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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

XIV Conferenza Ambasciatori e Ambasciatrici d’Italia: dopo due anni torna l’appuntamento in presenza alla Farnesina

FARNESINA

ROMA – Dopo due anni torna alla Farnesina in presenza la Conferenza Ambasciatori e Ambasciatrici d’Italia giunta alla XIV edizione: presenti i vertici della rete diplomatica italiana nella prestigiosa sala delle conferenze internazionali. Nel corso dell’intervento di apertura il Segretario Generale Maeci Ettore Sequi ha annunciato l’intitolazione della sala concorsi all’Ambasciatore Luca Attanasio, che sarà altresì omaggiato del titolo onorifico di ‘ambasciatore di grado’. Ricordata anche la figura del console Tommaso Claudi che ha vissuto in prima linea l’emergenza di Kabul.

Sequi ha quindi parlato di evoluzione degli equilibri mondiali dove serve una risposta non scontata per avere sempre più diplomazia e più Farnesina, partendo da quello che è stato un anno cruciale che ha visto la presidenza italiana al G20 e la copresidenza alla Cop26. “La diplomazia si innovi per essere al passo coi tempi che corrono veloci: questo perché siamo entrati in un cambiamento d’epoca”, ha spiegato Sequi precisando come altrimenti ci sia il rischio di una percezione collettiva che sottovaluti l’utilità di questo strumento. “Occorrono strategie preventive per rendere servizi a cittadini e imprese sempre più efficaci con una diplomazia pubblica moderna”, ha aggiunto Sequi evidenziando le riforme degli ultimi due anni rispetto alle competenze del Maeci e la imminente creazione di una Direzione generale per la diplomazia pubblica che sarà in primo luogo finalizzata a promuovere una nuova immagine del nostro Paese. Sequi ha ricordato alcuni dati sull’export e i numeri di interventi dell’assistenza consolare, così come la crescita di prodotti multimediali. Il Segretario Generale si anche soffermato sui tanti giovani ambasciatori portatori di talento e coraggio. Energie vitali per il Maeci che vanno tutelate e promosse. “E’ doveroso aspettarsi molto dai colleghi più giovani per una comunità nazionale impegnata nella modernizzazione. Quando parliamo di risorse non intendiamo solo quelle finanziarie ma sono quelle umane che sono la vera ricchezza del Maeci”, ha concluso Sequi.

Ha poi preso la parola il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che nel suo intervento ha ricordato eventi come il Global Health Summit, il G20 e la Cop26. “Oggi siamo di fronte a uno scenario globale con relazioni internazionali non più statiche ma legate da connessioni dinamiche. La politica estera deve essere in grado di anticipare i tempi con profondità strategica”, ha spiegato Di Maio per il quale servono però strumenti innovativi e risorse adeguate a tutela dell’interesse nazionale. “L’azione degli Ambasciatori è importante: oggi più che mai, col sostegno del Parlamento”, ha evidenziato il Ministro parlando della centralità dell’ancoraggio dell’occidente ad una più ampia comunità euro-atlantica. Il Ministro ha anche citato il recente Trattato del Quirinale con la Francia all’insegna di un progetto europeo fatto di rapporti bilaterali. Cultura inclusiva in politica estera e vocazione ad una società aperta e multilaterale sono stati i punti chiave dell’intervento di Di Maio che ha ricordato le quattro parole d’ordine del G20: pace, persone, pianeta e prosperità. Sulla pace Di Maio ha parlato di questioni migratorie e aree di crisi in Africa e Medioriente, ma anche della coalizione anti Daesh e di processo di stabilizzazione di Libia e Afghanistan. “La crisi in Afghanistan è stato uno spartiacque importante e l’Italia non abbandonerà il popolo afghano”, ha sottolineato Di Maio che, sulla tutela delle persone, ha altresì ricordato il caso ormai divenuto giudiziario dell’omicidio di Giulio Regeni in Egitto e la recente scarcerazione di Patrick Zaki. Il Ministro ha quindi rilevato la necessità di maggiore attenzione ai programmi vaccinali nel mondo e al ruolo dei giovani nelle rivoluzioni epocali da mettere in atto anticipate da eventi come Youth for Climate e Innovation League, il Forum dei giovani dei Balcani e il Med Dialogues. Sulla questione ambientale Di Maio ha ricordato la riduzione dei ghiacci artici e l’obiettivo ‘fame zero’ per il 2030. Il Ministro si anche soffermato sull’impianto di rimodulazione della strategia per l’export volto a sostenere il tessuto economico italiano: per esempio il Patto per l’Export con 5,7 miliardi di euro quale cuore di questa strategia ed il rifinanziamento del Fondo 394. Di Maio ha anche parlato dell’importante presenza di italiani all’estero: 6,5 milioni di iscritti Aire. Uomini e donne nel mondo che rappresentano un patrimonio da mantenere vivo in un costante dialogo che consenta di cogliere le opportunità della mobilità dei nostri connazionali nel mondo e di agire per tutelare i loro diritti e la loro sicurezza, nonché di promuovere le nostre imprese e la nostra lingua. Per il Ministro il rilancio del Sistema Paese passa dunque anche per la valorizzazione degli italiani all’estero. Una risorsa formata dalla duplice anima degli espatriati da lungo tempo e dei giovani di talento che vivono la nuova mobilità internazionale.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento ha rilevato come questi suoi sette anni di mandato siano stati ricchi di azioni orientate all’estero grazie alla disponibilità e al sostegno della Farnesina: “Grazie al concorso delle vostre professionalità e della vostra dedizione – ha affermato Mattarella rivolgendosi agli Ambasciatori – la Repubblica continua nell’opera di promozione dei propri obiettivi, nell’azione di testimonianza e di affermazione dei propri valori iscritti nella Carta costituzionale, a cominciare dalla pace e dalla cooperazione internazionale, contribuendo alla costruzione nel mondo di condizioni migliori. La politica estera dell’Italia repubblicana ha sempre cercato di ispirarsi a questi criteri, non ignorando il valore dell’accoglienza favorevole che spesso accompagna all’estero l’immagine italica e che si traduce in un rafforzamento di quello che si ama definire soft-power”.

