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A Rovereto, “C’è tempo per le nespole. Nuove narrazioni dalla Grande Guerra”

MEMORIA

Mostra al Museo Storico Italiano della Guerra

ROVERETO (Trento)   “C’è tempo per le nespole. Nuove narrazioni dalla Grande Guerra”. A cento anni esatti dall’istituzione dei parchi della Rimembranza sorti all’indomani della Prima Guerra Mondiale per onorare il sacrificio dei caduti, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto presentano la mostra a cura di Francesca Fabiani, Alessandro Coco con Chiara Capodici, Peter Lang, Francesca Lazzarini.

Il titolo della mostra trae ispirazione da un proverbio che compare in una lettera inviata dai familiari a un soldato sul fronte di guerra: “Con il tempo e con la paglia maturano le nespole”, un’esortazione a sopportare con pazienza la situazione, in attesa di tempi migliori.

L’esposizione, aperta da qualche giorno e visitabile fino al prossimo 9 ottobre,  intende sollevare interrogativi intorno al tema del monumento e della memoria proponendo una selezione di opere degli artisti Fabrizio Bellomo, Riccardo Cecchetti, Claudio Gobbi, Stefano Graziani, Hitnes, Alessandro Imbriaco, Taiyo Onorato & Nico Krebs, Moira Ricci.

“Questa mostra organizzata dall’ICCD – afferma il ministro della Cultura Dario Franceschini – unisce l’importanza della memoria storica alla forza creativa dell’arte contemporanea, un’alleanza fruttuosa tra passato e presente per non dimenticare gli anni bui della Grande Guerra. Un’attenzione che passa anche attraverso il programma di tutela e valorizzazione di fortificazioni, monumenti e parchi della Rimembranza che vede impegnato il Ministero”.

La decisione di costituire i parchi e i viali della Rimembranza per ricordare i soldati morti in guerra risale al decreto Lupi del 27 dicembre 1922, il quale stabilì che fosse creato un viale o un parco in ogni Comune d’Italia e affidò alle scolaresche il compito di piantare un albero per ciascun caduto. I parchi e i viali della rimembranza sono riconosciuti come patrimonio culturale così come i monumenti ai caduti, tra cui l’Altare della Patria a Roma è il più noto. Di questi luoghi della memoria sparsi su tutto il territorio mancava fino ad oggi una mappatura completa che ne rilevasse l’esatta posizione e lo stato di conservazione. Il progetto che ha preceduto la mostra ha dato avvio ad un capillare censimento che ha portato alla catalogazione di oltre 2100 beni tra parchi, giardini, monumenti, viali, sacrari e lapidi, incrementando così gli oltre 9500 catalogati in precedenza. Tutti i beni sono stati georiferiti, corredati di documentazione e di una planimetria del parco con le specie botaniche ancora presenti.

Al censimento dei beni è stata affiancata la committenza delle opere in mostra, destinate alle Collezioni di Fotografia Contemporanea dell’ICCD e realizzate riflettendo i diversi approcci che ciascun artista ha messo in atto. Si tratta di lavori eterogenei che spaziano dalla performance all’installazione, dalla fotografia di documentazione all’illustrazione, e che indagano i molteplici aspetti connessi al tema della memoria e del monumento: l’aspetto formale, la connotazione architettonica e il rapporto col paesaggio, l’uso nel tempo, il legame con la memoria privata, le tante implicazioni storiche, simboliche, sociali.

Il lavoro ha arricchito la mappa delle conoscenze sul patrimonio legato al primo conflitto mondiale con schede, documenti, studi che raccontano i luoghi della memoria, fornendo così il primo strumento utile per la loro tutela e valorizzazione.

Due pubblicazioni edite da Danilo Montanari Editore accompagnano la mostra: la prima, omonima, C’è tempo per le nespole. Nuove narrazioni dalla Grande Guerra; la seconda, HitneS – Memorie Viventi. Alberario della Grande Guerra, libro d’artista che invita a creare il proprio alberario e ad appropriarsi del significato legato alla memoria di chi ha sacrificato la vita nella Grande Guerra. La mostra è un’iniziativa #iccdoffsite realizzata con la media partnership di Rai Cultura. (Inform)

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