ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Si è svolta , presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, la cerimonia di premiazione del “Premio Italia Radici nel Mondo – Toto Holding”, prima edizione del concorso letterario con protagonisti gli italiani all’estero e gli italo-discendenti. Nel corso del dibattito ha preso la parola il coordinatore del progetto Turismo della Radici del Maeci Giovanni Maria De Vita che ha sottolineato come il Ministero degli Esteri abbia sostenuto questo Premio nel quadro di un’iniziativa molto specifica volta a sottolineare l’esigenza di far conoscere la dimensione delle comunità italiane nel mondo. De Vita ha poi rilevato come il tema delle radici multiple sia presente anche in Italia, ad esempio in Calabria dove si fondono tante culture, come quelle spagnole, arabe e greche. “La cultura italiana – ha continuato il consigliere – è un fenomeno che viene discusso da questa impressionante collettività di italiani nel mondo che è la più grance comunità di espatriati. Noi calcoliamo che vi siano almeno 80 milioni di italo discendenti, ma sono stime al ribasso in quanto i dati al riguardo sono fornito solo da alcuni Paesi… Gli italiani all’estero – ha aggiunto De Vita – hanno portato la cultura italiana nel mondo e l’italiano è la prima lingua ad entrare storicamente nel cinema americano”. Il consigliere si è poi soffermato sull’iniziativa del Turismo delle Radici, sottolineando come il nome “Italea” che è stato dato al progetto, sia un incrocio tra i termini Ita, che sta per Italia e talea, cioè una pratica in agricoltura che consente ad una pianta di sopravvivere attraverso l’innesto in un’altra pianta. “Un po’ allegoricamente – ha spiegato De Vita – le talee sono rappresentate dalle varie comunità all’estero che sono fiorite e si sono sviluppate nei paesi dove si sono insediate, ma tutte sono rimaste attaccate al tronco dell’italianità che affonda le radici nelle nostre tradizioni, nel nostro stile di vita, nella lingua e nella cucina”. Il consigliere ha anche ricordato, a testimonianza della grande lungimiranza imprenditoriale dei connazionali all’estero, il contributo finanziario fornito dal banchiere italiano Giannini allo sviluppo negli Stati Uniti della moderna tecnologia dei computer. De Vita ha poi segnalato come il bando per i comuni sul turismo delle radici abbia permesso di creare una rete di interesse in 833 enti locali e di sviluppare le iniziative più varie. “Il Ministro degli Esteri è stato lieto di finanziare questo Premio – ha proseguito De Vita – perché il mondo degli italiani all’estero è una grande risorsa del nostro Paese, cosi come l’Italia rappresenta una grande opportunità per gli italiani all’estero. L’Italia fa parte del G7, è la capitale mondiale del design , ed è la seconda manifattura d’Europa. E’ un Paese che può anche rappresentare una porta di accesso per il mondo dei vantaggi e delle opportunità dell’Unione europea. E’ dunque importante che le due comunità, in Italia e all’estero, si conoscano. Il progetto Italea tende appunto a facilitare chi voglia intraprendere dal mondo il viaggio delle radici, e noi lavoriamo per organizzarlo”. Il consigliere ha inoltre segnalato come ad un anno dal lancio del Progetto sul turismo delle radici il portale Italea abbia avuto più di un più di un milione e quattrocentomila visualizzazioni, mentre circa 12.000 persone risultano iscritte al programma Italea Card che prevede benefici e sconti per chi viene in Italia per il viaggio delle radici. “Questo tipo di turismo – ha infine rilevato De Vita – si rivolge essenzialmente alle aree rurali italiane e quindi ha anche una valenza di decongestione dei grandi centri a vocazione turistica, come Firenze , Venezia o Roma . Ci si rivolge dunque ai piccoli comuni in cui gli italiani all’estero possono riscoprire le tradizioni della realtà d’origine” . (L.M./Inform)