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Vino Expo. Presenti 41 aziende italiane al Javits Center

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “America Oggi” del 4.3.2013

Vino Expo. Presenti 41 aziende italiane al Javits Center
NEW YORK – Ha chiuso ieri i battenti al Javits Convention Center la tre giorni di New York Vino Expo, realizzata in collaborazione con l’Italian Trade Commission, che ha visto la partecipazione di 41 aziende italiane provenienti dalle maggiori aree di produzione e il considerevole numero di otto mila visitatori che hanno pagato 85 dollari per l’ammissione. 
Per la prima volta l’Italia è presente con un numero consistente di espositori, a una settimana di distanza dall’edizione Vino Expo che si è svolta a Chicago, ha spiegato il direttore esecutivo dell’Ice in Usa, Aniello Musella. 
“È importante per le aziende italiane perché in questa iniziativa sono presenti non soltanto gli importatori e produttori che sono venuti appositamente dall’Italia per questa mostra che sta crescendo molto ed ha la caratteristica di avere una parte dedicata al consumo e un’altra al trade, quindi a tutta la catena che parte dall’importatore, distributore, dettagliante e ristorazione. E questi due momenti della fiera rendono l’iniziativa, a mio avviso, molto interessante”, ha sottolineato Musella. 
Il vino italiano però negli ultimi mesi ha mostrato una certa stagnazione nelle importazione negli Stati Uniti e queste manifestazioni servono a promuovere maggiormente la nostra produzione. 
“Questi sono momenti di azione al consumo e al trade, quindi funzionano sia per chi già presente sul mercato Usa e quindi tramite l’importatore fa degustare il vino a un numero più ampio di consumatori che possono acquistarlo presso i punti vendita. Poi – ha aggiunto il direttore dell’Ice – c’è la parte trade per le aziende che sono nuove e non ancora presenti sul mercato. Sicuramente questo è un momento importante di promozione e di sostegno da parte dell’Ice alle aziende vinicole italiane per l’ingresso e il consolidamento sul mercato americano”. 
C’è preoccupazione per il calo delle importazioni del nostro vino negli Stati Uniti? 
“L’Italia è il primo fornitore di vini negli Stati Uniti dal 2006, quindi detiene una posizione molto consolidata. Parliamo di valori molto elevati: nel 2012 l’Italia ha esportato negli Usa vini per circa 1,5 miliardi di dollari. In termini di valore – ha sostenuto Musella – parliamo di volumi molto elevati. Sulle quantità c’è una piccola flessione, ma questo a mio avviso – ha precisato – è legato proprio al fatto che c’è un’enorme quantità di vini e quindi è chiaro che ci sono delle oscillazioni. Se andiamo a vedere le statistiche del 2012, in termine di valori abbiamo un calo del 1,5 per cento e sono delle oscillazioni che evidentemente nessuno vorrebbe avere, però non si tratta di un calo consistente o significativo del mercato. C’è sicuramente una forte aggressività di nuovi paesi produttori che hanno un rapporto prezzo-qualità molto competitivo quali Sudafrica, Cile e adesso Argentina”. 
Il prodotto italiano è particolarmente apprezzato e conosciuto e il consumatore chiede il vino italiano. 
“La forza dell’Italia – ha proseguito Musella – è la grossa varietà dell’offerta perché con l’ingresso sul mercato americano di vini che vengono dal Centro Sud e dalla Sicilia, l’offerta è diventata ancora più ampia con un prodotto prezzo-qualità molto interessante, perché parliamo di un prezzo al punto vendita che va tra i 12 e 25 dollari che è ancora un prezzo molto competitivo per chi acquista vino”. 
Il mercato americano è il primo al mondo per consumo di vino e la tendenza è in crescita. 
“Credo sia importante evidenziare, in base alle rilevazioni fatte da alcuni centri nel settore vinicolo, il mercato americano in termini di consumo è il primo al mondo con il 13 per cento del consumo mondiale. È un mercato, quello americano, che sta crescendo molto, c’è una grossa domanda e c’è spazio ancora per i vini italiani come per gli altri vini. Non è un mercato saturo”. 
Al Vino Expo la società agricola Luna Sicana, con sede a Contrada Piana Buffa in provincia di Agrigento, ha portato una novità in assoluto per il mercato a stelle e strisce: lo spumante di Nero d’Avola. 
“È una grossa novità, nessuno avrebbe mai pensato allo spumante col Nero d’Avola e credo questa sia un po’ la forza dell’offerta italiana”, ha concluso Musella. 
“Abiamo voluto fare uno spumante, anche se è una tradizione del Nord, usando il principe dei vitigni siciliani che è il Nero d’Avola ed è venuto fuori un prodotto molto buono che lo scorso anno ha vinto un premio a Londra e questa che presentiamo è l’annata del 2011, mentre il 2012 lo stiamo imbottigliando ora. È un prodotto nato da una terra generosissima, salina e come il freddo agisce sull’acido nelle zone dello Champagne, da noi è il sale contenuto nel terreno – ha spiegato Patrizia Serugeri di Luna Sicana – e poi abbiamo anche la fortuna di avere un’escursione termica notevolissima, per cui la nostra raccolta è all’inizio di agosto, molto presto la mattina per cui tutti gli aromi rimangono nel grappolo. È un prodotto molto pulito e naturale. Stiamo seguendo un processo organico, per cui non aggiungiamo niente. È quello che la terra dà. Ha una gradazione di 11,5 e lo consiglio a tutto pasto con carne o pesce”. 
La novità portata in fiera dall’azienda Luca Sicana ha fatto subito presa sul pubblico del Vino Expo, tanto che Patrizia Serugeri ha detto di avere perso il conto delle bottiglie che ha stappato per le degustazioni. (Riccardo Chioni – “America Oggi” del 4 marzo 2013 /Inform)
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