CULTURA
MONACO DI BAVIERA – Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, in occasione delle celebrazioni per la Festa Nazionale italiana, che quest’anno segna l’80° anniversario della Repubblica, prenderà forma in tutta la Germania un ricco programma di eventi culturali dedicati all’Italia. Mostre, concerti, proiezioni, incontri e iniziative speciali animeranno numerose città tedesche, offrendo al pubblico un percorso attraverso il patrimonio artistico, la creatività contemporanea e le molteplici espressioni della cultura italiana di oggi.A Monaco di Baviera l’Istituto Italiano di Cultura organizza in collaborazione con Media for Europe la rassegna “Fellini: tre ritratti dell’anima italiana”, con la proiezione de “La dolce vita”, “Otto e mezzo” e “I vitelloni”. Le proiezioni si terranno all’IIC: La dolce vita, mercoledì 3 giugno, ore 18:00; Otto e mezzo, giovedì 11 giugno, ore 19:00; I vitelloni, mercoledì 17 giugno, ore 19:00. In italiano con sottotitoli in inglese. Ingresso libero, previa registrazione obbligatoria su Eventbrite. La dolce vita (1960). Nella Roma del boom economico, Marcello Rubini attraversa feste, scandali e incontri mondani inseguendo una felicità che sembra sempre sfuggirgli. Tra aristocratici decadenti, star internazionali e intellettuali disillusi, Fellini racconta un’Italia affascinata dal benessere e dall’apparenza. Un ritratto lucidissimo di una società che trasforma tutto in spettacolo, anticipando ossessioni ancora profondamente contemporanee. Nel celebre finale sulla spiaggia, Marcello non riesce a sentire le parole di Paola, giovane figura di innocenza e semplicità. Quel dialogo impossibile diventa il simbolo di una distanza ormai insanabile: quella tra l’uomo e la possibilità di una vita più vera, più limpida, meno contaminata dall’apparenza. Con immagini entrate nella storia del cinema, Fellini firma un’opera che continua ancora oggi a interrogare il nostro rapporto con il desiderio, la fama e la ricerca di significato. Otto e mezzo (1963). Guido Anselmi è un celebre regista alle prese con una crisi creativa che lo paralizza proprio mentre tutti si aspettano da lui un nuovo grande film. Nell’Italia degli anni Sessanta, attraversata da entusiasmo culturale, trasformazioni sociali e nuove libertà, Guido si sente invece sempre più incapace di trovare una direzione. Pressato da produttori, attori, critici e dalle donne della sua vita, si rifugia progressivamente nei ricordi d’infanzia, nei sogni e nelle fantasie, fino a confondere realtà e immaginazione in un unico flusso continuo. Attraverso questo viaggio interiore, Fellini racconta il conflitto tra ciò che gli altri si aspettano da noi e ciò che siamo davvero. Otto e mezzo trasforma così la crisi personale di un artista in una riflessione universale sull’identità, sul desiderio di controllo e sulla paura di non essere all’altezza della propria vita. I vitelloni (1953). Nell’Italia dei primi anni Cinquanta, ancora sospesa tra le ferite del dopoguerra e le promesse di una modernità che avanza lentamente, un gruppo di amici trascorre le giornate senza riuscire davvero a entrare nell’età adulta. Fausto, Alberto, Leopoldo, Riccardo e Moraldo vivono in una cittadina della riviera romagnola fatta di piazze vuote, spiagge invernali, locali da ballo e rituali sempre uguali. Sono i “vitelloni”: uomini troppo grandi per essere ragazzi e troppo immaturi per diventare adulti. Nessuno riesce davvero a crescere o a lasciare quel mondo immobile che li protegge e li soffoca allo stesso tempo. Tra matrimoni falliti, ambizioni frustrate e fughe mai realizzate, si snoda il racconto di una generazione sospesa che fatica a trovare il coraggio di partire. Fellini coglie con straordinaria lucidità il momento storico in cui il Paese sta per trasformarsi economicamente e culturalmente, mentre molti giovani restano paralizzati dalla paura di scegliere una direzione. (Inform)