegato Sara Sanzi. La giornalista rilevato come, a differenza dei primi migranti italiani, chi parte adesso, lo fa non sempre per necessità, ma anche per libera scelta e che ora si può parlare di vera mobilità dato che il paese di arrivo può diventare il paese di nuova partenza. Un’altra differenza evidenziata da Sanzi è che i nuovi emigranti italiani non hanno reciso del tutto i legami con il paese d’origine, grazie alle nuove tecnologie e ai voli a basso costo. Sul tema del racconto delle storie di ritorno degli emigrati italiani Stefano Milani (Collettiva) ha in primo luogo affermato che non sono solo i cervelli in fuga a lasciare il nostro paese ma anche molta manodopera. Milani poi ha segnalato come la testata Colletiva si occupi anche dei racconti dei migranti che non ce l’hanno fatta “per sfatare il mito per il quale tutti quelli che partono hanno successo”. Milani ha anche sottolineato la scarsa attenzione data dai nostri quotidiani alle notizie provenienti dall’estero.   Sara Sanzi, intervenendo sull’argomento, ha ribadito che è “difficile normalizzare il racconto del fenomeno migratorio”, in quanto molto spesso vengono presentate esclusivamente o storie di successo o storie di fallimento, e necessario quindi trovare equilibrio. Per Sanzi  “L’elemento scatenante del ritorno, in molti casi, è emotivo”.

Di seguito è intervenuta la deputata Elisabetta Piccolotti (Sinistra Italiana): “Sono convinta che ci sia bisogno di raccontare di più queste storie di emigrazione, di successo o di fallimento, queste storie aiutano l’Italia a guardare a se stessa in maniera più oggettiva e veritiera ”. Per l’onorevole Piccolotti il motivo alla base della mancanza di una narrazione dell’emigrazione italiana deriverebbe dal fatto che non parlare di chi se ne è andato consente di non prendere atto dei passi in avanti che l’Italia poteva compiere e non ha compiuto. La deputata ha poi concluso il suo intervento aprendo a eventuali novità: “Se il Parlamento vuole portare avanti delle proposte per gli italiani all’estero, ad esempio come la modifica della legge sulla stampa o altre iniziative, noi siamo a disposizione”.

Stefano Morselli (Filef Reggio Emilia) che si soffermato sulla storia e sulle dinamiche migratorie di Reggio Emila. Morselli ha anche rilevato l’esigenza di formare i giornalisti sul fenomeno migratorio, per far conoscere questa realtà in maniera normale, evitando di lasciare spazio solo agli stremi narrativi.    Per Fabio Sebastiano (Radio Mir) è “chiaro che queste comunità di italiani all’estero, che tendono a mettersi insieme, ad associarsi, stiano diventando realtà” e pertanto “i giornalisti non possono girare la testa dall’altra parte”. Per il giornalista infatti l’Italia sta “trascurando un grande patrimonio” e quindi “chiediamo noi aiuto agli italiani all’estero affinché in Italia  si possa superare questa idea di provincia”.

Il presidente di Confindustria, Francesco Siddi, si è detto d’accordo con gli interventi precedenti, affermando che “sono più di 30 anni che ci battiamo per cambiare questo paradigma di scarsità di informazione sull’estero”. Il presidente Siddi ha affermato come i giornali sardi rappresentino, in questo senso, un’eccezione dato che le principali testate abbiano al proprio interno spazi dedicati al fenomeno emigratorio italiano. Nell’ultimo intervento del panel, il giornalista Simone Sperduto ha posto, intervenendo online dalla Spagna, il focus sul fatto che l’Italia sia risultata, nella classifica annuale stilata da reporter senza frontiere sulla libertà di stampa, quarantunesima su centottanta paesi. Sperduto ha anche segnalato il problema delle querele temerarie su cui ha recentemente legiferato il Parlamento Europeo.  “Se all’estero siamo la ventunesima regione – ha concluso il giornalista – è ora che anche la stampa generalista si occupi di noi”. (Alessio Mirtini-Inform)

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