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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Assemblea Plenaria, “Passato, presente e futuro dell’emigrazione italiana nel mondo”: le celebrazioni per il trentennale dell’insediamento del Cgie

CGIE

ROMA – La 44ma Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha dedicato il pomeriggio del 14 dicembre alle celebrazioni del Trentennale dall’insediamento del Cgie: passato, presente e futuro della rappresentanza degli italiani all’estero.

Il Segretario Generale Michele Schiavone ha ricordato i tanti nomi di coloro che hanno fatto la storia di questo organismo, persone emigrate in tutti i continenti, fra cui il vicepresidente Vicario Renzo Losi e il segretario generale Elio Carozza. Il primo a prendere la parola è stato l’ex deputato del Pd e consigliere del Cgie Gianni Farina che ha ricordato la nascita del Cgie avvenuta proprio il 14 dicembre del 1991. “Venivamo della vicina Europa e dal mondo della rappresentanza di circa 5milioni di cittadini italiani che erano gli eredi di una lunga ed appassionata storia italiana”. Ha ricordato “Eravamo uomini e donne che hanno innalzato in passato la bandiera del diritto di vivere liberi tra liberi come fu solennemente scritto nel 1948 nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Farina ha ricordato come la prima conferenza degli italiani nel mondo chiuse una fase storica iniziata nel tardo ‘800 dopo la nascita dell’Italia risorgimentale, proseguita nel secondo dopoguerra, contrassegnato da un grande esodo di massa per sfuggire alla miseria, conseguenza della sconfitta e di una tragica avventura della guerra. “Noi tutti in quel dicembre 1991 – citando di nuovo la data di costituzione del Cgie – siamo figli e eredi di quella straordinaria vicenda storica umana”. Farina ha poi ricordato quanti fecero parte di quell’inizio e che ora non ci sono più, come ad esempio Carlo Ciofi, . “Ma anche altri tre che sono stati di aiuto di straordinaria importanza per la costituzione del Cgie come Aldo De Matteo, Luigi Sandirocco, Mirko Tremaglia, decisivi nei processi storici per la riconoscenza degli italiani all’estero”.

A seguire l’intervento di Filomena Narducci, arrivata da Montevideo Uruguay, che ha ricordato i momenti della prima dell’Assemblea del 1991 “siamo arrivati all’assemblea carichi di emozione e della responsabilità per lavorare per continuare a conquistare i diritti ancora mancanti dei nostri connazionali residenti all’estero. Il voto politico e l’elezione dei parlamentari con la creazione della circoscrizione Estero insieme alla maggiorazione sociale, alla 14 mensilità, sono solo alcuni esempi delle conquiste dei quella stagione”. La Narducci si è anche soffermata sulla solidarietà ricevuta durante la crisi economica del 2002 dei paesi del Sud America. Oggi invece – ha aggiunto – sono tempi sempre più difficili “e non si tratta solo dalle difficoltà derivate dalla pandemia, si tratta soprattutto dei continui tagli che vengono effettuati ai nostri diritti di cittadinanza”.

A seguire è intervenuto videoconferenza da Stoccarda Tommaso Conte, Presidente dell’Intercomites Germania, che ha sottolineato  la necessità sia di riformare la legge sui Comites, rendendoli capaci di controllare l’efficienza dei consolati, sia di scorporare il Cgie dal Maeci. Conte ha anche evidenziato con forza la negatività della bassa affluenza dei nostri connazionali alle recenti elezioni dei Comites che in Germania ha toccato solo quota 1,33%. “Bisogna avere il coraggio di riconoscere – ha aggiunto Conte – che il Cgie non ha inciso più sulle politiche migratorie come una volta”.  Per Conte è crollato il sistema piramidale a cui gli emigrati potevano aggrapparsi, che vedeva alla base i Comites., nella fase intermediaria il Cgie e al vertice i parlamentari.

Il segretario Michele Schiavone nel moderare i vari interventi ha inoltre ricordato  quanti hanno segnato le sorti del Cgie, tra gli altri Bruno Zoratti, Enzo Centofanti, Claudio Rizzola, “a tutti loro – ha detto – i nostri ricordi e il ringraziamento a fare avanzare sempre il processo di integrazione nelle comunità in cui ci siamo trasferiti, un grazie immenso a tutti”.

