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A “L’Italia con voi”, in collegamento da Sydney, Nadia Fronteddu racconta la sua storia di expat prima in Europa dell’Est, poi in Arabia e in America latina

ITALIANI ALL’ESTERO

A “L’Italia con voi”, in collegamento da Sydney, Nadia Fronteddu racconta la sua storia di expat prima in Europa dell’Est, poi in Arabia e in America latina

La puntata dell’8 marzo è stata dedicata alla Giornata Internazionale della Donna

(fonte immagine Rai Italia)

ROMA – Nel corso della puntata andata in onda per la Giornata Internazionale della Donna di “L’Italia con voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, in collegamento da Sydney è intervenuta Nadia Fronteddu, connazionale che prima di approdare in Australia ha vissuto in numerosi altri Paesi, in Europa e America latina.

Nadia è un ingegnere e spiega che per lei “l’8 marzo significa tanto”, considerando “quanto ancora dobbiamo lavorare per farci strada nel mondo e per continuare quello che le donne hanno cominciato prima di noi” in tema di riconoscimento della parità dei diritti.

In Australia, è autrice di un podcast, intitolato “Vita da expat”, che “è dedicato a tutti gli italiani in giro per il mondo e anche agli italiani in Italia che magari hanno voglia di scoprire il mondo e pensano di cercare fortuna all’estero”. Lo scopo dell’iniziativa è “raccontare il mondo reale” di chi all’estero vive la propria quotidianità.

A proposito della sua esperienza di espatriata in più Paesi, Nadia sottolinea che la caratteristica più importante in questi casi è “cercare di adattarsi, vivere in un posto abbracciando la cultura che trova”, sottolineando che a volte lo “shock culturale” può essere forte anche in Paesi che pensiamo molto simili all’Italia. “Per esempio, qui a Sydney la vita comincia alle 5 del mattino e alle 6 di sera è tutto chiuso”: un ritmo di vita diverso da quello italiano e a cui non è stato facile adattarsi, specie dopo aver vissuto in Argentina, “dove invece – spiega Nadia – era tutto l’opposto”.

Sul fronte della parità tra uomo e donna, però, “l’Australia è un Paese in cui il gap culturale ed economico è veramente appianato – aggiunge Nadia, segnalando come ben diverse siano state invece le sue esperienze in Argentina, Perù, o in Arabia Saudita. Anche nei Paesi dell’Europa dell’est – ha vissuto in Serbia, Romania e Bulgaria – ha trovato “una società ancora abbastanza maschilista”, retaggio di un regime che raffigurava le donne unicamente come “mogli, madri e lavoratrici istancabili”.

Nella sua intervista spiega come i pregiudizi li abbia affrontati anche nella sua carriere lavorativa, in un ambiente prettamente maschile. In Australia invece è meno difficile, e “c’è moltissima assistenza sociale – spiega, segnalando come lo Stato aiuti molto anche le donne in gravidanza e le madri. (Inform)

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