RAI ITALIA
ROMA – La trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” ha realizzato un focus sulla comunità italo-discendente in Argentina che vanta oltre mille associazioni territoriali per mantenere il legame con il Paese d’origine: una lunga storia di amicizia fatta di tanti viaggi, quelli degli italiani che si sono trasferiti in Argentina, ma anche quelli dei loro discendenti che, decenni dopo, hanno deciso di fare il percorso inverso per tornare in Italia. Di questi temi si è dibattuto con Carlos Malacalza, presidente di Feditalia, ed Ernestina Dalla Corte Lucio, giornalista e insegnante. L’approfondimento è stato completato da un’intervista, da parte delle giornalista Marina Milone, al Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali. Nel suo intervento Dalla Corte ha raccontato che è tornata a vivere nel territorio bellunese, dove si trova ormai da alcuni anni, per rivivere quanto ascoltato dai parenti più anziani. “Avevamo già un legame col territorio, perché non avevamo mai perso i contatti con quanti erano rimasti in Italia”, ha riferito Dalla Corte definendosi una “residente delle radici”: la sua missione è comunicare un’eredità culturale attraverso i diversi mezzi di comunicazione con i quali collabora da diverso tempo. Carlos Malacalza ha spiegato che Feditalia è una confederazione che riunisce le federazioni italiane in argentina che a loro volta inglobano circa 1.200 associazioni. “Ogni associazione italiana è una piccola Italia perché lì si vivono le tradizioni e l’amore per l’Italia: questo è molto importante per noi”, ha aggiunto Malacalza ricordando che le sue origini familiari sono romagnole. Nell’intervista il Direttore Generale Vignali ha ripercorso la nascita del progetto sul Turismo delle Radici Italea , che muove i suoi primi passi nel 2018 in Argentina e successivamente viene approfondito con dei tavoli tecnici di coordinamento annuali realizzati proprio dalla Farnesina. “Oggi sono trecento i rappresentanti presenti a questo tavolo”, ha precisato Vignali ricordando come il progetto, arricchito da cinque guide e da un rapporto realizzato dall’Università della Calabria, abbia riguardato regioni, comuni e soprattutto piccoli borghi: oltre ottocento sono quelli che hanno partecipato al bando lanciato dal Maeci per coinvolgere i piccoli comuni. “Il programma Italea ha investito tutta la penisola”, ha sottolineato il Direttore Generale parlando di una rinata consapevolezza su questo segmento turistico particolare del quale possono beneficiare soprattutto le aree più interne e notoriamente più svantaggiate. Il Direttore Generale ha anche sottolineato come con questa iniziativa l’Italia sia divenuta leader mondiale del turismo delle radici e abbia accresciuto l’offerta di servizi dedicati. Vignali si è inoltre soffermato sull’Italea Card una carta che permette di avere sconti sui servizi turistici e vantaggi per i turisti delle radici che aderiscono al progetto. “Riuscire a legare ancor più gli italiani all’estero al nostro Paese”, questa è per Vignali la maggiore soddisfazione che deriva da questo progetto, nonché la scoperta di quanta voglia ci sia di riscoprire il nostro Paese, senza dimenticare il fatto di veder riconosciuto al Maeci e alle istituzioni un ruolo trainante in questo settore. Il Direttore Generale, dopo aver sottolineato che gli italiani all’estero chiedono di mantenere viva la storia dell’emigrazione italiana e rappresentano nel mondo il soft power del nostro Paese, ha segnalato come, nonostante il 2025 sia l’ultimo anno per le attività promozionali del Progetto sul turismo delle Radici, le attività delle Italee regionali proseguiranno nel loro lavoro anche negli anni a venire, ovviamente sotto il coordinamento del Ministero. Quindi il turismo delle radici si proietterà anche negli anni a venire. “I discendenti italiani sono circa la metà della popolazione argentina”, ha ribadito Malacalza riprendendo parte al dibattito dopo la messa in onda dell’intervista del Direttore Generale Vignali, annunciando il progetto di una crociera – con una nota compagnia di navigazione internazionalmente – che sarà ribattezzata “il ritorno” e che permetterà agli italiani che vivono oltreoceano di viaggiare verso l’Italia: un qualcosa di simbolico per ripercorrere all’inverso l’esperienza del viaggio in mare compiuto dall’emigrazione storica del secolo passato. (Inform)