SENATO DELLA REPUBBLICA
Prosegue l’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo
Gli interventi del presidente dell’ICoN Mirko Tavoni, di Franca Orletti (ICoN) e dei senatori Maria Mussini (Misto) e Francesco Giacobbe (Pd)
Il presidente Micheloni: “Il cofinanziamento dei progetti per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero tra istituzioni pubbliche ed enti privati è una strada che va assolutamente percorsa”
ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, si svolta al Senato, davanti alla Commissione Istruzione Pubblica, Beni Culturali e al Comitato per le questioni degli italiani all’estero, l’audizione dei rappresentanti del Consorzio interuniversitario “Italian Culture on the Net” (ICoN).
Dopo una breve introduzione del presidente del Comitato Claudio Micheloni, che ha ricordato le tematiche affrontate nelle precedenti audizioni, ha preso la parola il presidente dell’ICoN Mirko Tavoni che ha evidenziato come l’azione del Consorzio sia caratterizzata dalla realizzazione di sinergie tra le istituzioni universitarie. In proposito Tavoni sottolinea come l’incapacità dell’Italia di fare sistema, a causa di divisioni non di rado artificiose, sia stata recentemente rilevata anche dal Presidente della Repubblica nel suo intervento a Milano presso il Congresso della società Dante Alighieri. Tavoni ha ricordato come l’ICoN si sforzi invece da 15 anni per creare sinergie tra le università italiane, tanto che oggi aderiscono al Consorzio 19 atenei, che rappresentano circa la metà del sistema universitario del nostro Paese.
Tra le attività del Consorzio Tavoni ha inoltre segnalato l’attivazione di corsi di formazione on-line di lingua italiana destinati a studenti stranieri residenti all’estero e il programma “Scienza senza Frontiere” finanziato interamente dal Brasile che però rischia di non essere rinnovato per carenza di risorse finanziarie.
Tavoni ha anche ricordato la realizzazione, da parte dell’ICoN, di programmi destinati a studenti della scuola secondaria negli Usa e ulteriori corsi di formazione in Argentina e prossimamente nella Federazione russa. Dopo aver rilevato che è allo studio l’ipotesi di modificare lo statuto del Consorzio al fine di consentire l’adesione ad enti diversi dalle istituzioni universitarie, Tavoni ha osservato come, sul piano legislativo bisognerebbe favorire, con un partenariato tra pubblico e privato, la sinergia tra le strutture qualificate che operano nel settore della diffusione della lingua e della cultura italiana e tra queste e le imprese che promuovono il “made in Italy” nel mondo.
Rilevata inoltre da Tavoni la necessità di migliorare la qualità degli insegnanti di lingua italiana all’estero, che spesso non sono di nazionalità italiana, con un programma massiccio e capillare di “e-learning”, al quale occorre ricorrere sia per ragioni di economicità, sia per ragioni qualitative. Secondo il presidente dell’ICoN il programma “e-learning” consente infatti la realizzazione di materiali didattici di qualità, favorendo la creazione di gruppi di approfondimento fra i fruitori del programma. Poiché tuttavia l’e-learning incontra resistenze ad un suo autonomo sviluppo, auspica che il legislatore intervenga per favorire la diffusione di tale modalità di insegnamento.
Da Tavoni è stato anche segnalato l’importante ruolo svolto delle università e auspicato un intervento del legislatore che consenta di disciplinare adeguatamente la qualificazione necessaria all’insegnamento della lingua italiana all’estero. Chiesto inoltre di avvantaggiare quegli atenei, forniti di un alto rapporto di studenti stranieri rispetto al totale degli iscritti, nella ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario. “Gli studenti stranieri che frequentano le università in Italia, – ha spiegato Tavoni – saranno verosimilmente i futuri componenti della classe dirigente del loro Paese e, se avranno maturato un’esperienza positiva del loro periodo di studi universitari, non potranno non conservare nel tempo un rapporto di simpatia con l’Italia”.
