ITALIANI ALL’ESTERO
Introdotta da Fucsia Nissoli Fitzgerald (Des – Cd, ripartizione America settentrionale e centrale) l’iniziativa che si propone di incoraggiare la circolazione di giovani e talenti italiani per favorire la loro proiezione internazionale e la ricaduta sul sistema Italia
ROMA – Si è svolta ieri la conferenza stampa di presentazione del progetto “Cervelli in viaggio”, iniziativa che si propone di incoraggiare la circolazione dei giovani e dei talenti italiani per favorire la loro proiezione internazionale ma anche la loro ricaduta sul sistema Italia, con l’investimento di quanto appreso per lo sviluppo del nostro Paese. Il modello è il programma “Torno subito” della Regione Lazio, che mette a disposizione risorse per giovani che vogliano fare un’esperienza all’estero includendo un percorso conclusivo in aziende della regione. Al programma ha aderito Learn Italy, agenzia culturale fondata 8 anni fa a New York, che ospita in quest’ambito un master in comunicazione e giornalismo ma intende ora promuovere nuove iniziative di internazionalizzazione rivolte a giovani, talenti e imprese italiane offrendo un hub di contatti, di confronti, di esperienze e di studio fra Usa e Italia.
Ad introdurre la conferenza Fucsia Fitzgerald Nissoli (Cd-Des), deputata eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, che ha segnalato quanto la formazione sia “uno strumento importante per governare i cambiamenti e per fare in modo che i giovani ne diventino i diretti protagonisti”. Auspicando un sempre maggior incontro tra “ingegno italiano e il mondo”, Nissoli ha poi rilevato come compito della politica sia quello di creare le condizioni per fare in modo che il nostro Paese diventi attrattivo per i talenti di tutto il mondo, augurandosi un cambiamento di mentalità che trasformi la dinamica della “fuga dei cervelli in cervelli in viaggio”.
Un cambiamento sollecitato anche dal moderatore dell’incontro, Gianni Lattanzio, segretario generale dell’Istituto per la Cooperazione con i Paesi Esteri, che ha ricordato come la “fuga dei cervelli” costituisca un impoverimento per il nostro Paese: “il fatto che, secondo una recente indagine Idos, il 60% dei laureati italiani pensi di emigrare all’estero è un dato preoccupante perchè vanifica l’investimento che il Paese ha fatto su di loro – afferma, pur rilevando come sia indispensabile il respiro internazionale della formazione per affrontare le sfide della crisi e competere in un mondo globalizzato. “La politica ha il dovere di rendere l’ambiente italiano attraente per ricercatori e talenti, per questo – ha concluso Lattanzio, – proprio come avviene in altri Paesi europei, credo che progetti come questo vadano moltiplicati a macchia d’olio”.
Ad illustrare il lavoro di Learn Italy è stato il presidente e fondatore Massimo Veccia, che ha ricordato come la sede newyorkese sia una scuola di lingua italiana che riscuote molto successo negli Stati Uniti, ricordando anche la nutrita presenza di connazionali che, “ovunque si trovino nel mondo, restano sempre fortemente legati al nostro Paese, anche più di noi, e che spesso dimentichiamo”. Rimarcata anche l’importanza dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, impegnati invece a tenere saldo il legame dei connazionali con la Penisola.
“Oggi Learn Italy – spiega Veccia – ha all’attivo 20 network in tutto il mondo e la nostra intenzione è quella di essere un supporto per i giovani e i talenti curiosi di comprendere come funzionano le cose all’estero, nei diversi settori, e di diventare un hub per le aziende, anche piccole, del turismo, della creatività, del design o della cultura che volessero affacciarsi al mondo della promozione della nostra cultura e del nostro saper fare all’estero, un mondo impegnativo ma anche molto affascinante”. A New York Learn Italy si appresta ad accogliere una decina di vincitori del bando “Torno subito” per un master di comunicazione e giornalismo, ma l’intenzione è quella di organizzare analoghi percorsi di perfezionamento e internazionalizzazione per giovani e talenti italiani.
Roberto Litta, esperto di marketing internazionale e scrittore, ha rilevato come oggi la non conoscenza dell’inglese sia da considerarsi quale “analfabetismo” che compromette lo schiudersi di opportunità professionali in un mondo del lavoro che non è più quello del passato, in cui spesso l’occupazione restava la stessa per tutta la vita. A un mercato altamente competitivo e sempre più frammentato non è corrisposto l’adeguamento dei sistemi di welfare e soprattutto un cambio di mentalità promotore di un più spedito e proficuo spirito di adattamento: “abbiamo incoraggiato i giovani a scegliere il percorso universitario in vista dell’occupabilità – afferma Litta – mentre è necessario che lo studio risponda ad una passione, per alimentare i talenti e le eccellenze”. L’auspicio è dunque la creazione di “un volano per sfruttare anche in Italia le competenze acquisite all’estero”, per fare in modo che l’Italia diventi più competitiva e capace di attrarre anche investimenti dall’estero, “che arrivano – ricorda Litta – se il progetto è valido e non per raccomandazione”. L’orgoglio che in special modo tanti connazionali emigrati all’estero nutrono per la storia del nostro Paese deve trasformarsi in un impegno “per costruire un futuro degno di questo passato – conclude Litta.
Un messaggio di saluto è stato inviato per l’occasione da Adriano Palozzi, vice presidente della Commissione Ambiente, Lavori pubblici, Mobilità, Politiche della casa e urbanistiche della Regione Lazio, che ha richiamato l’importanza del programma “Torno subito” e l’impegno della Regione per iniziative che possano dare “ai nostri giovani concrete speranze occupazionali e formative”. (Viviana Pansa – Inform)