ITALIANI ALL’ESTERO
Fra gli argomenti affrontati i ricercatori all’estero il rinnovo dei Comites e gli Stati Generali della Lingua e Cultura Italiana nel Mondo
“Spero che l’elezione dei nuovi Comites consenta il passaggio dalla vecchia alla nuova generazione. Tanti giovani lo vorrebbero”
ROMA- Al margine della presentazione a Roma del Rapporto Italiani nel mondo 2014, la pubblicazione realizzata dalla Fondazione Migrantes, il sottosegretario agli Esteri con delega per gli italiani nel mondo Mario Giro ha risposto ad alcuni quesiti di Inform e di altri giornalisti su varie tematiche connesse alla realtà dei connazionali all’estero. Si è parlato dei nostri ricercatori all’estero, delle elezioni dei Comites e degli Stati Generali della Lingua e Cultura Italiana nel Mondo.
“Certo l’Italia soffre, – ha esordito Giro rispondendo ad una domanda sulla crescita del tasso di natalità delle nuove generazioni all’estero – vi sono poche nascite in Italia dove non abbiamo le politiche sociali per la famiglia messe in atto da altri Paesi. Questo lo sappiamo. Vi è poi un’altra questione. Si fanno sempre meno figli in Italia perché c’è un’aria imposta da un’atmosfera che non riscontiamo altrove. Un’atmosfera che va cambiata e non è presente in altri Paesi come la Francia. Se guardiamo ad esempio “Italy in a Day”di Gabriele Salvatores troveremo molti bambini e poiché “Italy in a Day” può essere paragonato ad un “mega selfie” , questo ci dice che gli italiani non hanno perso il desiderio di avere figli, ma soltanto che c’è l’idea che non si possono fare i bambini perché siamo un paese in crisi. Io questo lo contesto perché è il risultato del nostro vittimismo che diventa pessimismo e alla fine immobilismo”.
Da Giro sono poi stati ricordati i successi ottenuti in campo economico e dal punto di vista dell’integrazione dalle nostre comunità all’estero. “Quella degli italiani nel mondo – ha affermato il sottosegretario – è una storia di grande successo che ha tanti anni alle spalle, ha dei prodromi che non bisogna dimenticare e che fa parte del nostro carattere nazionale. Quindi secondo me bisogna parlare di questa storia in maniera positiva superando l’idea da “Ultimo dei Mohicani” di chi lamenta il disinteresse della stampa per queste tematiche e lo scarso numero delle persone che si occupano di queste cose. In realtà questa non è una questione da “Ultimo dei Mohicani”, perché nel mondo vi sono ottanta milioni di italiani e italo discendenti che hanno molto da dirci”. Per quanto poi riguarda i numerosi ricercatori che lasciano l’Italia Giro ha spiegato come questi giovani si rechino all’Estero soprattutto “per studiare in Università più prestigiose, in centri di ricerca affermati o per cercare un’occupazione migliore, ma migliore nel senso di guadagnare di più . Ormai – ha aggiunto Giro – i giovani si spostano perché nell’ambiente scientifico di ricerca spostarsi è la norma. …. Oggi – ha proseguito il sottosegretario sollecitato dalle domande dei giornalisti – abbiamo una legge per il rientro dei ricercatori in Italia, ma non funziona perché non è questo il problema, cosa significa tornare in Italia visto che la comunità scientifica è una sola?. Vi sono dunque ricercatori che tornano, ma anche quelli che restano. .. L’importante – ha concluso Giro – è non continuare ad avere un atteggiamento vittimista nel raccontare i ricercatori”.
Il sottosegretario ha poi risposto alla nostra domanda sulla possibilità di coinvolgere le nuove generazioni nelle elezioni dei Comites che si svolgeranno il 19 dicembre prossimo. “Lo spero tantissimo, – ha detto – vorrei che l’elezione dei nuovi Comites consentisse il passaggio dalla vecchia generazione verso la nuova generazione . Ho incontrato tanti giovani che lo vorrebbero. Però è la prima volta che utilizziamo per il voto il sistema dell’inversione dell’opzione , cioè per votare bisognerà preventivamente iscriversi in una lista elettorale . Quindi credo che ci vorrà tempo”. Per quanto poi riguarda gli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo , in programma a Firenze dal 21al 22 ottobre, Giro ci ha spiegato la necessità “di dare più lustro alla lingua italiana. E’ una questione importante, perché la nostra lingua è molto apprezzata all’estero. Anche questo – ha concluso Giro – è un altro dei fattori su cui non dobbiamo più piangerci addosso, guardiamo le cose come stanno, con più realismo”.(G.M. – Inform)