Ha poi preso la parola Franca Orletti, ordinaria di linguistica dell’Università degli Studi Roma Tre e presidente del Consiglio scientifico-didattico dell’ICoN, che ha ribadito come i punti di forza del Consorzio vadano ricercati nella capacità di creare sinergia tra istituzioni universitarie e nel ricorso allo strumento dell’e-learning. Per quanto poi riguarda i prossimi obiettivi dell’ICoN la Orletti ha segnalato l’attivazione di corsi propedeutici per gli studenti stranieri che si recano a studiare in Italia, giovani che spesso non conoscono le caratteristiche del sistema universitario italiano, e l’istituzione di un corso di laurea magistrale che tenga conto dei nuovi settori di interesse della cultura italiana, ad esempio quelli del “gusto” e della “moda”, senza tralasciare i contenuti culturali tradizionali.
A seguire è nuovamente intervenuto il presidente Micheloni che ha invitato i rappresentanti dell’ICoN , a causa della mancanza di tempo, ad inviare per iscritto le risposte alle domande emerse durante il dibattito. Micheloni ha inoltre chiesto chiarimenti sulla prospettata sospensione, per ragioni di mancanza di fondi, dei corsi di formazione on-line destinati agli studenti brasiliani e circa il cofinanziamento dei progetti tra istituzioni pubbliche ed enti privati auspicato dal professor Tavoni.Una strada, quella del cofinanziamento, che per Micheloni, va assolutamente percorsa nel prossimo progetto di riforma sulla materia.
E’ poi intervenuta la senatrice Maria Mussini (Misto-MovX) che, dopo aver espresso il proprio apprezzamento sulle modalità di insegnamento on-line e sui forum dei discenti, ha domandato quale sia l’atteggiamento del Consorzio sulle eventuali prospettive di certificazione della qualità dei docenti, in particolare per quelli assunti “in loco” nei paesi stranieri. Per quanto riguarda gli studenti che desiderano cimentarsi con corsi di lingua italiana, la Mussini ha rilevato la necessità di effettuare delle indagini per individualizzazione dell’offerta secondo le diverse aree geografiche di provenienza degli studenti stessi. Per la senatrice inoltre gli studenti stranieri che desiderano frequentare l’università in Italia forse dovrebbero ricevere una istruzione di base di lingua italiana già nella scuola secondaria. Infine, senza nulla togliere all’utilità dell’insegnamento on-line, dalla Mussini è stata rilevata l’esigenza di una mobilità fisica degli insegnanti e dei discenti per evitare che la trasmissione della cultura italiana possa rimanere ancorata a stereotipi antiquati.
Dal canto suo il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto nella ripartizione Asia – Africa – Oceania –Antartide, dopo aver espresso piena condivisione con quesiti avanzati dal presidente Micheloni,
ha formulato una domanda di tipo provocatoria ovvero se non sia utile destinare le risorse italiane per la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo, oggi parcellizzate tra le diverse strutture italiane che si occupano di questa tematica, ai paesi stranieri che in questo settore, secondo la sua esperienza, appaiono i migliori promotori della nostra lingua. Per quanto poi riguarda la qualificazione degli insegnanti all’estero da Giacobbe è stato ricordato come l’abilitazione all’insegnamento si svolga in base alla legislazione locale. Il senatore del Pd ha infine sottolineato l’esigenza, al fine di promuovere una maggiore presenza di studenti stranieri in Italia, di non esigere preventivamente da questi giovani una buona conoscenza della lingua italiana, una prerogativa che invece può essere acquisita rapidamente durante il primo anno di studi.
In conclusione di seduta il presidente Micheloni, dopo aver ricordato che la prossima missione del Comitato si terrà in Germani, Belgio ed Inghilterra, ha sottolineato come per attrarre i discendenti delle nostre comunità all’estero verso la nostra lingua e la cultura “Il primo problema non sia il metodo di insegnamento dell’italiano, ma come ricreare in queste persone l’interesse all’italianità. Questo interesse – ha spiegato Micheloni – va però ricreato attraverso le lingue dei paesi dove le nuove generazioni vivono e risiedono. Insisto su questo aspetto, – ha aggiunto il senatore del Pd eletto nella ripartizione Europa – perché se ai nostri figli che vivono altre lingue e altre società ed hanno amici di 50 nazionalità diverse, li obblighiamo a vivere un pezzo di italianità, è come se io tentassi di riportare mio figlio nel ghetto dove sono vissuto. Un ghetto da cui siamo usciti. Dunque – ha concluso Micheloni – bisogna creare interesse verso la cultura italiana senza distinzione di nazionalità. Io credo che serva aprire una riflessione su questo punto che non è secondario per ciò che riguarda le nostre comunità nel mondo”. (Inform)