MOSTRE
PECHINO – La pittura veneziana a Pechino. In corso al Museo Nazionale della Cina di Piazza Tienanmen la mostra “Gloria di Luce e Colore. Quattro secoli di pittura a Venezia”.
Sono 77 le opere tra dipinti e sculture provenienti da importanti musei italiani: Musei Civici di Venezia, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Gallerie degli Uffizi, Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Galleria Spada, Accademia Nazionale di San Luca, Musei Capitolini
L’esposizione, che potrà essere visita fino al prossimo 20 ottobre, si propone di dare lucida dimostrazione degli accennati caratteri di straordinaria unicità della pittura prodotta a Venezia fra Quattrocento e Settecento. Nel contempo, ha l’ambizione di tracciarne, almeno per sommi capi, il pluri-secolare sviluppo. Ciò, attraverso una calibrata successione di eloquenti esempi – i dipinti esposti – tutti significativi sia del preciso contesto culturale e storico che li vide nascere, sia della individuata personalità del pittore creatore.
Il racconto si dipana dal primo Rinascimento coi suoi valori peculiari: la riscoperta dell’Antico, la realtà dell’uomo e della natura, la poesia del paesaggio, il racconto per immagini (Mantegna, Alvise Vivarini, Gentile Bellini, Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Carpaccio).
Il grande Cinquecento si apre con le seduzioni del colore ‘tonale’ tutto e solo veneziano, ma anche con intima introspezione psicologica (Giorgione, Tiziano, Savoldo, Lorenzo Lotto). Poi la pittura, impregnatasi di raffinato e talvolta potente ‘manierismo’ sugli esempi giunti da Roma, segnerà un particolare momento di gloria politica e d’immagine della Serenissima (Veronese, Tintoretto, Jacopo Bassano).
Le successive età del Barocco, del Rococò, fino alle soglie di un ritrovato classicismo attraggono con irresistibili seduzioni di colore e luce (Sebastiano Ricci, Rosalba Carriera, Giambattista Piazzetta), ma anche di piacevole racconto (Pietro Longhi), fino alle ‘messe in scena’ del ‘mago del pennello’ Giambattista Tiepolo. Non da meno è l’ammirata specialità veneziana della ‘veduta’, dominata in contrapposto dalla maestria scientifica di Canaletto e dall’estro poetico e lieve di Francesco Guardi, conviventi espressioni di illuministica razionalità ordinatrice e di inquieta sensibilità, in un mondo ormai mutato che, tramontata la Serenissima con le ragioni che per tanti secoli la fecero grande, così consegnava Venezia al mito perenne.
L’esposizione parte dal primo Rinascimento (Mantegna, Alvise Vivarini, Gentile Bellini, Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Carpaccio), attraversa il Cinquecento (Giorgione, Tiziano, Savoldo, Lorenzo Lotto, Veronese, Tintoretto, Jacopo Bassano) e le successive età del Barocco e del Rococò fino alle soglie di un ritrovato classicismo (Sebastiano Ricci, Rosalba Carriera, Giambattista Piazzetta). In mostra anche opere di Pietro Longhi, Giambattista Tiepolo e l’ammirata specialità veneziana della ‘veduta’ rappresentata da Canaletto e da Francesco Guardi.
La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. La cura scientifica è di Andrea Bellieni, direttore del Museo Correr di Venezia. Il progetto si colloca nell’ambito del Memorandum d’Intesa sul Partenariato per la Promozione del Patrimonio Culturale tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica italiana e l’Amministrazione Statale per il Patrimonio Culturale della Repubblica Popolare cinese ed è realizzato dalla dalla Direzione Generale Musei del Mibact. Da questo accordo nasce un forte impulso alla collaborazione tra musei cinesi ed italiani per la promozione della cultura cinese in Italia e della cultura italiana in Cina. Questa mostra è il terzo progetto espositivo presentato dal Mibact in Cina, dopo “Rinascimento a Firenze. Capolavori e Protagonisti” (6 luglio 2012/30 aprile 2013) e “Roma ed il Barocco” (aprile 2013 / marzo 2015).(Inform)