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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Basilea il convegno promosso dal coordinamento italiani nel mondo del Pd sul tema del futuro della rappresentanza degli italiani all’estero

ITALIANI ALL’ESTERO

Fabio Porta (Pd), concluse le riforme istituzionali aprire un dialogo che porti al rafforzamento dei Comites e all’adeguamento del Cgie alla sopraggiunta rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo

 

BASILEA – Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale e presidente del Comitato permanente italiani nel mondo e promozione del Sistema Paese della Camera, è intervenuto a Basilea ad un convegno promosso dal coordinamento italiani nel mondo del Pd sul tema del futuro della rappresentanza degli italiani all’estero.

“Questa iniziativa cade in un momento estremamente importante per il futuro del rapporto dell’Italia con le sue comunità all’estero – ha esordito il parlamentare – e ciò non solo per essere alla vigilia dell’insediamento del nuovo Consiglio Generale all’Estero; siamo infatti – ha ricordato – a dieci anni esatti dall’ingresso in Parlamento degli eletti all’estero e a conclusione di uno storico processo di riforma del sistema istituzionale italiano”.

“A questi appuntamenti il Pd arriva con le carte in regola – sostiene Porta – e non solo per aver convintamente sostenuto il mantenimento della circoscrizione Estero nell’impianto della riforma costituzionale; il Pd ha voluto fortemente il rinnovo di Comites e Cgie, colpevolmente rinviato per cinque anni, ed ha finalmente bloccato la grave emorragia di risorse che negli ultimi anni aveva falcidiato proprio i programmi destinati alle nostre collettività nel mondo; l’ultima legge di stabilità – segnala l’esponente democratico – è un primo passo in tal senso e rappresenta una prima significativa inversione di tendenza”.

“Anche la delega delle politiche del Ministero degli Affari Esteri a favore degli italiani nel mondo affidata ad Enzo Amendola conferma – secondo Porta – l’intenzione del Pd di proseguire con impegno e convinzione lungo questa strada di forte ripresa del rapporto con l’Italia nel mondo”.

Un risultato che l’esponente democratico ammette non essere sufficiente, mostrando di ritenere “la mancata convocazione da parte delle strutture diplomatiche all’estero delle riunioni Intercomites un segnale che va nella direzione opposta”; “anche per questo – ammonisce – va perseguita con decisione la strada di ridare centralità al rapporto con la collettività e ai servizi consolari, a partire dalla chiara e vincolata destinazione delle percezioni consolari e dei 300 euro per le nuove domande di cittadinanza al miglioramento del servizio e alla fine delle lunghe attese”.

Venendo poi al tema delle riforme, Porta ha enfatizzato il “risultato ottenuto con il superamento del bicameralismo perfetto che, oltre a confermare la presenza degli eletti all’estero collocandola all’interno della Camera che darà la fiducia al governo, eviterà in futuro le tante conseguenze negative che il continuo rimpallare delle leggi tra Camera e Senato ha prodotto anche sul versante degli interventi a favore degli italiani nel mondo”.

Rispetto, infine, al tema della riforma degli organismi di rappresentanza, il parlamentare ha ribadito che “come abbiamo sempre detto nel corso degli ultimi anni, a conclusione dell’iter delle riforme istituzionali e dopo il rinnovo di questi organismi si potrà finalmente aprire un sereno e costruttivo dialogo tra governo, Parlamento e consiglieri eletti al Comites e al Cgie per individuare la strada migliore che porti ad un auspicato rafforzamento dei Comites da un lato e ad un adeguamento del Cgie alla sopraggiunta rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo”.

“Al centro della discussione e del progetto di riforma – ha concluso Porta – dovrà esserci il tema della rappresentanza da un lato e quello delle risposte da dare ad una nuova Italia fuori dall’Italia, capace di includere l’eterogeneo mondo degli italici, le nuove mobilità, nonché l’articolato e differenziato rapporto tra l’esperienza degli italiani che vivono in Europa e quelli delle tante e numerose collettività che sono oggi presenti nei Paesi extra-europei”. (Inform)

 

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