ITALIANI ALL’ESTERO
Su iniziativa del deputato Christian Di Sanzo (Pd- Ripartizione America Settentrionale e centrale)
(fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Presso la Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina si è svolta l’inaugurazione della mostra “Madre Cabrini e gli angeli pellegrini”. La mostra, basata sulle opere dell’artista Meo Carbone, artista molto noto tra la Comunità italiana di Chicago, ripercorre, attraverso le sue opere , il vissuto storico e valoriale di Madre Cabrini al fianco dei migranti italiani negli Stati Uniti, al fianco di quelle persone che, una volta in America, hanno incontrato grandi sofferenze e difficoltà. L’incontro è stato aperto dall’intervento della Vice Presidente della Camera dei Deputati Anna Ascani: “Attraverso la raffigurazione della vita e dell’opera di Francesca Maria Cabrini, fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, – ha esordito Ascani – l’artista Meo Carbone ha raccontato una drammatica realtà del nostro tempo passato, troppo spesso taciuta o dimenticata. Ovvero la massiccia e talvolta tormentata emigrazione italiana negli Stati Uniti. Tra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio del ventesimo secolo – ha ricordato la Vice Presidente – milioni di italiani dovettero abbandonare la propria terra e la propria casa in cerca di una vita migliore, un lavoro una sicurezza economica per se e per la propria famiglia. Una gran parte di questi emigrati approdarono negli Stati Uniti d’America e insieme alle opportunità, che in patria non trovarono, dovettero affrontare spesso ostilità pregiudizi e vere e proprie discriminazioni. Proprio in quegli anni Madre Cabrini decise di trasferirsi negli Stati uniti di America per dedicarsi alla cura dei connazionali e alla formazione di altre missionarie. La sua opera ebbe un successo straordinario e questo fu dovuto all’azione capillare di un gran numero di scuole sparse strategicamente in tutti gli Stati. Le suore missionarie aiutavano gli emigrati in difficoltà a trovare lavoro a richiedere assistenza legale, a ricevere cure mediche, a sbrigare pratiche burocratiche ma non solo. Lì aiutavano soprattutto a sentirsi persone”. Per Ascani “l’azione di Made Cabrini e delle sue missionarie non era puramente assistenziale ma anche educativa. Da un lato sostenevano gli emigrati nel rinforzare la loro identità, dall’altro agivano su una delle cause della discriminazione come l’incomunicabilità linguistica, facilitando la loro integrazione nella società americana”. “Grazie a Maria Cabrini – ha continuato la Vice Presidente – tante donne emigrate hanno cominciato a prendere consapevolezza del proprio ruolo e a diventare protagoniste in prima persona nella società. Un lavoro intenso e radicato che ha permesso alla Congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di continuare a espandersi nel mondo anche dopo la sua scomparsa. Il suo esempio – ha concluso Ascani – deve essere tutt’oggi di ispirazione nell’affrontare con intelligenza e umanità la questione delle grandi emigrazioni , con la convinzione che l’incontro tra i popoli debba arricchire tutti attraverso il dialogo , la solidarietà , l’inclusione e il rifiuto dei pregiudizi e delle discriminazioni”. A seguire è intervenuto , tramite un video messaggio, Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera, che ha ribadito la volontà, anche se impossibilitato ad essere presente, comunque di “celebrare la storia di Santa Francesca Gabrini, suora missionaria simbolo della speranza e dei sogni degli emigrati italiani negli Stati Uniti”. Il presidente della Commissione Cultura ha raccontato che tra questi emigrati figuravano anche il nonno e il fratello che “regolarmente aprirono un negozio di cornici sulla quinta strada, ma tornarono in Italia e misero su famiglia”. “L’emigrazione italiana – ha aggiunto Mollicone – ha fatto grande gli Stati Uniti, l’Europa e molti altri Paesi nel mondo. Ci sono tante Italie nel mondo. Gli italiani hanno sempre avuto un inserimento difficile, discriminati prima, integrati poi, da paria ai vertici delle nazioni che li avevano accolti”. Per Mollicone Madre Cabrini ha avuto un ruolo centrale “nella crescita della comunità italiana negli Stati Uniti e in molte altre parti del Mondo, attraverso le terre del Centro America , il Brasile l’Argentina l’Europa e gli Stati Uniti”. “Le opere di Meo Carbone che oggi presentiamo – ha continuato il Presidente della Commissione Cultura – colgono in pieno questa grandezza. Le tradizioni religiose e culturali ricoprono un ruolo fondamentale nel far rimane le comunità immigrate insolubilmente legate alle radici d’Italia. Stiamo lavorando in questo senso – ha aggiunto Mollicone – alla valorizzazione del turismo delle radici, segmento fondamentale del turismo italiano che fra le altre cose ha anche un importante valore economico. Il Turismo delle radici rappresenta un legame speciale, unico fra gli italiani all’estero e i luoghi delle loro origine, poiché offre l’occasione di visitare e vivere gli spazi, i paesaggi, le città , i luoghi ed i borghi degli antenati, di riscoprire o creare connessioni profonde con quelle che sono la cultura dell’appartenenza , della propria storia, della nostra nazione. La promozione di figure come Madre Cabrini – ha concluso Mollicone è quindi determinante per mantenere vivo e saldo questo legame”. Ha poi preso la parola il promotore dell’iniziativa, il deputato Christian Di Sanzo (Pd- Ripartizione America Settentrionale e centrale) che ha sottolineato come le opere esposte nella sala del Cenacolo alla Camera dei Deputati “mostrino l’impegno chiaro ed evidente per i migranti italiani negli Stati Uniti di una donna semplice, come Madre Cabrini, che, con la forza della fede e soprattutto con la forza dell’umanità, ha contribuito a cambiare l’America”. Un’azione dal basso verso l’alto, “a contatto con quelle comunità degli italiani migranti che a volte vivevano ai margini della società”. Di Sanzo ha poi ribadito come Madre Cabrini, per aiutare per gli italiani emigrati a inserirsi nella società americana si sia attivata in numerosi campi svolgendo “un po’ il ruolo dei consolati”. Il tutto con grande attenzione per le donne e per la loro dignità. Un’attività di vicinanza agli italiani all’estero che spesso portò Madre Cabrini, che aveva intuito la futura ondata migratoria dei migranti italiani verso le Americhe, a scontrarsi anche con le istituzioni. Per Di Sanzo inoltre la “sua operosità che si aggiunge alla dimensione spirituale, ci permette di definirla l’angelo dei migranti”. Il deputato ha poi ricordato come Madre Cabrini si recò anche a New Orleans , un luogo in cui avvennero gravi episodi di linciaggio e di discriminazione nei confronti degli emigrati italiani, per fondare un orfanotrofio e un ospedale. “La sua azione – ha concluso Di Sanzo – è stata quella di promuove la nostra italianità e il nostro senso di comunità nel mondo”. A conclusione dell’incontro è intervenuto l’artista Meo Carbone che ha in primo luogo sottolineato l’importanza di stimolare la sensibilità dell’uomo verso gli altri. “Parlare di Santa Francesca Cabrini – ha rilevato Carbone dopo aver illustrato il percorso artistico che ha portato alla realizzazione della mostra – vuol dire parlare dell’emigrazione italiana che rappresenta un momento fondamentale”. Nell’ottica dell’artista “la mostra vuole restituire dignità a quelle persone che hanno sofferto per un futuro migliore”. La mostra infatti ha per Carbone l’obiettivo di “ricordare il nostro passato, che non venga mai meno, anche per educare gli altri ad essere umani”. (Simone Mirtini – Inform)