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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A Roma “Coopera”, la Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo, Cirielli: il nostro obiettivo è quello di un mondo migliore e sostenibile, un mondo nel quale ciascuno possa avere una cittadinanza globale

FARNESINA

 

ROMA – Ha preso avvio a Roma, presso l’Auditorium della Conciliazione e le Corsie Sistine, la Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo “Coopera”. La Cooperazione italiana allo sviluppo si trova in una nuova fase: un modello fondato su partenariati equi, dialogo con i Paesi partner, sviluppo condiviso e crescita sostenibile. Una cooperazione che, dunque, supera la logica tradizionale dell’aiuto per costruire relazioni durature, valorizzare le competenze locali e generare impatto concreto. All’evento ha preso parte il Viceministro degli Esteri Antonio Cirielli che nel suo intervento ha sottolineato come la cooperazione sia una parte integrante, qualificante e centrale, della politica estera italiana. “Lo è anche perché, nella tradizione degli italiani, c’è quello di essere persone felici di partecipare a cose più importanti di progetti economici puri e semplici. Condividiamo la missione dell’Agenda 2023 al di là della politica e dei governi”, ha spiegato Cirielli precisando che, nel suo complesso, il sistema Italia, così come pensato dal Piano Mattei, non potrebbe però esistere se non ci fosse un lavoro di squadra con un obiettivo chiaro: “l’ambizione di un mondo migliore e sostenibile, un mondo nel quale ciascuno possa avere una cittadinanza globale”, ha aggiunto Cirielli. Il Viceministro ha poi ricordato che, alla base di questa strategia, ci sono due elementi cardine: un lato pratico con il raddoppiamento globale di fondi per la cooperazione; e un lato valoriale con il ripudio di ogni forma di imperialismo e con il Piano Mattei che punta a far riconquistare sovranità ai Paesi che ne hanno bisogno. Il riferimento è andato naturalmente al continente africano che necessita di superare la dipendenza da aiuti economici altrui a volte interessati. Dal Viceministro è stato anche ricordato il ruolo delle forze armate che collaborano, insieme alle entità civili, alle attività di cooperazione. Cirielli ha poi rilevato come le risorse disponibili ammontino a circa 1 miliardo di euro, arrivando al 100% dell’impegno usufruendo anche degli arretrati non utilizzati in passato. “Si è riusciti a coinvolgere anche l’UE, attraverso il Global Gateway che richiama lo stesso Piano Mattei”, ha continuato il Viceministro ricordando anche il programma d’investimento del G7. “Non prediligiamo l’Africa perché è il continente di fronte a noi, ma perché esiste un afflato tra italiani e africani. Non ci sentiamo tanto i più meridionali d’Europa quanto quelli più a nord dell’Africa, un continente grande e con grandi potenzialità la cui crescita è determinante a livello globale”, ha sostenuto Cirielli invitando a ritornare a un mondo dove diplomazia e uso del dialogo siano centrali. “Dai piccoli gesti, dalla cooperazione internazionale può tornare la fiducia”, ha evidenziato il Viceministro ricordando quale sia la collocazione dell’Italia in politica estera. “Siamo col mondo delle democrazie occidentali: non pensiamo sia giusto imporre con la forza la nostra governance perché ogni Paese deve avere la sua sovranità. Dobbiamo essere un ponte tra est e ovest così come tra nord e sud”, ha spiegato Cirielli concludendo con un ulteriore invito a ritenere giusto e utile l’utilizzo delle risorse per la cooperazione che sono “moralmente giusti per tutti, a cominciare dai contribuenti”. (Inform)

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