Ha poi preso la parola Silvana Mangione che si è soffermata sulle battaglie portate avanti anche in campo femminile.

“Ricordo l’emozione di quando ci ritrovammo per la prima volta il pomeriggio del 13 dicembre, 65 persone che non si conoscevano e venivano dai quattro lati del mondo e che il giorno dopo dovevano eleggere il comitato di presidenza” ha esordito la Mangione che poi si è interrogata sul presente e il futuro della nostra emigrazione “Gli italiani all’estero – ha detto – rappresentano una questione di rilevanza nazionale, siamo oggi 6,5 milioni di persone”. La Mangione ha anche ricordato come a tutt’oggi oltre agli italiani all’estero vada presa in considerazione anche la platea degli italo-discendenti, a fronte di una ripresa complessiva della nostra  emigrazione, dove anche molti pensionati italiani vanno a vivere in Paesi alla ricerca di un tenore di vita meno caro. Per quanto riguarda il futuro la Mangione ha sottolineato la necessità che per l’opinione pubblica gli italiani all’estero non rappresentino più il “diverso”, ma la ventunesima Regione italiana, una parte importante dell’Italia. La Mangione ha anche parlato della necessità di una grande riforma della cultura, importante anche per il futuro del Cgie. “Non bastano le tre F: Fashion, Ferrari and Food, – ha aggiunto Mangione – ma c’è molto di più dell’Italia bellissima meravigliosa che conosciamo e amiamo, che portiamo dentro di noi, che raccontiamo agli altri. Che facciamo vivere agli altri nel mondo. Questo è il futuro”.

In video collegamento Elio Carozza, ex segretario generale del Cgie le fa eco, ricordando le numerose battaglie fatte. Ricorda tre momenti importanti: “la conferenza sulle donne, la conferenza nazionale sui giovani e la conferenza tenuta in Senato sulla presenza, almeno in Europa, di milioni di cittadini europei che vivevano in un paese diverso da quello di origine”. Fa riferimento ai giovani, un tema di grandissima attualità e al fatto di considerare oggi un cittadino italiano che vive in uno dei 27 stati membri come un italiano che vive all’estero, questo aggiunge “significa che noi abbiamo abbandonato totalmente la relazione con le persone che vivono in Europa”. Anche Carozza si è soffermato sulle elezioni dei Comites sottolineando la bassa affluenza dei connazionali, rilevando però come questo risultato negativo non deve scoraggiare, ma incentivare gli italiani all’estero e i loro organi i rappresentanza a reagire e a trovare una soluzione per evitare il rischio che milioni di connazionali nel mondo vengano messi da parte della politica. Per Carozza, anche a fronte di una mancanza di entusiasmo da parte delle comunità all’estero , bisogna ripartire dai risultati che il Cgie è riuscito a produrre per riaccendere la passione.

In sala anche Franco Siddi, giornalista della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha ricordato l’esperienza come consigliere del Cgie dal 2004 al 2016, al cui interno ha presieduto la commissione informazione. Siddi ha riferito che gli italiani all’estero sono molto attaccati all’Italia e si sentono più italiani di chi è rimasto in Italia, e promuovo il tricolore non solo per gli eventi sportivi, ma per tutte quelle cose di cui gli italiani primeggiano nel mondo. Si è soffermato sul discorso di Rai Italia e sulle problematiche legate all’informazione per gli italiani all’estero.

La deputata del Pd Francesca La Marca (Pd),  eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, ha in primo luogo segnalato la disparità di rendimento dei servizi diplomatici consolari nei vari continenti. Anche la deputata  si è soffermata sulla bassa affluenza delle elezioni dei Comites, rilevando le problematiche legate all’opzione inversa per il voto e ricordando l’ipotesi di un rinvio delle elezioni.  La Marca, dopo aver evidenziato la scarsa conoscenza che gli italiani all’estero hanno delle strutture rappresentative e delle stesso Cgie, ha auspicato l’archiviazione del negativo risultato delle elezioni e una mobilitazione dei vari gradi di rappresentanza per promuovere al più presto la riforma dei Comites e del Cgie.

