SENATO DELLA REPUBBLICA
Riforma elettorale
Voteranno per la circoscrizione Estero anche i connazionali momentaneamente fuori dai confini nazionali per motivi di lavoro, studio o cure mediche
ROMA – Nell’ambito del voto al Senato sulla riforma delle legge elettorale è stato approvato un emendamento recante disposizioni per l’esercizio del diritto di voto degli elettori temporaneamente all’estero.
L’emendamento prevede che possano votare per corrispondenza nella Circoscrizione estero, “previa opzione valida per un’unica consultazione elettorale, i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale, in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti”. Con le stesse modalità possono votare anche i loro familiari conviventi. Viene richiesto agli aventi diritto di inoltrare richiesta per esercitare il voto per corrispondenza al Comune di iscrizione elettorale “entro i dieci giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali”. Tale richiesta vale per un’unica consultazione e deve recare anche l’indirizzo postale al quale inviare il plico elettorale, indicazione che viene comunicata dal comune al Ministero dell’Interno e da questo al Ministero degli Affari Esteri per l’inserimento di dati e nominativo negli elenchi speciali finalizzati a garantire il voto per corrispondenza nella Circoscrizione estero.
I connazionali temporaneamente all’estero esprimono dunque il loro voto per i candidati della circoscrizione estero e le loro schede vengono scrutinate insieme a quelle dei residenti all’estero.
Per quanto riguarda nello specifico le forze armate o le forze di polizia temporaneamente all’estero per missioni internazionali, sono a cura del Ministero della Difesa la modalità tecnico-organizzative di formazione dei plichi, del recapito agli elettori e della raccolta dei plichi stessi, in considerazione della particolari condizioni locali e di intesa con i Maeci e il Ministero dell’Interno.
Con esclusione dei militari all’estero, non è ammesso il voto per corrispondenza negli Stati con cui l’Italia non intrattiene relazioni diplomatiche, nonché negli Stati nei quali la situazione politica o sociale non garantisce neanche temporaneamente che l’esercizio del voto per corrispondenza si svolga in condizioni di eguaglianza, di libertà e di segretezza, ovvero che nessun pregiudizio possa derivare per il posto di lavoro e per i diritti individuali degli elettori e degli altri cittadini italiani in conseguenza della loro partecipazione a tutte le attività previste dalla presente legge.
Tra i firmatari dell’emendamento Roberto Cociancich (Pd) – che aveva in una prima formulazione proposto l’estensione del voto per corrispondenza in particolare agli studenti italiani all’estero grazie al programma Erasmus, ora assorbita dall’emendamento approvato – e i senatori eletti all’estero Aldo Di Biagio (Per l’Italia, ripartizione Europa), Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) e Renato Turano (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale). (Inform)