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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Camera dei Deputati il convegno “Raccontare l’Italia oltre frontiera”

ITALIANI ALL’ESTERO

Promosso da Fabio Porta (Pd . ripartizione America Meridionale) in collaborazione con Filef Ets

 

ROMA – Si è tenuto alla Camera dei Deputati, presso Palazzo San Macuto, il convegno “Raccontare l’Italia oltre frontiera” dedicato al mondo degli italiani all’estero e al rapporto con i mezzi di informazione. L’incontro è stato promosso da Fabio Porta, deputato del Pd eletto nella ripartizione America Meridionale, in collaborazione con la FILEF ETS. Il moderatore Gianni Lattanzio (direttore editoriale Meridianoitalia.Tv) ha aperto i lavori evidenziando come i mass media all’estero nsiano molto importanti per fare da collante e unione all’interno della comunità emigrante, anche per il mantenimento dell’identità culturale. Lattanzio ha voluto citare il Presidente Mattarella che, durante gli Stati Generali della Lingua Italiana, parlò dell’importanza del sostegno pubblico indispensabile per la stampa e l’editoria italiana all’estero. Lattanzio ha anche sottolineato come le testate italiane possano dunque contribuire a fare rete all’estero. Il deputato del Pd Fabio Porta (eletto nella ripartizione America Meridionale) ha espresso soddisfazione per la possibilità dato da questo incontro di riflettere su un tema così importante. La prima considerazione fatta è politica. Porta ha parlato con rammarico di “una relazione inversamente proporzionale” tra l’arrivo sullo scenario istituzionale, nell’ultimo ventennio, degli eletti all’estero e la partecipazione istituzionale delle comunità italiane nonostante “la logica vorrebbe che accadesse il contrario”, ha evidenziato Porta che avrebbe desiderato una moltiplicazione di risorse. Porta ha poi ricordato l’importanza della stampa italiana all’estero e problema dei brogli elettorali “che non è attinente solo alla tecnicità del voto quanto alla qualità, ma anche al livello di coscienza degli elettori: un elettorato pigro non adeguatamente informato diventa più facilmente preda di fenomeni di manipolazione del voto”. Porta ha lamentato anche “una legislazione per i contributi alla stampa italiana all’estero anacronistica che può finire per penalizzare anche addetti all’informazione competenti”, ha aggiunto Porta sottolineando come le questioni della libertà di stampa stiano importanti. Pietro Lunetto (coordinatore nazionale FILEF) ha citato del materiale di repertorio dell’associazione, materiale risalente agli inizi degli anni ’90, dove già all’epoca si sollevavano questioni che sono ancora attuali. Oggi si ha sicuramente un’emigrazione più complessa formata da un’emigrazione storica, dai discendenti e dalla cosiddetta nuova mobilità. Lunetto ha ricordato l’esperienza di Radio MIR, nata nel 2020 dall’unione dell’esperienza giornalistica di Fabio Sebastiani insieme alla FILEF di Bruxelles. “È un’esperienza militante di persone che in questi anni hanno prodotto circa mille contenuti in modo totalmente volontario”, ha spiegato Lunetto lamentando l’esistenza di una narrazione sull’emigrazione generalmente limitata alla fuga dei cervelli. “Spesso non si raccontano gli esempi meno positivi con un movimento migratorio fatto anche di sconfitte”, ha sottolineato Lunetto lanciando la proposta di un’iniziativa all’anno per fare il punto su queste tematiche tentando di parlare con le istituzioni. Il Sottosegretario agli Esteri con delega per gli Italiani nel Mondo Giorgio Silli si è soffermato sul confronto che c’è negli altri Paesi rispetto al ruolo dei propri connazionali all’estero. “Sto cercando di avere un quadro generale sulla gestione di Paesi più o meno simili a noi per quanto riguarda la stampa e la rappresentanza. Il mondo va veloce e cambia: rispetto a 40 o 50 anni fa anche dal punto di vista dell’informazione si sono fatti passi in avanti, per non parlare delle strutture di collegamento tra italiani all’estero e Italia”, ha spiegato Silli evidenziando come la legge di istituzione del Cgie nasca nel lontano 1989. “Ho chiuso il mio intervento al Cgie chiedendo ai rappresentanti degli italiani all’estero di fare una riflessione congiunta, arrivando a un documento condiviso su come riformerebbero e attualizzerebbero certe cose a partire dallo stesso Consiglio Generale e dalla stampa italiana all’estero”, ha aggiunto Silli che, sempre in fatto di editoria, ha accolto con favore l’idea del Cgie di contribuire a una riforma condivisa della materia, con l’auspicio che si possa raccontare in modo efficace ed inclusivo il mondo degli italiani all’estero. ”. Il sottosegretario ha anche parlato della necessità di un testo che si occupi di tutti gli italiani all’estero a prescindere dalla loro estrazione politica. Silli, dopo aver ricordato che la Farnesina lavora per promuovere l’informazione e le storie d’emigrazione attraverso agenzie di stampa qualificate e anche con progetti come il turismo delle radici, ha sottolineato l’esigenza di migliorare la riforma del 2017, senza dimenticare il ruolo dei professionisti. “Spero davvero che questo evento sia l’innesco di una reazione a catena che porti per la stampa italiana all’estero a un disegno di legge condiviso”, ha concluso Silli.

