PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO
ROMA – Sulla questione del reciproco riconoscimento delle patenti di guida tra Italia, Canada e USA ai fini della conversione, la senatrice del Pd Francesca La Marca, eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale ha presentato un’interrogazione rivolta al Ministro delle Infrastrutture e al Ministro degli Esteri: tra gli altri firmatari dell’interrogazione anche il senatore eletto all’estero Francesco Giacobbe. Nell’interrogazione in premessa è stato ricordato che nel marzo 2017 è stato firmato l’accordo quadro tra Italia e Canada per il reciproco riconoscimento delle patenti di guida ai fini della conversione, indispensabile per poter concludere gli accordi di dettaglio con le province e i territori canadesi, aventi esclusive competenze in materia. A pochi mesi di distanza dalla firma del predetto accordo quadro sono iniziati i contatti tra il Governo italiano e quello della Provincia del Québec, volti a definire un primo protocollo di intesa sulla materia, fortemente auspicato sia dai cittadini italiani residenti o presenti in quella provincia, che dai cittadini del Québec residenti in Italia. L’iter procedurale per la definizione dell’intesa tecnica tra Italia e Québec per la conversione delle patenti di guida dovrebbe essere allo studio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in collaborazione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e le competenti autorità del Québec da oltre sette anni. Come evidenzia La Marca, precedenti atti di sindacato ispettivo hanno evidenziato alcune difficoltà dovute alle differenze tra i due sistemi di rilascio delle patenti di guida in Italia e in Canada e la differenza di vedute tra la Provincia del Québec e le altre province del Canada, che hanno manifestato il proprio interesse a procedere con il negoziato. Considerato che le province canadesi dell’Ontario e della British Columbia, insieme al Québec, risultano essere tra le principali circoscrizioni consolari nelle quali gli italiani si iscrivono all’AIRE, come segnalato nell’ultimo censimento canadese del 2021, oltre 900.000 abitanti delle due province hanno origine italiana, Considerato inoltre che ci sono due milioni di italo-americani, con una crescita del 30 per cento nel numero di italiani ivi residenti negli ultimi quattro anni, un export italiano di 3,5 miliardi di euro e 350.000 visitatori italiani nel 2022 – in attesa dei dati del 2023 – la Florida si conferma fra i principali Stati di destinazione per gli italiani che scelgono di emigrare e stabilirsi negli Stati Uniti. Considerato altresì che più di 1,5 milioni di italiani o persone di origine italiana vivono nello Stato della California, che con quasi 40 milioni di abitanti è il più popoloso degli Stati Uniti ed è il terzo per superficie. Esso costituisce anche la suddivisione amministrativa più popolosa del Nord America e la 34ª più popolosa del mondo e che ogni anno, nelle circoscrizioni consolari di Miami, San Francisco e Los Angeles aumenta il numero di iscritti AIRE, che oggi vedono circa 105.000 cittadini italiani già registrati. A fronte di questi dati nell’interrogazione La Marca chiede di sapere se i Ministri in indirizzo abbiano ricevuto dalle autorità del Québec riscontri relativi alla prosecuzione dei negoziati dopo l’ultimo aggiornamento di maggio 2024 e quali siano gli ostacoli tecnici che ancora impediscono di arrivare alla conclusione dell’intesa; chiede inoltre di sapere entro quanto tempo ritengano di poter definire il protocollo di intesa con il Québec, la cui prolungata conclusione sta suscitando notevoli disagi ad una platea sempre più larga di cittadini dei due Paesi interessati e quali siano le modalità e i tempi per intraprendere negoziazioni dirette con le Province canadesi citate, Ontario e British Columbia, e con gli Stati della Florida e della California, considerato il loro status di principali Paesi con una cospicua presenza di cittadini italiani. La Marca chiede inoltre se i Ministri in questione non ritengano opportuno adottare iniziative per l’avvio dei contatti con le altre maggiori province del Canada, allo scopo di evitare che un eventuale impegno operativo di tipo lineare possa sommare ritardo a ritardo, comportando tempi incompatibili con le concrete esigenze di vita e di lavoro degli interessati e se non ritengano, altresì, opportuno, anche in considerazione delle complesse trattative necessarie per il riconoscimento delle patenti di guida tra l’Italia ed altri importanti Paesi interessati da consistenti scambi economici, culturali e scientifici e da una forte mobilità con il nostro Paese, intraprendere le necessarie iniziative affinché la lingua inglese venga nuovamente utilizzata dai cittadini canadesi residenti in Italia per sostenere l’esame di teoria e di guida. (Inform)