ITALIANI ALL’ESTERO
Nella Little Italy della Grande Mela un altro grande murale collegherà idealmente le due città
NAPOLI – Volti di emigranti realmente esistiti e ricostruiti attraverso fotografie e memorie familiari campeggiano nel grande murale realizzato nel Porto di Napoli, davanti al Molo San Vincenzo, dall’artista partenopeo Vittorio Valiante. Un omaggio agli italiani partiti per New York in cerca di un avvenire migliore nel Nuovo Mondo . Il murale , dal titolo “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”, è stato prodotto in collaborazione con Inward-Osservatorio nazionale sulla creatività urbana, con il sostegno dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centrale e il contributo di diverse realtà. Un QR code consente di conoscere le biografie e i percorsi migratori degli italiani raffigurati nell’opera. “Sono onorato di essere stato coinvolto in un progetto così grande, ricco di emozione e umanità”, ha commentato sui social Vittorio Valiante. “Ho cercato di dare vita a una visione fatta di volti, storie e destini travolgenti. Il viaggio di migliaia di migranti italiani tra la fine dell’800 e il ’900 verso gli Stati Uniti in cerca di futuro, raccontato attraverso una monumentale opera murale nel porto di Napoli. È stato un lavoro estenuante, portato avanti al limite delle mie energie, 25 giorni intensi su quasi 1000 mq di superficie”. Promotori dell’iniziativa, l’imprenditore e giornalista Francesco Andoli e l’autrice televisiva e scrittrice Germana Valentini che, si legge sulla pagina social di Inward, “quando ci hanno invitati a produrre e a coordinare questo progetto, abbiamo capito subito che non si trattava semplicemente di un murale, per quanto immenso, ma di un’opera letteralmente corale in grado di valorizzare memoria, identità e appartenenza, proprio nel luogo da cui milioni di italiani partirono lasciando Napoli per gli Stati Uniti”. Nasce così “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”: “una grande narrazione visiva firmata dall’artista napoletano Vittorio Valiante che, di fronte al Molo San Vincenzo, restituisce volto e dignità agli uomini, alle donne e ai bambini emigrati tra Otto e Novecento, ricostruiti attraverso fotografie storiche e memorie familiari. Ad attraversare l’intera composizione è un filo rosso, simbolo del legame eterno tra chi partiva e chi restava, ma anche richiamo al sangue di San Gennaro, patrono di Napoli e dei migranti”. “È stato un mese intenso, fatto di lavoro quotidiano, vento di porto, incontri, storie e grande partecipazione. Un progetto che – annuncia Inward – continuerà oltreoceano, nel cuore della Little Italy di New York, dove un secondo grande murale collegherà idealmente le due città in un unico racconto visivo”. Il progetto gode del patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (, della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e del Museo del Tesoro di San Gennaro. Tra le altre realtà che hanno sostenuto e reso possibile la realizzazione, la Fondazione Banco di Napoli e la NIAF-National Italian American Foundation. (Inform)