Il deputato del Pd Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa,  ha ricordato come sia cambiato il mondo dell’emigrazione e dell’informazione che deve rispondere alle nuove esigenze degli italiani all’estero, ma rimanga la questione dei finanziamenti perché “senza soldi non si canta messa”, ha commentato con una massima Ricciardi. “Dovremmo iniziare a ragionare sulla qualità”, è stato l’invito di Ricciardi finalizzato a un percorso che favorisca ad esempio quelle testate che fanno un lavoro editoriale qualitativamente rilevante. Il deputato ha anche chiesto il ripristino della Commissione per la stampa italiana all’estero e ha accolto l’invito del Sottosegretario Silli a lavorare ad un testo condiviso.

Il senatore Pd Francesco Giacobbe (eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) ha a sua volta parlato dell’importanza della stampa in lingua italiana per la promozione dell’italianità e per la diffusione di notizie tra le comunità italiane nel mondo che altrimenti non sarebbero giunte nei Paesi più lontani. “La stampa italiana costituisce la memoria storica dell’emigrazione italiana”, ha rilevato Giacobbe invitando a trovare un accordo trasversale sulla salvaguardia di questa stampa per non perdere questa memoria. Anche Giacobbe si è dissociato dalla mera logica della fuga di cervelli perché all’interno dell’emigrazione ci sono diverse fasce di popolazione. Il Senatore ha anche invitato la stampa italiana all’estero a sviluppare nuovo temi dell’emigrazione e contribuire all’informazione di ritorno.

È stata presentata, nel corso del convegno, una ricerca sul mondo dei media italiani all’estero intitolata “Rivistando per il mondo”, realizzata da sconfinamenti.info in collaborazione con Radio MIR. ne ha parlato Valeria Camia precisando come la ricerca riguardi espressamente il mondo dell’italofonia. La ricerca ha riguardato sia testate e riviste storiche che nuove pubblicazioni: nelle interviste veniva chiesto quale fosse la storia della testata o della rivista. Camia ha spiegato come alcuni temi trattati nell’inchiesta siano stati anche il cosiddetto turismo di ritorno o la promozione delle eccellenze italiane all’estero, sempre dal punto di vista comunicativo. Un tema importante emerso è quello di creare sinergie tra stampa italiana all’estero e in territorio nazionale. Michele Schiavone (Segretario Generale del Cgie) ha ricordato come le tematiche qui trattate siano state oggetto del recente incontro avuto di recente tra lo stesso Cgie e il Sottosegretario agli Esteri Silli. Il segretario Generale ha auspicato una riforma della legge per la stampa italiana all’estero con nuove applicazioni.  Schiavone ha anche sollecitato il ripristino della Commissione per la stampa italiana all’estero presso Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio in cui possa confluire una rappresentanza esperta del Cgie con profonde conoscenze sul mondo della comunicazione. “Deve essere un impegno a lavorare e qualcosa da risolvere entro la fine dell’anno perché ci sono situazioni sfuggite di mano”, ha sottolineato Schiavone ricordando il contributo dato dal mondo della comunicazione estera e dell’associazionismo in favore dei connazionali durante il periodo pandemico. “La comunicazione, che oggi è di per sé strumento indispensabile per avvicinare il mondo globalizzato e tenere tutti i cittadini informati, diventa per noi materia di impegno perché le nostre comunità sono diventate sotto l’aspetto numerico delle grandi regioni e hanno bisogno di informazione”, ha evidenziato Schiavone convinto che il Cgie debba compiere uno sforzo per mettere in agenda un nuovo convegno per dare seguito all’odierno seminario al fine di offrire suggerimenti al parlamento e migliorie alla legislazione vigente. Giangi Cretti (Presidente FUSIE e della Commissione Informazione del Cgie) ha parlato di “un piccolo mondo antico consapevole di essere tale” per cui da parte degli operatori del mondo degli italiani all’estero “c’è la consapevolezza dei cambiamenti e delle modalità di fruizione ormai diverse”, ha esordito Cretti parlando di una sfida rispetto alla quale le testate però a volte non sono attrezzate. Cretti ha però voluto evidenziare come le testate all’estero per promuovere questo salto di qualità abbiano  bisogno anche delle istituzioni. Cretti ha sottolineato come la legge che disciplina il sistema dell’editoria all’estero necessiti di una riflessione che porti ad esempio al ripristino della già menzionata Commissione che fino al 2016 affiancava il Dipartimento informazione della Presidenza del Consiglio nella valutazione dei requisiti per i contributi alle testate italiane all’estero. “Su questo tema c’è urgenza”, ha precisato Cretti. Cretti ha poi rilevato come i pareri espressi dai Comites nei confronti della stampa italiana all’estero debbano essere espressi “su base oggettiva” . Cretti ha infine invitato ad una riflessione su come si fa informazione e su cosa sono i nuovi media.

