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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Brooklyn. Una scuola di lingua italiana

ITALIANI ALL’ESTERO

Da “America Oggi”, 1.4.2014

La Federation of Italian American Organizations di Brooklyn ha salutato domenica, con il 37esimo gala presso la sala ricevimenti El Caribe Country Club, l’imminente avvio del primo Centro culturale comunitario di New York, a cui seguirà un progetto altrettanto ambizioso: una scuola di lingua e cultura italiana.

All’appuntamento hanno partecipato, assieme ad oltre 500 ospiti, alcuni rappresentanti eletti e il console aggiunto Lucia Pasqualini.

Il chairman dell’Organizzazione Jack Spatola ha ricordato che nel 1977 un gruppo di 14 sodalizi si è riunito nella Fiao per migliorare la qualità di vita delle famiglie di Brooklyn.

“Devo dire che a distanza di 37 anni quell’obiettivo è stato raggiunto e quella visione è diventata realtà. Nel 1982, gli stessi hanno avuto un’altra idea: prendersi cura dei giovani e far sì che la cultura sia mantenuta viva, non solo con il sostegno della comunutà, ma con fondi pubblici e così è stato creato un programma scolastico”.

Della visione che si è materializzata di coloro che hanno preceduto l’attuale gestione della Fiao hanno beneficiato altri 15 studenti che domenica hanno ricevuto una borsa di studio.

Sono occorsi molti anni e molte persone, ma alla fine si è realizzato il sogno di poter disporre di un Centro “nel mese di settembre è prevista l’apertura. La visione è divenuta realtà” ha aggiunto Spatola, il quale ha annunciato che nei programmi della Fiao c’è l’idea di una charter school dedicata a lingua e cultura italiana “per italiani e non, da affiancare al Centro”.

Spatola ha spiegato che alcuni rappresentanti eletti non sono potuti intervenire perché impegnati ad Albany dove è in corso l’approvazione del bilancio statale, ma il deputato William Colton non ha voluto mancare ai festeggiamenti.

“Volevo essere qui perché dopo la revisione dei distretti, adesso il Centro rientra nella mia giurisdizione, certo che quando diventerà funzionante andrà a beneficio del quartiere. La Federazione – ha aggiunto Colton – sta lavorando al progetto da molti anni, in particolare aiutando giovani e famiglie ed ora sarà a disposizione di tutti e servirà alla Fiao per incrementare le sue attività”.

Durante la cerimonia sono state consegnate le borse di studio a Giacoma Bonello, Peter Caleca, Philip Carmosino, Justin Cinquemani, Rita Cinquemani, Adam Curto, Lauren De Simone, Michael Fiorito, Anthony Gaudio, Daniela Gaudio, Sebastian Giordano, Nancy Marangelli, Antonio Oliveri, Michael Pedulla e Salvatore Pitino.

L’ex consigliere comunale e candidato al Congresso, Domenic Recchia ha raccontato che da molti anni, dai tempi del college, aveva sentito parlare del sogno di realizzare il Centro, visto come punto di incontro della comunità.

“Sono occorsi 25 anni perché si materializzasse quel sogno, ma oggi è una realtà perché era nel cuore di chi l’aveva pensato. Spero – ha aggiunto Recchia – di essere il vostro congressman il prossimo anno”.

Al console aggiunto Lucia Pasqualini, il chairman Jack Spatola e il presidente della Fiao Carlo Scissura hanno fatto dono di “un mondo italoamericano che porterà a Roma quando a giugno finirà il suo incarico a New York”.

“Quando sono arrivata qui quattro anni fa non avevo idea della ricchezza della comunità italoamericana e dopo aver partecipato ad un numero infinito di eventi ho compreso cosa state facendo per l’Italia, il vostro impegno, la vostra dedizione è grande e mi avete insegnato moltissimo. Il Centro – ha proseguito Pasqualini – è un esempio del vostro impegno per la nostra collettività. Congratulazioni agli studenti leader del futuro che hanno ricevuto la borsa di studio”.

“La televisione è un modo per diffondere e approfondire la lingua italiana negli Stati Uniti” ha detto Salvatore Vecchiuzzo, direttore del settore marketing di Reach Media che trasmette i programmi della televisione italiana via satellite.

Durante il gala, come vuole la consuetudine, la Federazione ha consegnato tre riconoscimenti che sono andati a Dominick Cama “Uomo dell’anno”, a Michael Giasullo “Humanitarian Award” e a Joseph Muré “Distinguished Italian American Award”.

Mentre prosegue il conto alla rovescia per l’apertura del Centro, è stata chiamata Janet Nigro, una italoamericana di seconda generazione molto qualificata che proviene dalla Camera di Commercio, ad assumere la direzione del settore marketing.

“Lavorerà gomito a gomito con Nancy Sottile per amplificare i programmi e portare fondi per sostenere il Centro. Dobbiamo farlo conoscere. Avrà un programma per gli anziani, ma anche un asilo nido per le famiglie che sono impegnate nel lavoro”, ha riferito Spatola.

Dopo il tanto bramato Centro, ora la Fiao guarda ad un altro progetto da affiancare, possibilmente in prossimità del nuovo edificio.

“Vogliamo stabilire una charter school di lingua e cultura italiana, un altro grande progetto. Perché si deve ragionare non solo pensando al domani, ma a iniziative a lunga gittata, per questo stiamo cercando di acquisire un edificio attiguo al Centro per la scuola. Desideriamo lavorare in concerto con il Consolato per stabilire programmi di dual-language nelle scuole pubbliche sia a Brooklyn, ma anche in altre località dove si trovano gli italoamericani” ha aggiunto il chairman della Fiao.

Chi sostiene che gli italiani sono scappati da Brooklyn commette un errore, parola di Spatola che ci vive.

“Certo, Columbus Boulevard è cambiato, alcuni esercizi hanno chiuso, ma chi è piazzato bene continua a fare grande commercio. Nel rione sono rimasti gli anziani ed è vero, ora – ha sostenuto Spatola – dobbiamo dare ai giovani gli incentivi per restare con lo sviluppo e le possibilità che non offre la periferia”.

In un mondo globalizzato non c’è posto per l’isolamento ha sostenuto il chairman.

“Dobbiamo crescere i nostri ragazzi affinché diventino cittadini del mondo. Questo siamo noi cittadini italiani, siamo sempre stati cittadini del mondo. Perché se ci chiudiamo in noi stessi non si arriva da nessuna parte. Il Centro – ha concluso Spatola – è certamente per gli italoamericani, ma è aperto a tutti, perché dobbiamo mostrare il meglio e non solo a noi stessi, per progredire e continuare ad essere all’avanguardia”. (Riccardo Chioni – America Oggi info, 1 aprile 2014 /Inform)

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