CULTURA
MADRID – Nell’ambito della 75ª edizione del Festival Internazionale di Musica e Danza di Granada, il 28 giugno si è tenuto presso il “Palacio de Carlos V” dell’Alhambra di Granada il concerto dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal Maestro Riccardo Muti, che ha beneficiato anche del sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Madrid. Per la prima volta, nella storia della manifestazione culturale spagnola, annoverata tra le più prestigiose in Europa, sul palco del Palacio de Carlos V, il Maestro Muti, alla guida dell’Orchestra da lui fondata che riunisce giovani musicisti italiani, ha proposto un programma che ha intrecciato il repertorio italiano e quello spagnolo: la Sinfonia dal Nabucco e Le quattro stagioni, pagine di balletto da I vespri siciliani, di Giuseppe Verdi; la Suite n. 2 da El sombrero de tres picos di Manuel de Falla, eseguita in omaggio al 150º anniversario della nascita del compositore spagnolo, e il Boléro di Maurice Ravel. «Il concerto dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, diretta dal Maestro Riccardo Muti rappresenta un momento iconico della presenza italiana al 75º Festival di Granada», ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia a Madrid, Giuseppe Buccino Grimaldi, che ha assistito al concerto. «Il sostegno dell’Ambasciata a questa iniziativa si inserisce nell’impegno a promuovere la collaborazione culturale tra Italia e Spagna e a mettere in risalto le eccellenze artistiche italiane in uno dei principali festival culturali in Spagna e a livello internazionale». Il concerto del Maestro Muti ha suggellato un’edizione che ha visto l’Italia protagonista lungo l’intero programma del Festival, dall’inaugurazione affidata all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta dal Maestro Zubin Mehta al recital di Ludovico Einaudi, fino all’ensemble vocale Odhecaton. Con il suo sostegno, l’Ambasciata d’Italia a Madrid conferma la vitalità e il prestigio della tradizione musicale italiana sulla scena internazionale e testimonia l’intensità delle relazioni culturali tra Italia e Spagna, nel segno di un dialogo che trova nella musica uno dei suoi strumenti più efficaci e duraturi. (Inform)