“Ogni epoca ha i propri mutamenti di grande portata: dalle due guerre mondiali alla guerra fredda arrivando alla fase del tramonto del bipolarismo con l’avvento di un mondo multipolare e fortemente globalizzato. La pandemia ha evidenziato le contraddizioni nel processo in atto, accelerando dinamiche già profilatesi”, ha ricordato Mattarella puntando quindi l’attenzione sul cambio di approccio tra Usa e UE sempre fianco a fianco ma con la richiesta di maggiore protagonismo da parte dell’Europa che non può più giocare un ruolo marginale. “C’è una richiesta di maggior condivisione di responsabilità nel quadro di un rapporto equilibrato, dove l’Europa abbia un ruolo più rilevante nella strategia euro-atlantica”, ha sostenuto Mattarella convinto che l’UE saprà essere efficace nella costruzione di un’azione comune frutto della consapevolezza di un destino comune per i popoli europei. Sempre per quanto riguarda l’Europa il Capo dello Stato ha aggiunto : “La difesa dei valori liberal-democratici e dello Stato di diritto all’interno del nostro continente e fuori di esso – a cominciare da quel principio cardine della costruzione europea rappresentato dal primato del diritto comunitario – è, in questo senso, essenziale. Sono valori che vanno tuttavia praticati e vissuti, sia attraverso il rafforzamento del carattere irreversibilmente democratico della cittadinanza europea, sia nella gestione delle crisi di fronte alle quali l’Europa si trova. L’atteggiamento di ‘Fortezza Europa’ – ha continuato Mattarella – che, con scarso rispetto dei diritti umani, alcuni manifestano, non corrisponde alle ambizioni di questa Unione Europea. In secondo luogo, la riforma delle Istituzioni e dei processi decisionali dell’Unione, incluse le regole di bilancio, è condizione necessaria per il completamento dei tanti “cantieri aperti” al suo interno, oltre che per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati con le agende verde e digitale. Infine, l’Europa non potrà esprimersi con efficacia sulla scena internazionale senza aver dato risposta ai crescenti squilibri in termini di reddito, di accesso all’istruzione e alla sanità, di garanzie e di diritti che affliggono le nostre società e che rischiano di minare alle fondamenta la coesione delle nostre democrazie”.

“Oggi vediamo il superamento della debolezza dettata dai limiti che sono stati quelli del secolo scorso con le guerre civili europee”, ha poi aggiunto Mattarella concludendo con un focus sugli obiettivi della cosiddetta agenda verde e digitale, ma anche con l’auspicio di risposte agli squilibri in termini di garanzia dei diritti che rischiano altrimenti di minare alle fondamenta la coesione della democrazia. (Simone Sperduto/Inform)

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