direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo una delegazione della Commissione antimafia italiana

LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa): “Le mafie sono troppo internazionali perchè l’Europa non si doti di uno strumento antimafia”

 

ROMA – “Le mafie sono troppo internazionali perchè l’Europa non si doti di uno strumento antimafia”: così Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa) alla Commissione Libertà civili, giustizia e Affari interni del Parlamento europeo, in cui è intervenuta quale membro della Commissione antimafia del Parlamento italiano.

Garavini ha segnalato come “le mafie agiscono a livello internazionale e fanno della caduta delle frontiere un loro punto di forza”, ricordando come la necessità di “un contrasto internazionale, capace di aggredire il fenomeno in modo sovranazionale” sia emersa in tutte le relazioni delle istituzioni antimafia (Commissione parlamentare antimafia europea, Direzione nazionale antimafia, Rapporto del Comitato per il semestre di Presidenza Ue della Commissione Antimafia). “Anche l’attentato di Berlino dei giorni scorsi – ha aggiunto la parlamentare democratica – rende plasticamente visibile il pericolo e la sfrontatezza della nuova dimensione mafiosa nel cuore dell’Europa”.

“Per di più – aggiunge Garavini – recenti inchieste e anche l’ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia rilevano come siano sempre più frequenti gli intrecci tra mafie e terrorismo di matrice islamica. Ecco perchè si rende utile ed urgente la concretizzazione della Procura Europea, sul modello della DNA italiana, che accentri in un’unica centrale le inchieste inerenti truffe amministrative a danno dell’Unione Europea, ma anche inchieste contro la criminalità organizzata a livello internazionale e contro il terrorismo”.

Per l’esponente democratica è dunque necessario “tenere monitorata la presenza delle mafie a livello europeo, spronare conseguenti interventi normativi e sensibilizzare i singoli paesi al rapido recepimento delle direttive europee”. “Anche il fatto che l’ultima Direttiva europea sulla confisca dei beni, a soli sei mesi dalla scadenza, sia stata implementata a livello nazionale da soli 4 paesi membri su 28, è la prova – conclude – di quanto sia necessaria una sede idonea europea volta al contrasto alle mafie”. (Inform)

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