CAMERA DEI DEPUTATI
La relazione di Fabio Porta (Pd – ripartizione dell’America Meridionale)
ROMA – La Commissione Esteri della Camera ha avviato l’esame del disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Cile sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 25 luglio 2014. Il disegno di legge è stato già approvato dal Senato.
Il relatore Fabio Porta (Pd) ha spiegato che l’intesa risponde all’esigenza di sviluppare ancora di più la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, con l’intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare il dialogo sulle questioni della sicurezza, in un quadro di salvaguardia dei reciproci interessi anche sul versante tecnologico ed industriale.
L’accordo si compone di un breve preambolo e di dieci articoli. L’articolo 1 precisa che la cooperazione bilaterale è regolata da principi di reciprocità, uguaglianza e interesse reciproco, in conformità con gli ordinamenti giuridici dei due Paesi e con gli impegni internazionali da essi assunti.
L’articolo 2 dispone in ordine ai profili attuativi, alle aree di intervento ed alle modalità della cooperazione, precisando che essa verrà sviluppata sulla base di piani annuali e pluriennali, che sarà organizzata dai rispettivi ministeri della Difesa e che sarà possibile organizzare consultazioni dei rappresentanti delle Parti per l’elaborazione di specifici accordi integrativi. Tra gli ambiti di cooperazione si evidenziano i campi della politica di sicurezza e difesa, della ricerca, sviluppo e supporto logistico di beni e servizi per la difesa, delle operazioni umanitarie, dell’organizzazione e dell’impiego delle Forze Armate, della formazione, dell’addestramento e della sanità militare. Fra le modalità della cooperazione sono previste l’organizzazione di visite reciproche di delegazioni, lo scambio di esperienze e periodi di formazione e il trasferimento di tecnologie.
L’articolo 3 disciplina gli aspetti finanziari della cooperazione, stabilendo l’impegno di ciascuna Parte a sostenere le spese di propria competenza.
Nel disciplinare le questioni relative alla giurisdizione, l’articolo 4 stabilisce il diritto per il Paese ospitante di giudicare il personale ospitato per i reati commessi sul proprio territorio, salva la possibilità per il Paese di origine di giudicare il proprio personale per reati commessi contro la propria sicurezza interna, il proprio patrimonio o commessi in relazione al servizio.
I successivi articoli disciplinano i casi di eventuali risarcimenti per danni provocati dal personale della parte inviante o di entrambe in relazione al servizio reso e la cooperazione nel campo dei materiali per la difesa, prevedendo in particolare la possibilità di un impegno concorde in materia di navi, aeromobili e veicoli militari, armi da fuoco e altri materiali bellici, di sistemi elettronici e di altro tipo per uso militare, e le modalità attraverso cui attuare attività di cooperazione nel settore dell’industria della difesa e della politica degli approvvigionamenti, della ricerca e dello sviluppo degli armamenti e delle apparecchiature.
Infine, l’articolo 7 detta norme in merito alla sicurezza delle informazioni classificate, rinviando alla Convenzione bilaterale già sottoscritta dalle due parti nel 1996.
Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli che dispongono l’autorizzazione alla ratifica, l’ordine di esecuzione, la copertura finanziaria, la clausola di invarianza di spesa e l’entrata in vigore. Gli oneri economici sono riferibili ad eventuali visite ufficiali, allo scambio di esperienze fra esperti ed incontri operativi, e sono quantificati in poco meno di 9 mila euro.
Nell’auspicare una rapida approvazione del disegno di legge, già approvato dal Senato il 15 luglio scorso, il relatore Porta, eletto all’estero per il Pd nella ripartizione ddl Sud America, ha ribadito l’auspicio che si giunga celermente alla ratifica di un altro importante accordo che sta molto a cuore alla comunità italiana in Cile e a quella cilena in Italia: si tratta dell’intesa sulla sicurezza sociale tra i due Paesi che nonostante alcune osservazioni del Ministero del lavoro, andrebbe incontro davvero alle esigenze di una comunità, ricordandoci anche che abbiamo ospitato negli anni Settanta e Ottanta tanti cileni a seguito di una violenta e drammatica dittatura instauratasi in quel Paese.
L’ulteriore esame del provvedimento è stato rinviato ad altra seduta. (Inform)