CULTURA
ROMA – Roma, 1973. In un salotto silenzioso di Palazzo Altieri, un giovane giornalista di provincia bussa alla porta di Anna Magnani (1908-1973). Doveva essere un’intervista come tante. Diventa la confessione di una vita intera. “Anna Magnani. La vita è bella lo stesso” è il romanzo biografico di Matteo Persica (rilegato ed edizione Kindle) che ora è disponibile non solo in italiano ma anche in inglese, francese e spagnolo. Gli oggetti della casa aprono la memoria: i copioni e i ritagli sul tavolino, una fotografia più piccola delle altre. Da lì riaffiorano la madre che se ne va, la nonna Giovanna, il collegio, i palcoscenici di rivista, il set di Roma città aperta, l’Oscar, e Luca — il figlio, la ragione di tutto. Non c’è monologo interiore, e ogni parola fra virgolette è autentica: la Magnani parla, il giornalista ascolta, il libro registra. Ne esce un ritratto che non somiglia a quello sedimentato in cinquant’anni: non l’urlo di Roma città aperta, non la popolana sboccata, non la maschera. Una donna. Ad Anna Magnani Persica aveva già dedicato una biografia e vent’anni di ricerca su fonti primarie. “E per questo – puntualizza l’autore – che ogni parola virgolettata nel romanzo è documentata — interviste, trascrizioni radiofoniche e televisive, lettere — e nessuna è inventata. Ci è tornato dieci anni dopo per un bisogno improvviso di scriverne ancora, quando la storia sembrava chiusa. E ha scelto di pubblicarlo da solo, fuori da una casa editrice: nessuno gli ha detto che cosa togliere. Il romanesco delle registrazioni è rimasto dov’era”. “Per le comunità italiane all’estero significa – spiega – una cosa concreta: i figli e i nipoti che l’italiano non lo leggono più possono leggere lei, nelle sue parole, senza mediazioni. Il volto che ha rappresentato l’Italia nel mondo torna accessibile a chi di quell’Italia discende ma non ne ha più la lingua”. Il momento non è casuale. Nel settembre 1926 Anna Magnani si iscriveva alla Regia Scuola di Recitazione “Eleonora Duse”, l’unica riconosciuta dallo Stato: quaranta lire di tassa, un certificato di sana costituzione, il consenso scritto della madre. Il centenario cade quest’anno e copre tutto il 2026: la sua storia arriva nelle tre lingue proprio mentre si compiono cento anni dal giorno in cui entrò in quella scuola. Matteo Persica ha dedicato ad Anna Magnani vent’anni di ricerca su fonti primarie. “ Anna Magnani. Biografia di una donna” (Odoya, 2016) — “il più bel libro scritto su Anna Magnani”, secondo Maurizio Costanzo — è stata presentata ai Festival del Cinema di Venezia, Torino e Roma; il 24 novembre torna in edizione riveduta e ampliata, anch’essa pubblicata in proprio. È il fondatore del Premio Anna Magnani, giunto alla dodicesima edizione. Persica è anche autore di una biografia di Rino Gaetano (nel 2017). (Inform)