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XVI Concorso Triennale Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari”

EVENTI

La rassegna è occasione di confronto privilegiata per costruttori di tutto il mondo

La competizione di svolgerà a Cremona dal 4 settembre al 10 ottobre 2021

CREMONA – “Ogni strumento è come un germoglio … che spunta sulla corteccia di un albero secolare”, scriveva Stravinsky a proposito di Le sacre du printemps. Ma la stessa citazione potrebbe accompagnare il XVI Concorso Triennale Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari”, non a torto considerato un’autentica Olimpiade. La rassegna è, infatti, occasione di confronto privilegiata per costruttori di tutto il mondo: nel 2018 gli iscritti sono stati ben 332, in rappresentanza di 40 Paesi.

Tra loro anche molte donne, puntualmente in lizza per la medaglia d’oro e sempre nelle posizioni di vertice della classifica. Un omaggio alla loro seria professionalità è, da questa edizione, il premio “Giorgio Cé” per la miglior vernice, in ricordo del primo vincitore del Concorso, nel 1976.

La competizione di svolgerà a Cremona, al Museo del Violino, dal 4 settembre al 10 ottobre 2021. “In questo periodo così difficile e complesso – ha spiegato oggi, in occasione della presentazione, Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona e presidente della Fondazione Museo del Violino – più che mai emerge la necessità di affrontare l’oggi pensando al futuro. Progettando e rilanciando il meglio per la nostra città e per tutti. Ecco il senso del presentare il Concorso Triennale internazionale di Liuteria, in cui anche il Museo del Violino, gioiello e motore propulsore di cultura e progetti, è protagonista ancora una volta a livello internazionale”. Il regolamento, condiviso con le Associazioni di categoria dei liutai, ricalca, aggiornandoli, gli schemi di una gara estranea a tentazioni commerciali sia per conservare un’identità forte e significativa sia per riuscire a gratificare nel miglior modo possibile l’abilità dei concorrenti. Per partecipare occorre, infatti, rispettare un rigoroso disciplinare: sono, infatti, ammessi, solo gli strumenti nuovi, realizzati dopo il 2018 e coerenti alla tradizionale liuteria classica.

Non mancano tuttavia le novità. Per la prima volta ammette accessori in materiali compositi o leghe metalliche, ma solo per tastiera, bottone, cordiera, puntale. L’anima, quel cilindretto incastrato tra tavola e fondo dello strumento, capace di caratterizzare la resa sonora, deve invece essere in legno, nel rispetto della tradizione. Forte richiamo alla scuola cremonese nella sottolineata esclusione di doppia filettatura o di motivi ornamentali. Qualità artigianale e resa acustica saranno armonicamente ponderate, cosi da porre a confronto e mettere degnamente in risalto quanto di meglio nel mondo esprime la liuteria contemporanea. Proprio a questo fine è stata formata una Giuria d’eccezione, coordinata da Paolo Bodini, presidente del network friends of Stradivari e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Museo del Violino, è composta dalla violista Diemut Poppen (DD), dal contrabbassista Francesco Siragusa (IT), dalla violoncellista Camille Thomas (FR), dai violinisti Dan Zhu (CN) e Edorado Zosi (IT), e dai liutai Ulrike Dederer (CH), prima donna a vincere una medaglia d’oro nella storia del Concorso, Carlo Chiesa (IT), Joseph Grubaugh (US), Simeone Morassi (IT), Yuri Pochekin (RU). Base logistica della rassegna saranno il Museo del Violino e l’Auditorium Giovanni Arvedi, sala dall’acustica perfetta dove i musicisti testeranno violini, viole, violoncelli e contrabbassi in gara. La serata di gala e la premiazione si svolgeranno, invece mercoledì 22 settembre al Teatro Ponchielli; con i giurati stessi in concerto con gli strumenti finalisti. Gli strumenti che meriteranno la medaglia d’oro, perché avranno saputo coniugare l’eccellenza acustica ad un’elevata qualità artigianale, saranno acquistati dalla Fondazione Museo del Violino ed entreranno nella Collezione Permanente di liuteria contemporanea: una testimonianza unica delle più perfette realizzazioni dell’ultimo mezzo secolo e un momento importantissimo di riflessione sul significato e il valore culturale del lavoro degli artigiani di oggi. Né può essere considerato secondario che gli strumenti in gara siano esposti fino al 10 ottobre, al Museo del Violino. Il raffronto tra realizzazioni contemporanee e capolavori di Stradivari, Amati, Guarneri, sarà dunque particolarmente interessante, perché permetterà di verificare quanto la tradizione, con i suoi modelli affermati, ed il normale percorso evolutivo si armonizzino nella costruzione di strumenti ad arco di alto artigianato. La manifestazione cremonese è, infatti, dimostrazione forte e significativa che la liuteria del ventunesimo secolo non si risolve in semplice manierismo ma vive una stagione storica assai fruttuosa, dove ogni costruzione, ancorché parta da un archetipo, esprime innegabili caratteri di modernità e innovazione.(Inform)

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