direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Maeci la Conferenza dei Missionari Italiani nel Mondo: gli interventi istituzionali

FARNESINA

Di Maio: i missionari operano senza sosta nei contesti più difficili facendo ovunque la differenza

ROMA – La prima edizione della Conferenza dei Missionari Italiani nel Mondo si è aperta con la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricordato il ruolo fondamentale avuto nei decenni dalle opere missionarie in contesti complessi e non privi di rischi. “Altruismo, solidarietà e amore per il prossimo sono i principi cui si ispirano i missionari: valori rappresentati nella nostra Costituzione”, ha sottolineato Mattarella nel messaggio che è stato letto dal Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, Luigi Maria Vignali che ha coordinato i lavori dell’assemblea. “Il contributo dei missionari è stato ancor più rilevante nella fase più acuta della pandemia, specialmente alle latitudini più remote e nelle aree di crisi. E’ inestimabile il contributo di questi uomini e di queste donne con la loro dedizione e il loro rispetto della dignità della persona”, ha aggiunto Mattarella nel proprio indirizzo di saluto.  Nel suo intervento Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha ricordato i numeri della presenza dei missionari italiani nel mondo: circa 7mila persone, di cui 3mila volontari laici che rappresentano la prova dello spirito di solidarietà degli italiani.  “Assistenza ai più vulnerabili, ruolo di sostegno alle comunità italiane all’estero, opera di sensibilizzazione di responsabilità condivise dinanzi alle attuali sfide globali: i missionari operano senza sosta lontano dai riflettori nei contesti più difficili facendo ovunque la differenza e rappresentando un punto di riferimento”, ha esordito Di Maio che ha poi riepilogato alcune tappe storiche dell’emigrazione italiana. Per esempio l’America Latina di fine ‘800 e le missioni salesiane in Argentina. In Africa è stato menzionato il ruolo delle suore francescane note per la gestione dell’ospedale italiano a Tangeri o ancora la presenza dei missionari nelle regioni del Sahel, dell’Etiopia o della Repubblica Democratica del Congo. Un pensiero è stato rivolto all’Ambasciatore Luca Attanasio scomparso in Africa in un tragico attentato. Di Maio ha rievocato anche l’impegno dei missionari in Asia e in Medioriente, in contesti dove diverse confessioni religiose spesso non trovano tutele. “Molti sono i missionari sequestrati o uccisi a causa della loro fede e per il loro operato a favore dei più deboli”, ha aggiunto Di Maio evidenziando l’impegno dell’Italia nel promuovere la libertà di religione e la protezione dei diritti delle minoranze religiose. Il Ministro ha sottolineato anche il ruolo dei missionari nell’accompagnamento e nell’accoglienza dei nostri emigranti, anche facendo opera di scolarizzazione e diffondendo la conoscenza della lingua e della cultura italiana.  Di Maio ha parlato del ruolo delle confessioni religiose anche in temi di grande attualità come la lotta ai cambiamenti climatici: un appello è stato in tal senso portato avanti dalle diverse confessioni in vista della Conferenza Cop26 di Glasgow. “La realtà geopolitica odierna richiede un sempre più stretto rapporto con le istituzioni: l’auspicio è che tra la rete diplomatico-consolare e quella dei missionari ci sia un dialogo sempre più efficace anche per interventi emergenziali a sostegno dei connazionali”, ha precisato il Ministro che ha concluso ricordando che se l’Italia è conosciuta e apprezzata nel mondo lo si deve molto al contributo dei missionari italiani all’estero.  Monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario di Stato del Vaticano, ha parlato del coraggioso esempio e della testimonianza di fede dei missionari. Gallagher ha citato un pensiero di Papa Francesco circa il bisogno urgente di “missionari di speranza per ricordare profeticamente che nessuno si salva da solo”. In questo senso “il missionario non deve essere una persona perfetta ma una persona piena di entusiasmo per vivere nella certezza dell’amore di Dio”, ha spiegato il Monsignore rivendicando il diritto alla libertà di religione e un’effettiva fratellanza tra i popoli. Il Professor Alberto Melloni, storico delle religioni presso l’Università di Modena-Reggio Emilia, ha ricordato come in epoche in cui le donne non godevano ancora di alcune tra le più basilari libertà civili potevano però viaggiare al seguito dell’emigrazione ed era appunto quanto accadeva all’interno del mondo dei missionari. Melloni ha però sottolineato come la genesi della categoria dei missionari italiani sia convenzionalmente fatta risalire a partire dall’Unità d’Italia, mentre in realtà ha origini ancora più antiche. “Tra questi cristiani d’Italia ci sono persone che sono partite non per evangelizzare ma anzi per proteggere la fede di milioni di sottoproletari: questo è per esempio il caso di Don Bosco”, ha spiegato Melloni ricordando però anche il ruolo degli scalabriniani. E ancora la presenza dei missionari tra le persone più vulnerabili in giro per il mondo: “dove essi non ci sono, è mancata la Chiesa ma è mancato anche lo Stato che non ha saputo ascoltare la voce di chi chiedeva”, ha puntualizzato Melloni. Il Sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha concluso i lavori della Conferenza ricordando il legame che le missioni hanno con la cultura e con la lingua italiana. “C’è anche un aspetto che lega la vostra presenza alla promozione della conoscenza linguistica”, ha spiegato Della Vedova. “Abbiamo un numero sempre maggiore di italiani residenti all’estero, in crescita soprattutto in Europa. Credo che le testimonianze odierne abbiano restituito ciò che volevamo: cioè una presenza che ha per definizione una connotazione religiosa e spirituale ma anche valori fortemente coincidenti con quelli delle istituzioni”, ha aggiunto il Sottosegretario menzionando a tal proposito il passaggio sui valori costituzionali dei missionari già citato nei saluti di Mattarella. “Promozione umana e diritti umani viaggiano di pari passo: si è parlato di promozione dell’istruzione tra i ragazzi e di promozione dei diritti delle donne. I missionari sono presidi di tolleranza e di non violenza e volevamo che questo venisse testimoniato. I missionari ci hanno anche spiegato il loro ruolo di mediazione culturale”, ha precisato della Vedova ricordando che i politici e le cariche istituzionali cambiano mentre i missionari restano nel tempo. “Mi auguro che da qui possa rinforzarsi una cooperazione che già c’è: abbiamo anche ascoltato quanto questi italiani nel mondo avessero da dire al Governo”, ha evidenziato il Sottosegretario sottolineando come per la positiva immagine dell’Italia nel mondo sicuramente i missionari giochino un ruolo importante accanto a quello dei ricercatori o di altre figure prestigiose che danno lustro al nostro Paese. Un lavoro , quello dei missionari nel mondo, su cui la Farnesina continuerà ad avere la massima attenzione.  Nel corso dell’incontro il Direttore Generale Vignali ha ricordato fra i vari spunti di discussione l’importante apporto dei missionari italiani nel  mondo nel difficile periodo dell’emergenza del coronavirus. “Prosegue la collaborazione della Farnesina e della sua rete diplomatica consolare – ha affermato al termine dei lavori Vignali – con le missioni italiane nel mondo A seguito di questa giornata lanceremo delle indicazione alle ambasciate e ai consolati affinché possano essere ulteriormente rinsaldati i legami di collaborazione, di vicinanza e di progettualità congiunta fra rete diplomatica consolare e i missionari nel mondo. Continueremo quindi a lavorare insieme”. (Simone Sperduto/Inform)

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