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A Berlino il sesto Forum tedesco per l’integrazione

ITALIANI ALL’ESTERO
A Berlino il sesto Forum tedesco per l’integrazione

Ha partecipato in rappresentanza dell’Intercomites in Germania Giuseppe Scigliano, presidente del Comites di Hannover. Nel corso dei lavori, il punto sui progressi compiuti con il Piano d’azione sull’integrazione varato nel 2012 e sulle problematiche ancora aperte
BERLINO – Giuseppe Scigliano, presidente del Comites di Hannover, ha partecipato il 28 maggio scorso al sesto Forum tedesco per l’integrazione convocato a Berlino dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel.
Presenti il vice cancelliere Philipp Rösler, insieme a parlamentari, ministri, presidenti di regioni, sindaci e personalità quali Dieter Hundt, presidente della Federazione dei datori di lavoro tedeschi, Martin Wansleben, presidente della Camera dell’industria e del commercio tedesco, Michael Sommer, presidente dei Sindacati tedeschi, Heinrich Alt, membro del consiglio di presidenza degli Uffici di collocamento tedeschi, imprenditori ed esponenti dei media.
Scigliano era presente in rappresentanza dell’Intercomites in Germania, insieme ad altri esponenti di organizzazioni di collettività di origine straniera residenti in Germania, ricevuti nel corso della mattinata da Angela Merkel e dal ministro per l’integrazione tedesco, Maria Böhmer. Böhmer ha parlato in questa occasione dei primi risultati del Piano d’azione per l’integrazione, soffermandosi in particolare su mercato del lavoro, partecipazione sociale, emigranti e pubblico impiego, imprenditori con passato migratorio, apprendimento della lingua tedesca da parte dei nuovi arrivati, riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero, leggi in materia varate da Stato e Land tedeschi, episodi di razzismo e xenofobia riconducibili a formazioni della destra radicale e riscontrabili anche in altri Paesi europei. Tra questi ultimi – si legge nella nota diffusa in proposito da Scigliano, – richiamati quelli a danno del nuovo ministro per l’integrazione italiano, Cécile Kyenge.
Angela Merkel ha evidenziato come il processo di integrazione sia durevole nel tempo e non possa essere risolto con un’unica legge, sollecitando dai presenti idee e proposte per favorire l’inclusione dei cittadini stranieri residenti in Germania. Richiamato anche il problema della disoccupazione giovanile: la Merkel ha affermato di aver già incontrato capi di governo di alcuni Paesi come l’Austria e la Svezia che hanno saputo tener sotto controllo il fenomeno, mentre a breve sono in programma incontri relativi a situazioni più preoccupanti, come quelle che si registrano in Spagna, Grecia, Portogallo e Italia.
Nel primo pomeriggio i risultati del Piano d’azione varato nel 2012 sono stati presentati alla presenza di esperti chiamati a progettare tale intervento e di tutti i partecipanti al Forum. Oltre ad evidenziare come l’integrazione nel mercato del lavoro sia veicolata dalla conoscenza della lingua tedesca e dalla qualificazione raggiunta, è emerso come molti datori di lavoro tedeschi richiedano sempre più spesso competenze interculturali. Tra i progressi riportati ai partecipanti del ministro Böhmer: il miglioramento di livelli di formazione raggiunti da giovani aventi passato migratorio, che più spesso terminano un corso di studi e si iscrivono al ginnasio (percorso preliminare a livelli di formazione più elevata); la diminuzione del tasso di disoccupazione degli immigrati – passato dal 18% al 9,6%, – anche se resta un divario con il tasso registrato tra i tedeschi; un aumento del numero di imprenditori con passato migratorio (+ 28% dal 2005 al 2011, per un totale di 726.000 imprese che producono ricchezza e nello stesso tempo occupazione, stimata in 5 milioni di posti di lavoro); la legge sul riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero, entrata in vigore nell’aprile del 2012. Su quest’ultimo punto il ministro ha però segnalato come solo 6 regioni abbiano sviluppato un proprio regolamento in proposito, auspicando un progressivo impegno su questo fronte.
Tra gli interventi richiamati nella nota di Scigliano, quello di Rösler sull’integrazione dei flussi di emigrati provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea, quello di Sommer, che ha ribadito l’importanza di intervenire sui lavoratori più in difficoltà – immigrati, ma anche tedeschi, – specie della tutela del lavoratori stagionali, al momento poco protetti, e quello di Hundt, che ha evidenziato come le competenze interculturali siano importanti per l’economia tedesca, perché consentono di stabilire legami con altri Paesi, ed ha sollecitato interventi utili ad un maggior coinvolgimento degli immigrati nei programmi di formazione professionale.
Tra le problematiche su cui intervenire: l’accesso ai prestiti bancari da parte di imprenditori con passato migratorio; l’occupazione degli stranieri nel pubblico impiego; l’offerta di corsi di lingua, in particolare per cittadini provenienti dall’Unione Europea; la presenza di circa 1,5 milioni di stranieri non sono in possesso di qualifica professionale; l’integrazione dei giovani che non hanno un titolo di studio; questioni da discutere alla conferenza islamica. (Inform)
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