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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

All’esame della Commissione Esteri del Senato lo stato di previsione del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale

BILANCIO DELLO STATO 2016

Il relatore Sangalli evidenzia, a fronte dell’incremento dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, che le riduzione più rilevanti delle dotazioni finanziarie riguardano il programma Italiani nel mondo e politiche migratorie. Giudizio fortemente negativo sul versante degli italiani all’estero da parte del senatore Micheloni. Il sottosegretario Della Vedova possibilista su una rimodulazione dei tagli ai capitoli di spesa relativi promozione della lingua e della cultura italiane

 

ROMA – La Commissioni Esteri del Senato ha avviato ieri in sede consultiva l’esame della Legge di stabilità nonché del Bilancio dello Stato, con particolare riferimento allo stato di previsione del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale per l’anno finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018 (tabella 6). La Commissione Esteri, come ha ricordato il presidente Pier Ferdinando Casini, è chiamata a redigere un rapporto per la Commissione Bilancio entro il 4 novembre.

I provvedimenti sono stati illustrati dal relatore Gian Carlo Sangalli (Pd), che si è soffermato maggiormente sui profili di competenza della Commissione. Sul fronte dell’aumento delle entrate ha segnalato la dismissione di immobili all’estero non più in uso e l’incremento delle tariffe consolari (escluse dagli aumenti le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana a persona maggiorenne). Per il settore della cooperazione allo sviluppo è indicato un consistente incremento dei fondi: 120 milioni di euro per il 2016, 240 milioni per il 2017 e 360 milioni per il 2018.

Sul fronte dei “risparmi” il relatore ha segnalato in primo luogo una riduzione dei contributi a favore di alcune organizzazioni internazionali. Il risparmio complessivo è di un 1 milione di euro per il 2016 e di oltre 2,7 milioni annui a decorrere dal 2017. Un capitolo a parte – ha detto Sangalli – riguarda il personale docente delle scuole italiane all’estero. Qui il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione del contingente consente lo sblocco delle partenza del personale di ruolo e dunque permette di ridurre lo stanziamento per il personale supplente per 2 milioni di euro annui.

La riduzione delle spese rimodulabili del ministero consente poi riduzioni delle dotazioni finanziarie che ammontano complessivamente a 8,2 milioni di euro per il 2016, a 6,3 milioni di euro per il 2017 e per il 2018. Le più rilevanti sono riferibili al programma “Italiani nel mondo e politiche migratorie” (oltre 2,6 milioni di euro per il 2016 e per oltre 2,8 milioni di euro per 2017 e 2018). Rilevante è anche l’intervento di riduzione del programma “presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari” (1 milione per il 2016, 2,1 milioni per il 2017 e per il 2018). Sul fronte dell’internazionalizzazione delle imprese c’è uno stanziamento addizionale di 50 milioni, per il 2016, per il potenziamento delle attività dell’ICE ; a fronte si deve però registrare una riduzione di stanziamenti per la rete delle Camere di commercio italiane all’estero.

Il relatore ha fatto poi rilevare che l’incidenza degli stanziamenti del Maeci rispetto al bilancio complessivo resta molto bassa, risultando pari allo 0,38 per cento, una percentuale molto inferiore a quella dei nostri principali partner europei. Un capitolo abbastanza critico è quello che riguarda gli italiani nel mondo e la promozione della lingua e della cultura italiane, che ha una riduzione complessiva di oltre 3,6 milioni di euro. Per il funzionamento dei Comites e del Cgie la riduzione è di circa 74 mila euro. Su questo versante la riduzione dei costi può trovare una giustificazione nella riduzione numerica degli organi di rappresentanza delle nostre comunità all’estero. Più difficile giustificare la forte riduzione dei contributi per la diffusione della lingua e cultura italiana all’estero. Su questo ambito, considerato il ruolo che la nostra cultura svolge all’estero, anche come traino per l’export, sarà necessario un intervento emendativo.

