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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Centenario della morte della santa patrona dei migranti

SANTA SEDE

Prefazione di papa Francesco alla nuova edizione de “Tra terra e cielo” di Lucetta Scaraffia, che ricostruisce la vita della missionaria che si dedicò all’assistenza degli emigranti italiani negli Stati Uniti

Papa Francesco: “Francesca Cabrini ci insegna la via da percorrere per affrontare il fenomeno epocale delle migrazioni coniugando la carità e la giustizia”

“Inserimento nel nuovo paese voleva dire accettazione delle regole e delle leggi, e dignità: questi erano gli obiettivi che voleva far raggiungere a tutti i migranti

 

Il 22 dicembre 1917 Francesca Cabrini moriva a Chicago , nell’ospedale che aveva costruito per gli immigrati. “Francesca Cabrini è oggi molto attuale e ci insegna ancora la via da percorrere per affrontare il fenomeno epocale delle migrazioni coniugando la carità e la giustizia”, scrive papa Francesco a conclusione della sua prefazione alla nuova edizione del libro di Lucetta Scaraffia “Tra terra e cielo”(ed. Marsilio) che ricostruisce la vita della santa patrona dei migranti .

“Francesca aveva capito – sottolinea papa Francesco nella prefazione – che la modernità sarebbe stata contrassegnata da queste immani migrazioni e da esseri umani sradicati, in crisi di identità, spesso disperati e privi di risorse per affrontare la società in cui si dovevano inserire. La costruzione di opere di accoglienza e di assistenza grandi, belle e durature era stata la sua risposta al nuovo corso della storia: le sue suore hanno continuato infatti l’opera anche quando è cambiata la provenienza dei migranti, anche quando altri volti, altri colori e altri popoli si sono susseguiti nei loro istituti”.

“Francesca Cabrini aveva capito – scrive ancora papa Francesco – che non bastava aiutarli materialmente, insegnare loro la lingua del paese di arrivo, curarli se malati: il rispetto di sé, l’identità profonda era legata alla loro radice religiosa, al loro legame con Dio. E lei stessa e le sue suore si sono messe in viaggio per riallacciare questo legame negli uomini che scendevano nelle miniere, nei carcerati, nei ragazzi abbandonati che vivevano nell’illegalità delle periferie urbane.

Inserimento nel nuovo paese voleva dire accettazione delle regole e delle leggi, e dignità: questi erano gli obiettivi che voleva far raggiungere a tutti i migranti. Obiettivi che sono validi ancora oggi, e che passano per il riconoscimento e il rispetto della radice religiosa propria e altrui. Un progetto concreto e al tempo stesso di vasto respiro, che si allarga a tutto il mondo — “il mondo è troppo piccolo” era la sua frase — ma anche si apre al tempo futuro”. (Inform)

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