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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Congresso Mondiale della pastorale dei Migranti: il documento finale

FONDAZIONE MIGRANTES

Le comunità cristiane continuano ad essere “luoghi di speranza e di azione che difendono la causa dei migranti”

 

CITTÀ DEL VATICANO – Si è concluso, con un documento finale, il VII Congresso Mondiale della Pastorale dei Migranti, promosso a Roma dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti sul tema: “Cooperazione e Sviluppo nella Pastorale delle Migrazioni”.

All’incontro hanno partecipato quasi 300 persone tra delegati delle Conferenze episcopali, di commissioni, strutture ecclesiali e organismi di cooperazione, provenienti da 90 Paesi.

“La sollecitudine pastorale della Chiesa cattolica, che si traduce in programmi e piani di azione specifici, tiene conto – si legge nel documento – della situazione particolare dei migranti economici, che vivono tra la realtà dello sradicamento e quella dell’integrazione. I piani pastorali riguardano la ricerca spirituale del senso della vita, esperienze di accoglienza, di condivisione e di riconciliazione, l’annuncio del Vangelo, la liturgia, la celebrazione dei Sacramenti”. Allo stesso tempo, la sollecitudine pastorale si preoccupa anche dei bisogni primari dei lavoratori migranti, come l’assistenza legale nel processo di regolarizzazione del loro status, la difesa e la promozione della loro dignità, la ricerca di un alloggio decente e di onesti impieghi nel mercato del lavoro. Le comunità cristiane – scrivono i partecipanti – continuano ad essere “luoghi di speranza e di azione che difendono la causa dei migranti (in particolare i bambini, i minori non accompagnati, le donne e le persone con disabilità), che sensibilizzando, offrono protezione e forniscono l’assistenza necessaria, a prescindere dallo status dei migranti”.

Presentazioni, discussioni e condivisione di esperienze hanno contribuito, durante i giorni del convegno, ad analizzare la situazione della famiglia dei migranti, mettendo in luce tutti gli aspetti positivi che contribuiscono a rafforzare e promuovere proficui rapporti umani, che sono alla base e al centro di tutte le società. Particolare attenzione è stata data alla separazione delle famiglie, causata dalla mancanza di adeguate misure, che costituisce un’importante sfida soprattutto nei Paesi che hanno una grande diaspora migratoria”.

Inoltre, la “femminilizzazione” della migrazione è “una nuova caratteristica. Le donne migranti non si muovono più soltanto a motivo del ricongiungimento familiare, ma sono diventate anche il sostentamento economico della famiglia. La migrazione, quindi, può essere uno strumento per il positivo riconoscimento – si legge ancora nel documento finale – del ruolo delle donne, ma anche una minaccia quando le reti criminali approfittano della loro vulnerabilità e le costringono nella trappola della tratta, del traffico di persone e persino della prostituzione e dello sfruttamento”.

Allo stesso modo, i giovani migranti sono “un grande potenziale nel costruire ponti di cooperazione tra le società in vista dello sviluppo. La sollecitudine pastorale dei giovani migranti si concentra sulla loro formazione religiosa e integrale, aiutandoli a essere autentici ponti tra le culture, a beneficio sia delle comunità cristiane sia della società. Le migrazioni continuano ad essere un segno dei tempi moderni, fortemente segnati dalla paura e dalla carenza di ospitalità. A questo riguardo, la centralità della persona umana e il rispetto della sua dignità acquistano maggiore importanza, prima delle differenze religiose, etniche, sociali o culturali”.

I partecipanti al Congresso incoraggiano tutti, compresa la società civile e i Governi, a lavorare per “adottare politiche migratorie più efficaci e comprensive, con totale adesione alle convenzioni internazionali al fine di garantire opportunità di lavoro e migliori condizioni di vita, evitando fenomeni di sfruttamento e/o di traffico di lavoratori migranti”. Inoltre nel comunicato di fa appello alla responsabilità di tutta la Comunità internazionale, affinché “contribuisca a raggiungere il bene comune e l’universalità dei diritti umani, sottolineando la necessità di un positivo cambiamento nel comportamento verso i migranti”. (Migrantes online/Inform)

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