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Belgio, Rest Your Eyes: l’installazione multimediale  di Rebecca Moccia all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles

ARTE CONTEMPORANEA

Vernissage il 10 dicembre

 

BRUXELLES  – Nell’ambito della XVII edizione della Giornata del Contemporaneo, promossa dall’Associazione dei Musei d’arte Contemporanea Italiani (AMACI), l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, in collaborazione con il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, accoglie l’installazione multimediale Rest Your Eyes dell’artista italiana Rebecca Moccia.

Il progetto è tra i vincitori del bando pubblico Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere: un’iniziativa congiunta del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e del Ministero della Cultura (MiC), lanciata nel settembre 2020 con l’obiettivo di promuovere la ricerca e la pratica delle arti visive contemporanee italiane nel mondo.

“Ci sono opere che si offrono come luoghi teorici. Rest Your Eyes è una di queste e sin dal titolo interpella lo spettatore: l’invito a riposare gli occhi, non per imporre una privazione sensoriale, ma per ridimensionare il privilegio che l’immagine e lo sguardo hanno sempre avuto nella formazione del sapere occidentale”, scrive Annalisa Pellino, autrice del testo critico della mostra.

Rest Your Eyes prevede la proiezione in diretta nello spazio espositivo, di un notiziario in mute trasmesso da un canale pubblico nazionale. Le immagini, sfocate attraverso un filtro artigianale, risultano irriconoscibili fatta eccezione per le variazioni di luce e colore, al contempo perturbanti e familiari. Ad accentuare il riverbero luminoso e sensoriale nella sala e sui corpi di chi la attraversa, e una costante tensione data dal tentativo di distinguere narrazioni o forme, si aggiungono poi due riproduzioni stereofoniche dislocate nello spazio e collegate a web radio all-news in diverse lingue.

Prosegue Annalisa Pellino: “Il lavoro è stato concepito durante i vari lockdown imposti dalla pandemia di Covid-19, che ci ha forzato a ripensare radicalmente il rapporto tra la dimensione pubblica e quella privata delle nostre vite. Negli schermi domestici, del computer e della televisione, abbiamo esperito un’ infodemia che affatica lo sguardo e inquina il pensiero, ma anche una nuova dimensione di public intimacy. Come reazione alla smaterializzazione del Sé e dell’Altro che ha contraddistinto la nostra percezione del mondo negli ultimi due anni, Moccia rimette al centro la materialità come istanza della relazione, che connota l’installazione come spazio liminale di transizione, dove una polifonia di voci increspa la superficie dell’immagine, riverbera nello spazio e inquieta l’animo umano”.

L’opera verrà inaugurata in presenza dell’artista il  prossimo 10 dicembre  alle ore 19 presso la sala esposizioni dell’IIC Bruxelles e sarà visitabile fino al 7 gennaio 2022, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 14 alle 17.

In occasione della Giornata del Contemporaneo, l’11 dicembre, sarà possibile fruire direttamente online sul sito dell’Istituto e di mazzoleniart.com di una speciale preview dell’esposizione concepita dall’artista.

Rebecca Moccia (Napoli, 1992) è un’artista multidisciplinare. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, tra le recenti: Blast. Estetiche della violenza tra immagine video e movimento, Palazzo Poste Verona 2021; There is no time to enjoy the sun, Fondazione Morra Greco 2021; Back to London, Mazzoleni London 2020; Da qui tutto bene, Museo Novecento Firenze 2019; Cuore, Toast Project Space 2019; Laboratorio Aperto, XXIV CSAV, Fondazione Antonio Ratti 2018. Nel 2021 è vincitrice del grant di ricerca internazionale, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council. Nel 2020 è stata artist fellow presso Castro projects (Roma), artista in residenza presso Casa degli Artisti (Milano) e vincitrice dell’avviso pubblico Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere (MAECI-DGSP/MiC-DGCC). Rebecca Moccia è tra i membri fondatori di AWI – Art Workers Italia.(Inform)

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