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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A colloquio con il coordinatore del Maeci per il turismo delle radici Giovanni Maria De Vita

ITALIANI ALL’ESTERO

 

E’ importante che ci sia un confronto costante sui temi del turismo delle radici. E’ fondamentale avere l’esperienza teorica,  ma è altrettanto importante l’esperienza diretta e pratica di chi lavora sul campo con le comunità

 

ROMA – Si è svolta alla Camera dei Deputati la XV edizione delle “Giornate dell’emigrazione”. Un incontro promosso dall’Asmef che è stato caratterizzato da alcune tavole rotonde dedicate al turismo delle radici e alla rivalutazione dei borghi. Due tematiche strettamente legate al rilancio del turismo in Italia. Per avere uno sguardo di insieme sulla variegata tematica del turismo delle radici e in particolare sull’articolato progetto messo in atto su questa materia dal Ministero degli Affari Esteri, che nelle scorse settimane ha siglato in proposito un accordo con il Ministero della Cultura nell’ambito del piano di investimenti del PNRR, a margine dell’incontro alla Camera abbiamo rivolto alcune domande al coordinatore del Maeci per il turismo delle radici, il Consigliere Giovanni Maria De Vita.

       

Dopo le restrizioni della pandemia alla Camera dei Deputati si torna a parlare di italiani all’estero e del turismo delle radici in un evento promosso in presenza dall’associazione Asmef. Cosa ci può dire in proposito?  

 

È una grande occasione quella odierna non solo perché appunto torniamo a confrontarci di persona dopo due anni abbastanza difficili, ma soprattutto perché questo convegno ha avuto un focus su delle esperienze del turismo delle radici portate avanti da imprese, da aziende e da amministrazioni comunali che speriamo possano essere una indicazione e una buona prassi per quanti  si avventurano o decidano di intervenire in questo settore. E’assolutamente importante che ci sia un confronto costante su questi temi. E’ fondamentale avere l’esperienza dal punto di vista teorico delle tematiche che affrontano il turismo delle radici,  ma è altrettanto importante l’esperienza diretta e pratica di chi lavora sul campo, di chi si confronta con problemi di tipo organizzativo o anche con la gestione di iniziative rivolte alle proprie comunità. Bisogna che anche questa esperienza venga conosciuta e valorizzata.

 

Qualche settimana fa il Ministero degli Esteri e Il Ministero della Cultura hanno firmato un’intesa volta a promuovere il turismo delle radici. In che modo si sta sviluppando il progetto ?

 

Dopo la firma del protocollo del 10 febbraio scorso il progetto del turismo delle radici sta partendo, a breve avremo finalmente i primi bandi, costituiremo il nostro team e quindi inizieremo a progettare e programmare tutte le attività che sono previste.

 

Il programma sul turismo delle radici si rivolge direttamente ai nostri connazionali all’estero. Come avviene il loro coinvolgimento in questa articolata iniziativa? 

 

Il coinvolgimento delle comunità all’estero è fondamentale perché le nostre collettività nel mondo sono le destinatarie di questa offerta. E per noi è importante prima di tutto riuscire a capire quali siano i loro desiderata. Noi diciamo sempre che il turismo delle  radici non va spiegato agli italiani all’estero, ma va spiegato agli italiani in Italia perché il connazionale nel mondo lo sa che cos’è, però vuole sapere, vuole conoscere quali sono i servizi che potrà trovare sul territorio. Il coinvolgimento delle comunità italiane all’estero c’è stato per esempio con la ricerca che noi abbiamo finanziato con l’Università della Calabria, di cui ha parlato nell’evento odierno la professoressa Ferrari, e con l’altra ricerca di cui stiamo aspettando i risultati promossa dall’associazione Assud. Una ricerca che sarà condotta in tutto il mondo, appunto per avere delle indicazioni concrete sia sui profili,  che sulle aspettative di queste persone all’estero e quindi per dare delle indicazioni direttamente sui territori. Vi è poi un altro momento, quello della comunicazione di questa offerta, in cui sarà cruciale il coinvolgimento delle associazioni, dei Comites, della Camere di Commercio, del Cgie, degli Istituti di Cultura, delle Ambasciate e dei Consolati. Saranno organizzati eventi mirati sui territori e  ovviamente le indicazioni che ci arriveranno dai contesti all’estero saranno importantissime.(G.M./Inform)

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