Claudio Di Berardino (responsabile comunicazione INCA-CGIL) si è detto favorevole alla proposta di una sorta di ‘osservatorio’ quanto più largo possibile per portare avanti i temi qui trattati. Di Berardino ha invitato a prendere in considerazione l’idea di seguire un modello magari già in uso da altri Paesi. Di Berardino ha inoltre precisato come parlare di queste complessità serva a ragionare con il legislatore per trovare risposte concrete: utile sarebbe anche realizzare uno studio per comprendere di cosa si occupino a livello lavorativo i connazionali di nuova mobilità una volta raggiunta la destinazione estera.

Rino Giuliani (Vicepresidente nazionale FIEI) ha parlato di un quadro mutato tanto dal punto di vista innovativo che numerico per quanto riguarda il mondo degli italiani all’estero. Giuliani ha invitato a guardare con molta attenzione ai nuovi strumenti web che si occupano di comunicazione e alle piattaforme online. Salvo Li Castri (Vicepresidente ODG Sicilia- Usef) ha lamentato come si sia parlato poco di giornalismo in senso stretto. “Dovere della verità” è lo slogan usato per il sessantesimo anniversario della legge che disciplina l’attività giornalistica e risalente al 1963. Li Castri, dopo aver sottolineato l’importanza della professionalità, ha anche  ricordato il pesante tributo di sangue da parte dei giornalisti italiani negli ultimi decenni con undici cronisti uccisi mentre svolgevano il proprio lavoro. Il deputato del Pd Christian Di Sanzo, eletto nella ripartizione Centro e Nord America,  ha riflettuto su come è cambiata l’informazione per gli italiani all’estero. Secondo l’analisi di Di Sanzo, la nuova emigrazione non userebbe più questi mezzi tradizionali ma utilizzerebbe per lo più l’online per connettersi direttamente con le testate in Italia, bypassando così i mezzi di informazione locale. Un problema che va tenuto conto nell’elaborazione della riforma per la stampa italiana all’estero, puntando sull’informazione mirata delle comunità.  Il deputato si è detto convinto che si possa fare tanto anche senza proposte di legge: dal punto di vista pratico, per Di Sanzo, si può cambiare con circolari ministeriali e revisione dei regolamenti attuativi dell’editoria. Di Sanzo ha a sua volta espresso parere favorevole all’idea che venga ricostituita la più volte menzionata Commissione per l’editoria all’estero. Dello stesso parere anche il deputato Porta che ha chiuso questa prima parte del dibattito, sottolineando la necessità di fare presto per migliorare l’attuazione della legge per l’editoria all’estero e di puntare sulla professionalità dei giornalisti. (Inform)

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