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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Cerimonia di inaugurazione dell’ottava sessione dell’Organo direttivo del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura

AGRICOLTURA SOSTENIBILE

L’intervento del ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, evidenzia gli obiettivi raggiunti grazie al Trattato: rafforzamento delle politiche a tutela della biodiversità e sostegno all’agricoltura sostenibile, da incoraggiare anche per il contrasto al cambiamento climatico

ROMA – Il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, è intervenuta alla cerimonia inaugurale dell’ottava sessione dell’Organo direttivo del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura, ospitato presso il Polo agroalimentare delle Nazioni Unite a Roma.

Bellanova ha ricordato l’importanza del Trattato e dell’impegno comune per affrontare le sfide globali. “Dobbiamo lavorare nel solco dell’Agenda 2030 per un mondo libero dalla fame, in cui tutti condividono equamente i benefici derivanti dagli sforzi per conservare, difendere la biodiversità, anche attraverso la tutela dei semi. Oggi – ha ricordato Bellanova – 4 colture assicurano il 60% delle calorie della popolazione mondiale e la crisi climatica mette a rischio ogni giorno la sopravvivenza di molte specie, compresa quella umana”. “Nei suoi 15 anni di vita il Trattato ha dato un grande contributo alla tutela e all’utilizzo sostenibile delle risorse genetiche – ha segnalato il Ministro, soffermandosi poi sugli obiettivi raggiunti grazie alla sua applicazione.

In primo luogo, “il contributo al rafforzamento delle politiche nazionali e degli strumenti in materia di tutela dell’agro-biodiversità: in Italia l’adesione al Trattato dal 2004 ha favorito la consapevolezza dell’importanza delle risorse genetiche e ha funzionato come una leva per sviluppare politiche nazionali in materia di collezione, conservazione, uso sostenibile delle risorse, diritti degli agricoltori, sistema multilaterale e condivisione delle informazioni. 16 milioni di dollari – ricorda Bellanova – sono stati investiti a livello nazionale per lo sviluppo di attività volte a salvaguardare e assicurare l’uso sostenibile delle risorse genetiche, in particolare quelle di origine locale. Si tratta di un’azione collettiva. Sono coinvolti in queste attività molte amministrazioni territoriali, istituzioni di ricerca, agricoltori, soggetti pubblici e privati. Nel corso degli anni, oltre 50.000 varietà vegetali appartenenti a oltre 200 colture agricole sono state collezionate e caratterizzate, per favorirne l’utilizzo nei futuri programmi di sviluppo sostenibile. L’Italia si è impegnata a condividere con la comunità internazionale questo materiale e le relative informazioni, attraverso banche dati nazionali, europee e globali. In conformità a quanto stabilito dal Trattato, nel 2012 abbiamo elaborato delle Linee Guida per la Conservazione e la Caratterizzazione della Biodiversità vegetale d’interesse per l’Agricoltura e attraverso un’apposita legge nel 2015 abbiamo istituito l’anagrafe, il portale e la rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”.

Poi, “il sostegno agli agricoltori nei loro sforzi per conservare e utilizzare le risorse fitogenetiche in modo sostenibile” e l’impegno ad “assicurare con continuità le risorse per finanziare le attività del Trattato stesso: l’Italia, come paese donatore, finora ha versato contributi volontari pari a 7,5 milioni di dollari nel Fondo di Condivisione dei Benefici, consentendo la realizzazione di progetti che coinvolgono gli agricoltori e le popolazioni locali in diverse parti del mondo per proteggere e utilizzare le risorse genetiche in maniera sostenibile”. “La crisi climatica – afferma il Ministro – ci chiama all’azione, non possiamo restare inermi. Le risorse genetiche devono rappresentare uno strumento per fronteggiare i cambiamenti in atto. Sappiamo bene che esse stesse sono minacciate e ogni sforzo è necessario per preservarle e garantire l’adattamento ai nuovi scenari. Per questa ragione, dobbiamo lavorare per promuovere la conservazione, la caratterizzazione e la diversificazione dei semi e delle piante, e investire nell’innovazione tecnologica, promuovendo la resilienza e l’adattamento delle nuove varietà”.

“Altra azione da porre in essere all’interno del Trattato – ha aggiunto Bellanova, ricordando come ad oggi siano 146 i Paesi ad esso aderenti, – è la valorizzazione dei progetti finanziati con il Fondo per la Condivisione dei Benefici. I progetti che realizziamo con queste risorse dovrebbero essere maggiormente incentrati sul tema della crisi climatica, sulla difesa delle colture dai rischi fitosanitari e soprattutto sulle esigenze dei piccoli agricoltori, che contribuiscono enormemente alla custodia delle risorse genetiche e che sono i soggetti maggiormente esposti al rischio fame”.

Infine, il Ministro si è soffermato sull’opportunità di valorizzare maggiormente “il ruolo delle donne e delle attività che esse svolgono nel preservare l’agrobiodiversità”. (Inform)

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