ESTERI
BRUXELLES – Le ultime prospettive dell’industria europea dei media della Commissione europea indicano che l’innovazione digitale e i modelli incentrati sugli utenti hanno un grande potenziale per il settore audiovisivo europeo di alta qualità. Con la rapida evoluzione del settore, – spiega la nota della Commissione Europea – le prospettive dell’industria dei media offrono una serie di indicazioni chiave per l’espansione, la competitività, l’indipendenza e l’attrattiva future dei media europei: mettere gli utenti e i consumatori al centro delle strategie di sviluppo del settore per attrarre un pubblico più ampio; aumentare gli investimenti nelle tecnologie UE e la loro adozione, compresa l’intelligenza artificiale; utilizzare le ricche proprietà intellettuali europee per distinguersi in un panorama sempre più affollato. La Commissione europea ha presentato diverse iniziative a tal fine. Tra il 2021 e il 2027 l’UE investirà 1,6 miliardi di € nel settore a titolo della sezione MEDIA di Europa Creativa. Nel prossimo quadro finanziario pluriennale, la Commissione propone inoltre “AgoraEU”, un nuovo programma del valore di 9 miliardi di € per la cultura, i media e la società civile al fine, tra gli altri, di aumentare la competitività dei settori culturali e creativi, in particolare i media e le industrie audiovisive. Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “Dall’edizione 2025 delle prospettive dei media europei emerge chiaramente che il settore ha solide fondamenta su cui basarsi, da film e videogiochi di qualità a mezzi di informazione affidabili. La forte presenza di contenuti europei alla Biennale di Venezia di quest’anno va a riprova della loro eccellenza. Maggiori investimenti, l’applicazione di strategie tecnologiche di punta e orientate al pubblico possono rendere il settore dei media dell’UE più competitivo e indipendente. Accogliere queste tendenze e sfide crescenti può consolidare il ruolo unico dei media nella democrazia, nella diversità culturale e nella competitività”. (Inform)