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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

XIV Conferenza Ambasciatori e Ambasciatrici d’Italia, il dibattito sul ruolo delle donne in diplomazia

FARNESINA

 

ROMA – Nell’ambito della XIV Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia, in corso alla Farnesina, si è svolto un dibattito dedicato al ruolo delle donne in diplomazia. Per il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervenuto in apertura della discussione, “bisogna implementare il ruolo delle donne anche all’interno dell’articolata struttura della Farnesina, per giungere a modelli di sviluppo equi e sostenibili: in questo senso la parità di genere è da mettere al centro delle politiche”. Secondo le proiezioni dell’Istituto europeo per le uguaglianze di genere – citate dal Ministro – politiche in tal senso farebbero implementare il prodotto interno lordo. “L’impegno a ricostruire meglio nel post-pandemia deve farci riflettere sul più immediato ambito economico: il Next Generation EU contiene indirizzi in questa direzione. La diplomazia dei diritti e la promozione dell’uguaglianza di genere sono priorità dell’azione internazionale dell’Italia anche nei teatri di crisi. La crisi afghana e il ritorno dei talebani al potere ci fanno ritenere sul fatto che non si possono vanificare venti anni di progressi”, ha evidenziato Di Maio che, a livello globale, vede questa priorità per la parità di genere inquadrata nell’Agenda 2030 e nella stessa cooperazione allo sviluppo. Il Ministro ha altresì sottolineato come proprio quest’anno, durante la presidenza italiana del G20, per la prima volta sia stata organizzata una riunione incentrata sullo sviluppo del ruolo femminile. “Alla luce dell’aumento della violenza di genere registrato nel contesto pandemico sarà ancora più importante portare avanti la Convenzione di Istanbul. Dobbiamo fare in modo che le donne possano partecipare alla pace e alla prosperità internazionale, in linea con l’Agenda sulle donne delle Nazioni Unite”, ha inoltre evidenziato Di Maio. I dati tratteggiano l’importanza dell’inclusione delle donne nei processi di pace e mediazione. “Abbiamo lanciato un network di donne mediatrici nell’area del Mediterraneo, ma dobbiamo accompagnare il tutto con azioni di riequilibrio all’interno della stessa Farnesina. Nel 2015 abbiamo visto le prime donne ambasciatrici di grado. La percentuale di donne diplomatiche al 15,4% certamente non è elevata. Abbiamo la responsabilità di attrarre sempre più giovani verso questa carriera aumentando la componente femminile con politiche attive di promozione della parità di genere”, ha aggiunto Di Maio ricordando come lo scorso 15 ottobre sia stata adottata una circolare in tal senso, includendo la tutela della genitorialità. “La Farnesina dei diritti deve conciliare vita privata e professionale rendendoci più capaci di rappresentare l’Italia. Per dare slancio alle politiche attive servono modelli propositivi. L’aumento delle donne negli incarichi di responsabilità rimane un impegno cruciale della Farnesina: l’obiettivo è chiaro, la sensibilità è massima, ora serve il contributo di tutti. L’occasione di oggi è un passaggio in questa direzione per rafforzare la nostra capacità di conseguire gli obiettivi prefissati”, ha concluso Di Maio. Il Segretario Generale della Farnesina Ettore Sequi in merito alla centralità del dibattito sul ruolo delle donne in plenaria ha parlato di eccezionalità che deve diventare regolarità. Sequi ha ricordato il ruolo delle donne nella Farnesina, tema lanciato già nel discorso della seduta d’apertura della Conferenza dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. “Fiducia, qualità e speranza abbondano al Ministero degli Esteri e speriamo che tutto ciò cresca sempre di più. Questi elementi devono divenire parte integrante delle nostre strategie per perseguire gli obiettivi nella nostra attività amministrativa. L’importanza di lavorare per affermare il valore della parità di genere non serve solo per ragioni ovvie di giustizia ma lo si può declinare in termini di considerazioni economiche ed efficienza. Una perfetta eguaglianza tra uomini e donne comporterebbe un incremento del prodotto interno lordo sostanziale. L’idea della circolare della Farnesina si basa sul concetto di ecologia sociale: essa è uno strumento per realizzare un ambiente di lavoro inclusivo, dove il contributo della componente femminile sia valorizzato. Vogliamo porci all’avanguardia all’interno dell’amministrazione italiana”, ha spiegato Sequi ricordando che la circolare del 15 ottobre della Farnesina si associa ad una che sta per uscire e che riguarda i metodi di lavoro. Sequi ha parlato di benessere e di equilibrio tra vita sociale e professionale: “un presupposto di base è la tutela della genitorialità rendendola compatibile con il lavoro”, ha precisato Sequi evidenziando infine che il 75% della segreteria generale del Maeci è ad oggi composto da donne. La giovane diplomatica Marta Dionisio ha poi dato lettura del messaggio della senatrice Liliana Segre. Segre ha sottolineato come soprattutto in un momento come questo, fatto di sconvolgimenti epocali, “un nuovo protagonismo femminile è sicuramente un modo di rivedere un modello di sviluppo”. Questa occasione va dunque colta perché “le donne siano protagoniste di una nuova fase: non può trattarsi solo di allocazione quantitativa dei fondi del PNRR – ha aggiunto Segre – ma qualitativa del lavoro, della vita e delle relazioni internazionali”. La senatrice ha auspicato che le donne possano promuovere questa ampiezza di vedute, “imponendo una diversa sensibilità ed empatia”. La giornalista della Rai Monica Maggioni – moderando il dibattito – ha ricordato la frase “Farnesina dei diritti e della pari opportunità” pronunciata da Di Maio evidenziando l’importanza di questa nuova prospettiva. “La questione dei diritti va vista in via strutturale per introdurre uno sguardo diverso”, ha aggiunto  Maggioni. Mariangela Zappia (Ambasciatrice d’Italia negli USA) ha espresso soddisfazione per un cambio di passo per il quale ha ringraziato il Ministro e l’amministrazione. Zappia ha voluto evidenziare il ruolo avuto in questi ultimi venti anni dall’Associazione Donne Diplomatiche e Dirigenti. “Molta della sensibilità che abbiamo oggi su questi temi la dobbiamo a questa associazione”, ha spiegato Zappia delineando anche alcuni passaggi del messaggio della senatrice Segre lì dove si parla di “diversa sensibilità ed empatia”. “Bisogna cominciare dalle università e spiegare che è possibile per le donne accedere alla carriera diplomatica aumentando i reclutamenti. Dobbiamo essere ancora più coraggiosi perché altrimenti ci metteremmo troppo tempo a cambiare. Serve il coraggio di capire che c’è un tema sociale che passa per la promozione delle donne. Il vertice della nostra carriera è ancora fortemente maschile nonostante i progressi fatti che sono innegabili”, ha rilevato Zappia auspicando l’istituzione della figura dell’inviato speciale della Farnesina per le donne.

