ITALIANI ALL’ESTERO
BOLOGNA – Favorire lo scambio di idee e progetti tra le associazioni degli emiliano-romagnoli nel mondo e tra queste e le realtà del territorio regionale; valorizzare la formazione e l’apprendimento dei giovani, anche attraverso strumenti come il bando Boomerang; rafforzare i legami tra scuole e nuove generazioni; collaborare con altre Regioni e istituzioni, in Italia e all’estero, per sviluppare azioni comuni rivolte alle comunità emiliano-romagnole nel mondo; sostenere lo scambio intergenerazionale, valorizzando le esperienze delle diverse ondate migratorie; promuovere lo sport come linguaggio universale di aggregazione e identità condivisa. A tutto questo punta il Piano triennale 2026-2028 della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo approvato recentemente dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna.
Inoltre, continuerà il sostegno ai giovani emiliano-romagnoli all’estero che desiderano studiare o formarsi in Emilia-Romagna, valorizzando i poli d’eccellenza: la Food Valley, la Data Valley, la Motor Valley e la Sport Valley. Attenzione particolare, poi, alla comunicazione per le celebrazioni per i 50 anni della Consulta, previste quest’anno. “Le linee strategiche del Piano nascono – ha spiegato il presidente della Consulta Matteo Daffadà -da un lavoro condiviso con i nostri Consultori e il confronto in Commissione (Parità, ndr) , che si è concluso con un voto unanime, ci conferma che stiamo percorrendo la strada giusta. Il Piano si fonda su alcuni pilastri chiave che prevedono anche il sostegno a progetti legati alla memoria e all’attualità delle esperienze migratorie. Le associazioni restano al centro del nostro impegno. Dal 2015, anno di approvazione della legge che regola la Consulta, siamo passati da 42 a 80 associazioni, con nuove realtà come quella nata quest’anno in Brasile e una nuova Federazione che riunisce più associazioni. Stiamo già lavorando in sinergia con diversi Comuni dell’Emilia-Romagna, per costruire nuove reti associative: Modena e Londrina in Brasile, Santarcangelo e il New England, Parma con Stockton in California. Le nostre associazioni sono già coinvolte nelle iniziative nate sul territorio, in collaborazione con enti locali, Aps e Odv, tenendo viva la relazione tra chi è partito e chi è rimasto. Attenzione particolare sarà rivolta ai bandi, mirati a sostenere progetti ancora più ambiziosi”. Anche la vicepresidente della Consulta Elena Ugolini ha fatto osservare che “le associazioni di emiliano-romagnoli sono passate da 42 a 80 in 10 anni, più della metà in Sudamerica” e che “sono cresciuti anche i nostri corregionali che vivono all’estero: da 129mila a 265mila in meno di 15 anni”. “Parliamo – ha detto – di persone che hanno costruito imprese e promosso ricerca, educazione e cultura. Entrare in relazione con queste comunità significa aprire collaborazioni di cui oggi c’è bisogno. È fondamentale mantenere un contatto stabile con chi è partito, anche per favorire rientri di talenti in Emilia-Romagna, a partire dai giovani laureati e specializzati. Allo stesso tempo, credo si possa fare di più per trasformare questa rete in un’opportunità per i nostri studenti, universitari e delle scuole superiori, che desiderano aprirsi al mondo. Oggi, un periodo all’estero è spesso condizionato dalle possibilità economiche: legami tra famiglie, basati sulla reciprocità, anche fra i figli della prima e della seconda emigrazione, possono moltiplicare le occasioni di scambio e formazione, rendendo queste esperienze più accessibili e inclusive”. Unanime in Assemblea legislativa il parere positivo sul ruolo della Consulta per dare valore alle nostre radici e all’esperienza degli emiliano-romagnoli nel mondo.
Il vicepresidente dell’Assemblea Giancarlo Tagliaferri (FdI), delegato per l’Ufficio di presidenza ai rapporti con gli emiliano-romagnoli nel mondo, ha evidenziato come “le relazioni e la memoria rappresentino un’opportunità per il futuro della nostra regione che è terra di migrazioni. I nostri concittadini hanno portato il nome dell’Emilia-Romagna nei cinque continenti e la nostra comunità all’estero continua a crescere, soprattutto fra le nuove generazioni. Il Piano degli interventi si inserisce -ha spiegato – in questo scenario, per connettere la memoria del passato con le sfide del presente. Il ‘progetto Boomerang’ ha dato risultati incoraggianti e nel nuovo triennio è previsto il potenziamento per promuovere mobilità di competenze e rientro dei talenti. La città di Piacenza ha dato un contributo fondamentale alla storia delle migrazioni regionali e i piacentini rappresentano un modello di operosità e professionalità che ci distingue. Piacenza può giocare un ruolo importante anche per il turismo delle radici e la Consulta deve collaborare con il Governo e la Farnesina per potenziare le sinergie per lo sviluppo del turismo radici”. (Inform)