La discussione generale è stata aperta dal senatore Claudio Micheloni (Pd), presidente del Comitato per le questioni degli Italiani all’estero, che ha sottolineato positivamente l’incremento delle dotazioni per la cooperazione allo sviluppo, esprimendo invece un giudizio fortemente negativo sul versante degli italiani all’estero. Il taglio ai fondi dedicati alla promozione della lingua e della cultura italiane è infatti consistente (quasi il 30 per cento rispetto agli stanziamenti del 2015) e accentua la tendenza, ormai in corso da molti anni, all’impoverimento in questo settore. Ha aggiunto che i tagli agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero mettono a rischio il loro funzionamento. Sarebbe invece necessario aumentare i fondi, e nello stesso tempo definire una riforma complessiva di tali organi. Ha rilevato inoltre che la rete delle Camere di commercio italiane all’estero rappresenta un pezzo importante del nostro Paese nel mondo, e dunque non merita la forte riduzione di contributi previsti. E’ invece assai discutibile l’ulteriore incremento delle dotazioni dell’Ice, che già lo scorso anno ha ricevuto un finanziamento straordinario, cui non è corrisposto un significativo miglioramento dei suoi risultati.

Micheloni ha poi evidenziato che il taglio di 48 milioni ai patronati, previsto nella manovra, comporterà la chiusura di un gran numero di uffici di patronato all’estero. Anche in questo caso occorrerebbe una riforma di tali enti, rafforzando gli strumenti di trasparenza e di corretta gestione, in modo da garantire notevoli risparmi. Ha chiesto infine chiarimenti sulla possibilità che, nell’ambito della manovra finanziaria, possa essere finalmente risolta la questione dell’abolizione delle imposte anche per gli immobili di proprietà di italiani residenti all’estero.

Il senatore Augustro Minzolini (Fi) ha ricordato come questo ultimo tema sollevato da Micheloni sia già stato più volte affrontato in passato, senza tuttavia arrivare ad una soluzione: egli è del parere che l’attività di sostegno alla internazionalizzazione delle imprese italiane debba essere svolta in maniera principale dalla rete diplomatico consolare.

I senatori Aldo Di Biagio (Ap) e Claudio Zin (Maie) i concordano pienamente con le considerazioni espresse da Micheloni, il quale – ha precisato Zin – ha espresso preoccupazioni condivise da tutti i parlamentari eletti all’estero.

E’ intervenuto infine il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che ha fornito chiarimenti su alcuni dei temi sollevati. In relazione alla riduzione dello stanziamento per i supplenti presso le scuole italiane all’estero, ha ricordato che la recente riforma del settore ha consentito lo sblocco delle partenze del personale di ruolo trasferito dall’Italia e la copertura dei posti vacanti. E’ stato quindi possibile ridurre lo stanziamento per il personale supplente cui si era dovuto fare ricorso negli ultimi anni. Per i capitoli di spesa relativi alla promozione della lingua e della cultura italiane, ha espresso la disponibilità del Governo ad una possibile rimodulazione dei tagli. Ha sottolineato poi l’importanza dell’incremento dei fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo, considerato che tali politiche rappresentano uno strumento fondamentale per la gestione dei flussi migratori. Un altro importante investimento per la politica estera è contenuto nella norma che autorizza il Maeci, dopo un anno di pausa, a bandire il concorso diplomatico nel triennio 2016-2018, in quanto la rete diplomatico consolare svolge un importante ruolo nella promozione dell’export e nella internazionalizzazione delle imprese italiane, grazie anche al processo di accorpamento al loro interno delle sedi dell’Ice. Ha concluso auspicando che nel corso dell’esame dei documenti finanziari sia possibile individuare delle risorse per consentire fin dal 2016 la costituzione di una delegazione per l’organizzazione degli eventi legati alla Presidenza italiana del vertice del Gruppo dei Paesi più industrializzati (il cosiddetto “G7”), prevista per il 2017. Il seguito dell’esame  è stato quindi rinviato. (Inform)

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