Ha poi preso la parola l’ex senatore del Pd e consigliere del Cgie Claudio Micheloni che ha sottolineato come l’emigrazione italiana stia vivendo un momento storico di cambiamento in cui anche l’idea di rappresentanza dovrà essere mostrata alle nuove generazioni all’estero attraverso una nuova proposta e con un nuovo linguaggio che ponga in evidenza la cultura. Per Micheloni la riflessione che deve fare questo Consiglio è dunque come costruire una nuova e vera rappresentanza.

Schiavone ha poi rilevato la necessità sia che i Comites non si muovano come associazioni, sia del problema , evidenziato dalle ultime elezioni dei Comites, di uno svuotamento della rappresentanza all’estero. Uno svuotamento, non incidentale, che potrebbe estendersi al  voto all’estero.

Il consigliere del Cgie Vincenzo Arcobelli (Usa) si è invece soffermato sulla possibilità di ripristinare, nello spirito di piena collaborazione, la relazione annuale da parte dei Comites sull’attività del consolato di riferimento. Comites che non svolgono attività tutti allo stesso livello. Arcobelli ha anche auspicato una modifica della legge istitutiva del Cgie per evitare l’accentramento della attività e della gestione dei progetti nel Comitato di Presidenza.  Arcobelli dopo aver criticato la gestione del Comitato di Presidenza, si è detto fiducioso sul futuro che continuerà a vivere con lealtà verso il Paese e lo stesso Cgie.  In sede di replica il Segretario  Generale  Schiavone ha sottolineato come il Comitato di Presidenza abbia sempre lavorato con lealtà ed efficienza per rispondere alle esigenze di tutti i consiglieri.

Dopo l’intervento del Presidente della Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione, Fabrizio Benvignati, che ha criticato l’uso dell’opzione inversa del voto per le elezioni dei Comites e ha evidenziato la necessità di modificare il regolamento interno del Cgie, Silvia Alciati, Vicepresidente della VII commissione, si è soffermata sugli approfondimento e gli incontri con i giovani all’estero che hanno fatto seguito alla Conferenza di Palermo, precisando come un sesto del partecipanti al Seminario si sia candidato per i Comites  o abbia lavorato alle liste come sostenitore o abbia svolto il ruolo di scrutatore. Segnaata inoltre dalla Alciati l’uscita di una pubblicazione sulla storia del Seminario sul tema “Il metodo di Palermo”.  Allo studio della VII Commissione anche una serie di iniziative come  “Generazioni nuove e lingua italiana” e la creazione di una giornata per coinvolgere i Comites neo eletti nella diffusione della lingua italiana alle giovani famiglie italiane nel mondo. Da segnare infine nel Museo dell’Emigrazione Italiana di Genova , che partirà a nel 2022, una sezione per i giovani.

Alessandra Rossi, giornalista Rai ha illustrato le puntate del programma  “Storie in movimento” trasmesse dalla Rai 3 in 10 puntate.  La giornalista ha ricordato come le puntate, state trasmesse sui canali nazionali, abbiano voluto far capire cosa c’è dietro al mondo degli italiani all’estero. “Queste prime dieci puntate – ha aggiunto la giornalista – sono state girate in l’Europa, speriamo – ha detto – che il programma continui e di poter vedere anche gli italiani che vivono fuori dall’Europa”. Le puntate sono state scritte insieme a Tony Ricciardi, un autore che si occupa molto dei temi legati all’emigrazione. Avviandosi alla conclusione, il Segretario Generale Michele Schiavone ha presentato Mauro Nori, neo eletto Segretario Generale del CNEL, e ha anticipato come il Cgie, su alcune materie specifiche, stia portando avanti un protocollo di intesa con il Consiglio Nazionale dell’Industria e del Lavoro. Mori nel salutare e ringraziare per l’invito ha ricordato i precedenti e positivi contatti avuti con la  struttura del Cgie. Al Termine di questa giornata era prevista l’approvazione della “Carta di Roma degli Italiani all’estero”, una carta elaborata su 8 punti sui diritti per gli italiani all’estero. Un’approvazione che però è stata rinviata. (Nicoletta Di Benedetto/Inform)

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