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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma l’evento “Venti anni di Uim. Venti anni con i lavoratori italiani nel mondo”

ASSOCIAZIONI

Il dibatto su temi e istanze relativi al mondo dei connazionali all’estero: servizi dei patronati e legge di stabilità, associazionismo, promozione di lingua e cultura italiana, vecchia e nuova emigrazione. Tra gli interventi quello di Franco Fatiga, tra i promotori del sodalizio, del responsabile del Pd per gli Italiani nel mondo, Eugenio Marino, del segretario del dipartimento Estero della Uil Scuola, Angelo Luongo e del coordinatore Uim Europa Dino Nardi. Le conclusioni affidate al segretario organizzativo della Uil Pierpaolo Bombardieri

ROMA – Celebrato venerdì scorso un importante traguardo dell’Unione Italiani nel Mondo con l’evento intitolato “Venti anni con i lavoratori italiani nel mondo”, incontro cui hanno partecipato direttivo e delegati dalla Uim, esponenti del sindacato Uil e del patronato Ital e anche alcuni parlamentari eletti nella circoscrizione Estero.

Dopo una prima parte di interventi istituzionali (vedi http://comunicazioneinform.it/oggi-a-roma-levento-venti-anni-di-uim-venti-anni-con-i-lavoratori-italiani-nel-mondo/) è seguito un dibatto su temi e istanze relativi al mondo dei connazionali all’estero, concluso dall’intervento del segretario organizzativo della Uil Pierpaolo Bombardieri.

Si è soffermato su “professionalità ed entusiasmo” degli operatori di patronato Ital e dei soci Uim Franco Fatiga, tra i promotori della Uim, che ha ripercorso le sfide affrontate e vinte in questi 20 anni di attività. Sugli argomenti di più specifico interesse per i connazionali all’estero, Fatiga ha sollecitato “l’autonomia del Cgie” che, a suo avviso, dovrebbe operare al di fuori “dalla tutela del Ministero degli Affari Esteri”, e mostrato di ritenere i tagli annunciati nella legge di stabilità il frutto di “un attacco ai corpi intermedi che tende a minare la qualità della vita democratica, riducendola al voto, contraddistinto ormai sempre più da campagne elettorali impostate su strategie di marketing che come una presa di coscienza politica”.

Per il presidente Caf Uil Giovanni Angileri i tagli “sono immotivati e non rendono giustizia al nostro lavoro”, per cui chiede l’intervento dei parlamentari in proposito, ricordando come le risorse a disposizione dei Caf attualmente già non siano sufficienti a coprire i costi del personale e la mole di lavoro svolta a sussidio e molte volte in sostituzione dell’Inps.

Di un rilancio del dialogo tra il Pd e il mondo dell’associazionismo e dei patronati all’estero ha parlato Eugenio Marino, responsabile Pd per gli Italiani nel mondo, che ha rilevato come associazioni e patronati diventino “sempre più centrali per le comunità e i rappresentanti istituzionali” visto “l’alleggerimento e l’arretramento sempre più consistente dello Stato sul territorio e con il rinsecchirsi obbligato dell’erogazione dei servizi da parte delle istituzioni competenti”. Per Marino però queste realtà “vanno riviste” e devono “diventare quello strumento al quale lo Stato affida parte di quelle competenze che da solo non riesce più a svolgere e che non può delegare ai privati, pena costi spesso insostenibili per i moltissimi che non potrebbero permetterseli”, “essere, come già spesso fanno, luoghi di riferimento non solo e non esclusivamente dell’emigrazione tradizionale, ma luogo di accompagnamento all’inserimento anche dell’emigrazione recente”. Il responsabile democratico sollecita poi “il governo a dimostrare con maggior coraggio che vuole stare anche con i lavoratori italiani all’estero, quelli che sono via da tempo e i tanti che continuano a partire oggi e hanno bisogno di assistenza, tutela, servizi, accompagnamento e informazioni” e si augura che venga ripresa in tempi brevi la “discussione sulle forme, i paletti, le garanzie, le sanzioni per arrivare alla firma della convenzione tra patronati e Maeci”.