L’Ambasciatrice ha inoltre sottolineato quanto per esempio fatto per la parità di Genere da Paesi europei come Francia, Germania, Spagna o Svezia.  Zappia ha infine espresso soddisfazione per il ruolo del mentoring, ossia dell’esempio femminile da seguire per avanzare in una carriera come quella diplomatica. L’Ambasciatore Terracciano ha positivamente sottolineato il ruolo dell’equa suddivisione tra uomini e donne anche negli spazi comunicativi come per esempio i podcast della Farnesina. “Dobbiamo promuovere il bilanciamento di genere: è una nuova direzione per amplificare il cosiddetto soft power italiano come promozione dei nostri modelli. Sarebbe inimmaginabile una cultura non inclusiva”, ha commentato Terracciano. Il Vicesegretario generale Gabriella Biondi ha espresso soddisfazione per il cambio di prospettiva nel reclutamento. “Mentre lavoriamo per far entrare nuove colleghe non dimentichiamoci di quelle che già ci sono”, ha commentato Biondi sottolineando che c’è un problema di distribuzione sul territorio: “su 17 Ambasciate asiatiche solo 4 sono dirette da donne e sono in Australia, Myanmar, Mongolia e Sri Lanka”, ha spiegato Biondi. Il Direttore del personale Renato Varriale ha sottolineato la necessità di trovare un punto di equilibrio nell’attività lavorativa,  come ad esempio la convocazione delle riunioni in orari ben precisi.  Evidenziata anche l’importanza del rispetto dei carichi di lavoro, mettendo nelle condizioni la donna di organizzarsi da casa con flessibilità per esempio con lo smart working. La funzionaria di direzione Beatrice Vecchioni ha auspicato un coordinamento ed una strategia per integrare in modo trasversale e sistematico l’uguaglianza di genere, ponendosi obiettivi triennali con programmi sistematici e ambiziosi. Luigi Maria Vignali (Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci) ha ricordato come servano pazienza ed empatia per la disponibilità all’ascolto all’interno delle sedi consolari. “La qualità della leadership si declina in capacità di adattarsi in contesti difficili. Queste esperienze, anche ad un livello medio, vengano riconosciute dall’amministrazione”, ha auspicato Vignali. L’Ambasciatore Benassi ha invitato a rendere equilibrato il rapporto tra vita privata e lavorativa. L’Ambasciatrice Favi ha parlato di quote rosa, ruolo delle donne e Farnesina.Le donne in politica hanno le quote rosa mentre in altri ambiti questo manca”, ha lamentato Favi sottolineando la necessità di riflettere “su una strategia di lungo periodo per la promozione della leadership femminile nel Ministero”. L’Ambasciatore Guariglia ha ricordato come la parità di genere sia anche uno strumento di efficienza: “i migliori capi che ho avuto sono state donne”, ha commentato Guariglia invitando a inserire più donne nelle delegazioni che seguono il Ministro e rilanciato l’idea di nominare un inviato speciale femminile, nonché riservare il 50% dei posti concorsuali alle donne. Il consigliere Fedele ha parlato della sua esperienza in Palestina e del ruolo delle donne in quella terra che chiedono la possibilità di sviluppo e formazione. Ettore Sequi ha chiuso il dibattito lanciando l’idea di unificare  gli spunti raccolti nel corso del dibattito. (Simone Sperduto/Inform)

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