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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Berna nasce un Comitato contro l’iniziativa volta ad abolire la libera circolazione

ASSOCIAZIONI

Il Comitato raccoglie numerose organizzazioni italiane con sede in Svizzera e si rivolge in particolare ai cittadini svizzeri con origini migratorie

BERNA – La Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (Fclis) segnala la nascita, presso la Casa d’Italia di Berna, del Comitato unitario per la libera circolazione in vista della campagna contro l’iniziativa “per un’immigrazione moderata (iniziativa per la limitazione)”.

Il Comitato – spiega la nota diffusa dalla Fclis – nasce per rispondere all’esigenza diffusa tra le realtà associative italiane di non sottovalutare la campagna, dando per scontato il rifiuto dell’iniziativa promossa dall’Unione democratica di centro (Udc) da parte del popolo svizzero. Esso si rivolge in particolare ai cittadini svizzeri con origini migratorie ma intende anche parlare ai / alle migranti che non possono votare per sollecitarli a una maggiore partecipazione alla vita pubblica elvetica.

La nota segnala poi come, in caso di vittoria dell’iniziativa, l’Accordo sulla libera circolazione delle persone Svizzera Ue/Aels (ALC), che regola la vita di più di 1.700.000 persone in Svizzera, verrebbe abolito e ciò a danno dei diritti di questi ultimi ( di soggiorno, ricongiungimento famigliare, prestazioni sociali), riportando la situazione indietro di anni. L’iniziativa inciderà quindi su lavoratori e lavoratrici, famiglie, studenti. “Nessun straniero sarà più protetto dall’ALC – rileva ancora la nota – e questo avrà conseguenze gravi per tutti, nessuno escluso”. Nella nota si sottolinea inoltre come la vittoria dell’iniziativa promossa dall’Udc, segnerebbe anche “una rottura degli Accordi bilaterali e quindi porterebbe la Svizzera in una dimensione d’isolamento rispetto all’Europa”. Il Comitato ritiene che le conseguenze economiche di un tale passo, come illustrano numerosi studi sul tema, porterebbero il paese ad una situazione di instabilità politica e sociale senza precedenti.

L’intenzione del Comitato è di “mettere l’accento non sulla questione economica ma su quella dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici, delle famiglie: forti diritti per tutte e tutti significa togliere le persone senza passaporto svizzero da situazioni di precarietà o ricattabilità che aggraverebbero, invece di risolvere, il problema della concorrenza tra lavoratori indigeni e lavoratori stranieri”.

In questo senso ritiene sia “opportuno aprire un tavolo di confronto ampio, con il fronte progressista e democratico, composto dai sindacati, dai partiti e da varie associazioni, con l’obiettivo di assumere posizioni più coraggiose rispetto al tema migratorio e di penetrare in maniera efficace nel dibattito pubblico nazionale”.

Il Comitato, nei limiti delle sue poche risorse, è pensato per operare su tutto il territorio nazionale, strutturandosi tramite sottogruppi locali. Inoltre, intende chiamare a raccolta anche altre associazioni non italiane per cercare di allargare il fronte contro l’iniziativa. A tal proposito è in programma una conferenza della migrazione a Berna con l’appoggio delle parti sociali.

Aderiscono al Comitato le seguenti associazioni: ACLI, ANPI, Associazione pensionati italiani di Zurigo, Associazione solidarietà e diritti, Comitato XXV aprile, ECAP, Fabbrica di Zurigo, FCLIS, Italia viva, Laboratorio per la sinistra, Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera, PD, SPI- Svizzera, VOLT. Sostengono l’iniziativa anche la Syna migrazione e Unia migrazione. (Inform)

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