Si sofferma invece sul fronte promozione di lingua e cultura italiana nel mondo Angelo Luongo, segretario del dipartimento Estero della Uil Scuola, che segnala come il mondo della scuola italiana rappresenti anche “un modello che abbiamo esportato con successo all’estero”, modello “unico e vincente” che esige però da tempo un rinnovo: “ di commissioni ed indagini conoscitive ne abbiamo viste molte – ribadisce, – ma di fatto restiamo ancorati alla legge del 1971, che regolamenta l’insegnamento dell’italiano come lingua madre a nuove generazioni nate all’estero le cui condizioni ed esigenze sono molto diverse da quelle del passato”. “Nel frattempo la recente norma approvata dal Parlamento sulla Buona scuola prevede una delega per la riforma del nostro mondo all’estero – ricorda Luongo, sollecitando i presenti a seguire con attenzioni i decreti attuativi in proposito, affinché non si disperdano le buone prassi messe in campo sino ad oggi e “il sistema delle scuole all’estero venga inserito nella strategia di promozione culturale dell’Italia nel mondo”.

Enrico Matteo Ponti della Uil Pa si sofferma invece sulle problematiche connesse al mancato rinnovo contrattuale dei dipendenti del pubblico impiego e sollecita a una consultazione permanente di tutte le organizzazioni Uil per “una sinergia di azione più efficace” su tutti i fronti aperti che coinvolgono i lavoratori in Italia e all’estero. Di seguito è intervenuto anche il vice direttore del’Istituto di previdenza albanese Astrit Hado, che ha segnalato come la recente apertura di una sede Uim in Albania comporti un’istituzionalizzazione della collaborazione tra i due Paesi che egli si augura porterà alla firma di una convenzione in materia di previdenza sociale, ritenuta necessaria.

Silvano Miniati torna a ribadire l’importanza dei corpi intermedi e sollecita un confronto con il governo che entri nel merito delle questioni – segnala in particolare, tra le problematiche degli immigrati in Italia, l’orientamento e l’accoglienza agli studenti stranieri nelle nostre università, – mentre il presidente della Uim Vicenza, Abasimi Gilbert, sottolinea come i flussi migratori non possano essere fermati ma vadano governati, esprime soddisfazione per le nuove norme sulla cittadinanza recentemente approvate dalla Camera dei Deputati, una materia per cui la Uim – ricorda – si è fortemente battuta, – e cita, tra i temi su cui lavorare, la stipula di convenzioni previdenziali con i Paesi di origine degli immigrati presenti nella Penisola.

Sollecita la mobilitazione contro i tagli ai patronati italiani all’estero Giovanni Casale dell’Ital di Bruxelles mentre Dino Nardi, coordinatore della Uim Europa, ricorda come l’associazionismo sia alla base del sistema di rappresentanza degli italiani all’estero – consulte regionali, Comites, Cgie e parlamentari. “Le associazioni sono i sensori delle problematiche che emergono sul territorio e nelle comunità – afferma Nardi, ricordando come, senza le prime, gli altri organismi di rappresentanza “non saprebbero di che cosa parlare”. Una realtà che diviene tanto più importante – rileva Nardi – con la razionalizzazione della rete consolare, cui corrisponde una riduzione dei Comites mentre non diminuisce la collettività residente all’estero, con “la scomparsa dei rappresentanti della circoscrizione Estero nel futuro Senato, con i tagli al Cgie e quelli ai patronati”. “L’associazionismo sopravviverà perché non dipende da nessuna legge, vive di vita propria – conclude Nardi, rilevando l’unicum rappresentato dalla Uim, legata al complesso mondo dei lavoratori attraverso i diversi dipartimenti della Uil a cui giovano anche le collaborazioni istituite nel mondo con i diversi sindacati locali.

Nella conclusioni, affidate al segretario organizzativo della Uil, Pierpaolo Bombardieri, il richiamo allo “spirito di solidarietà e mutualità” dei soci Uim, spirito che costituisce il nutrimento dello stesso impegno sindacale e “che nessun governo o legge finanziaria potrà mai cancellare”. Per Bombardieri “ciò che sta alla base dei tagli al sociale non è la spending review ma un modello di società individualista, che esalta chi è più furbo, chi ha successo”, un modello che è contrario – ribadisce – a quello “del noi”, cui si ispira il sindacato. “Contraddittorio” inoltre per Bombardieri che si parli di un taglio di 48 milioni di euro a danno dei patronati proprio mentre si acquista un nuovo areo di Stato di 175 milioni di euro, contraddizione che “il sindacato – dice – non si stancherà di richiamare, entrando nel merito delle questioni e sollecitando il governo a rispondere sul modello di società che intende costruire”. (Viviana Pansa – Inform)

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